Per giustificare i soldi buttati nelle “sperimentazioni” su Piazza Maretta (o piazza Gioberti) l’assessore Michele Cafarelli si è arrampicato sugli specchi.
Nessuno, l’altra sera, in consiglio comunale, ne ha capito le ragioni. Delle due l’una: o non riesce a spiegarsi o non la racconta giusta.
Ha frullato insieme i parcheggi selvaggi con la strategia messa in campo dall’Amministrazione comunale per far rivivere via Arduino. Ha aggiunto la necessità di spazi pedonali più ampi. Poi ha inserito le difficoltà di reperimento fondi sul bilancio 2020 e infine ha parlato delle “panchine bara” installate per “tastare la viabilità”. Non in ultima ha puntato il dito sul new jersey il cui posizionamento sarebbe costato tanto quanto è costato all’Amministrazione comunale recuperare da un magazzino degli arredi che stavano lì a marcire. Sa solo lui come cavolo s’è fatto i conti....
“Sperimentare - ha spiegato con la fotta di un cattedratico- significa anche recepire le reazioni ad un modello fisico da parte degli Stakeholders....”.
Modello fisico? Stakeholders? Ma come parla questo qui?
Meglio concentrarsi sul progetto e, per fortuna anche lui l’ha fatto.... E ci sarà una pavimentazione uniforme in cubetti; verranno eliminati tutti parcheggi; calate 4 panchine e fioriere con la forma di paiolo per ricordare la fagiolata del castellazzo. S’aggiungerà, se il bilancio lo permetterà, pure un’illuminazione da terra....
“Disarmante l’esito dei lavori eseguiti e pure la risposta - lo ha inforcato il capogruppo del Pd MaurizioPerinetti - Una piazza si rivitalizza con i contenuti, non con le fioriere. Non è il Colosseo. Quella è una piazza che ha mantenuto uno stile ancora ottocentesco sia nella disposizione che nella fattispecie delle case che la circondano. E’ bella così com’è! E’ molto amata dagli eporediesi, anche se purtroppo ultimamente poco frequentata. Ingiustificabili i soldi buttati via per fare le prove. Se c’era un cantiere si doveva aspettare la fine dei lavori.Aggiungo che un problema di viabilità non si risolve con una sistemata,si risolve (elementare Watson.... ndr) con una nuova viabilità...”
Insomma per Perinetti è tutto sbagliato. “La consultazione dei commercianti è stata tardiva. L’intera vicenda doveva essere gestita in maniera diversa cominciando dagli obiettivi di rinascita. Non sarà certo grazie alle fioriere che la piazza tornerà ad essere vissuta dagli eporediesi..”.
Nel testo dell’interpellanza, Perinetti ha ricordato le tante giravolte dell’Amministrazione Comunale che in un primo tempo avevaannunciato, e anche iscritto a bilancio, una significativa somma (140 mila euro) poi ridotta e infine sparita sotto i colpi dell’opposizione interna alla stessa maggioranza.
“Restano due pedane di cemento sui cui sono state sistemate due sgangherate panchine e qualche fioriera (senza fiori) anch’esse appoggiate su pedane rotonde di cemento. Non intendo commentare l’aspetto estetico, ma piuttosto la scarsa sensibilità nei lavori fatti…”.Perinetti infine ha sottolineato che a Carnevale qui si tiene la storica fagiolata del Castellazzo e su questo Cafarelli ha giurato e spergiurato che non ci saranno problemi.
“La mia risposta è stata inutile - ha chiuso il dibattito Cafarelli - Ho perso 3 minuti e 30. ..”.
Probabilmente sì, così come inutile è stato il suo tentativo di giustificare uno scivolone. Della serie: “vediamose i consiglieri comunali se la bevono”a valle di un “Vediamo se li accontento con due panchine e due gerani”.
Non gli è andata bene ed è corso ai ripari con l’ascolto e con i progetti, facendo tutto quello che avrebbe dovutofare mesi prima. La verità è che secondo molti lui ci ha provato. In maggioranza lo dicono tutti ed è ormai diventata una “cantilena” piuttosto assordante. E’ il racconto di una serie di litigate nei corridoi e al telefono di chi dice che “s’è stufatodi fare l’assessore”.
E allora che se ne vada. Nessuno, può star certo, lo rimpiangerà!
Liborio La Mattina
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