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IVREA. Il coraggio di Andrea Perinetti. Da “prof” a “professoressa”

IVREA. Il coraggio di Andrea Perinetti. Da “prof” a “professoressa”

Andrea Perinetti

Al liceo classico Carlo Botta qualcuno tra gli studenti ha raccontato di aver vissuto momenti simili a quelli del film “Attimo Fuggente”. E’ successo anche questo, lo scorso 13 settembre, quando al rientro in presenza a scuola, Andrea Perinetti, 60 anni, quasi 61, docente da 25 anni di latino e greco, ha fatto coming out come transgender. «Il momento più emozionante e simbolico è stato quando ho svuotato la parte di armadio in cui tenevo gli abiti da uomo, quelli che mettevo per andare a scuola e che adesso non mi servono più», ha spiegato alle pagine torinesi del quotidiano “La Repubblica” .  Da questo momento in avanti tutti i siti on-line e i giornali d’Italia si sono buttati a capofitto sulla notizia, copiando e incollando le stesse identiche dichiarazioni. Notizia? In tanti si sono chiesti se lo fosse, considerando che per essere considerata “notizia”, un “fatto” dovrebbe almeno avere la caratteristica di “straordinarietà” e di sicuro non lo è un “transgender”. Eppure  a rileggerlo, in quel racconto, qualcosa di straordinario c’è: il coraggio. Il coraggio di Seneca: “Colui che è coraggioso è libero”.  Il coraggio di Paulo Coelh: “Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni”. Il coraggio di Mahatma Gandhi: “Nulla si ottiene senza sacrificio e senza coraggio. Chi è capace di soffrire alla fine vincerà”. Il coraggio di Sonia Sacco: “È quando non hai più nulla da perdere, che trovi il coraggio di cambiare la tua vita. Chiudi gli occhi, prendi aria. E ti lanci. E senti di nuovo il tuo cuore battere. Libera di vivere. Livera di volare!” Il coraggio di una persona che non solo aveva deciso di cambiare vita, ma aveva deciso di farlo nel suo mondo e non in un altro. Non aveva cambiato scuola, non aveva cambiato quartiere o città. “Non è coraggio – ha messo le mani avanti la Professoressa in un video su Fanpage – perchè coraggio vuol dire fare qualcosa che hai paura possa farti male, questa è stata una necessità perchè non riuscivo più a vivere nella mia condizione precedente. A chi mi dice che ho vissuto una doppia vita, rispondo che ho avuto una vita piena e ricca, soprattutto grazie alla gioia di essere diventato genitore di due splendidi figli”. Epperò il coraggio c’è! «Per tutto questo tempo - ha spiegato ancora Andrea Perinetti -  ho vestito i panni maschili, ma è stata una sofferenza e ora che da un paio d’anni ho iniziato il mio percorso di transizione ho deciso di parlarne a tutti e di mostrarmi per quello che sono. L’ho fatto soprattutto per i ragazzi, che in questa fase della loro vita sono alla ricerca della loro identità, non per forza di genere. Devono capire chi sono e chi vogliono diventare e meritano sincerità e autenticità da parte di chi deve dare loro l’esempio». Altrettanto coraggiosa la dirigente della scuola, Lucia Mongiano. Sarebbe stata lei la prima a salutare con favore questo passaggio, quando nel luglio scorso Perinetti le ha annunciato che avrebbe voluto mostrarsi agli allievi come «una professoressa». «Dopo quella reazione così accogliente e disponibile, è arrivato l’annuncio alle colleghe», ha spiegato Perinetti, «siamo amiche e mi hanno chiesto perché ci ho messo tanto a dirlo a tutti. E poi sono stata sincera con i ragazzi: ho raccontato per esempio che quando l’anno scorso a volte mi commuovevo era anche per colpa degli ormoni che prendo e che mi stanno trasformando il fisico». Alle spalle Andrea Perinetti ha un matrimonio e due figli grandi e con loro il coming out risale al 2008.  Da lì ha preso il via il suo percorso di transizione e, soprattutto, le cure ormonali. I Perinetti a Ivrea sono davvero molto conosciuti. Federico, il papà di Andrea, letterato, storico e scrittore, è stato per tanti anni collaboratore del periodico La Sentinella. Due fratelli, tra cui Maurizio capogruppo del Pd in consiglio comunale e una sorella.  La notizia del “coraggio” di Perinetti è finita manco a dirlo anche sui social. Sul profilo Instagram “Unabottaevia”, normalmente destinato alla satira, sono in tanti ad averle dato un sostegno smentendo e puntando il dito su alcune affermazioni riportate su “Il Giornale di Ivrea” (il primo a parlare di Andrea Perinetti), in particolare su quei due aggettivi utilizzati per descrivere gli studenti nel primo giorno di lezione: “stupiti e spaventati”. «Ciò che conta è che sia una brava insegnante   si legge su Instagram – spiega bene e si vede che è appassionata al suo lavoro».
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