Sicuramente non ne parleranno i Telegiornali della sera ma c’è finalmente una buona notizia da Ivrea.
Nei giorni scorsi, infatti, si sono conclusi i lavori per il nuovo marciapiede di via San Lorenzo. L’assessore
Michele Cafarelli è stato di parola. Aveva detto che i lavori sarebbero finiti entro la fine di agosto, sono finiti a settembre, ma è già tanta roba.
A portare a casa il risultato è lui, ma anche è soprattutto l’indomita
Rita Munari che in questi anni ha sollecitato quei lavori un giorno sì e l’altro pure. Senza contare le mozioni, l’ultima delle quali, sulle barriere architettoniche, portava la firma del consigliere comunale
Francesco Comotto.
Le prime segnalazioni sullo stato di degrado in cui versava il marciapiede nei pressi della chiesa di San Lorenzo verso via Cascinette,
risalgono al 2017, la bellezza di quasi quattro anni fa.
Se ne lamentava
non una cittadina qualunque ma
Alessia Refolo, campionessa paraolimpica non vedente.
“Imboccando via San Lorenzo da via Cascinette – spiegava a La Sentinella –
il marciapiede è presente solo sul lato destro e, dal lato sinistro, solo in alcuni tratti. L’ultima parte della via ne è priva e mi trovo costretta a camminare quasi in mezzo alla strada trovando ogni giorno automobili posteggiate su ambo i lati…”.
Evidente che per una non vedente, ma anche per una mamma con bambino per mano o sul passeggino o per le persone anziane ciò rappresentasse non solo un disagio ma anche un potenziale pericolo.
“Non penso – continuava –
sia particolarmente difficoltoso o oneroso realizzare il prolungamento del marciapiede di poche decine di metri o, quantomeno, apporre dei delimitatori di transito pedonale come quelli in gomma che si trovano in via San Nazario. Eppure, in tutto questo tempo, non solo il Comune non mi è venuto incontro sulla richiesta del prolungamento del marciapiede, ma non ha mai provveduto nemmeno alla strada: in via San Lorenzo, infatti, l’asfalto si è tutto crepato e ci sono delle buche dove sono solita prendere storte…”.
Del problema, nell’agosto del 2019, se ne occupò l’assessore
Elisabetta Ballurio recatasi sul posto insieme al responsabile delle manutenzioni
Giancarlo Porcaro. Promise, sempre sulle pagine de La Sentinella, che si sarebbe presto trovata una soluzione ma non se ne fece mai nulla.
Tra chi quest’ultimo articolo, se lo è letto, ritagliato e custodito c’era
Rita Munari. Obiettivo dichiarato: suonare di tanto in tanto la campana ad un’amministrazione delle cosa pubblica che per vedere ci vedeva benissimo ma sull’ascolto aveva evidentemente qualche problema.
“Sono davvero molto contenta - commenta oggi Alessia Refolo - N
on mi aspettavo così tanto interesse. Ad un certo punto avevo addirittura chiesto ai giornali di non parlarne più...”.
Chi è Alessia Refolo?
Nata l’11 luglio del 1990,
Alessia Refolo vive in via San Lorenzo a Ivrea e lavora alla filiale del Monte dei Paschi. Da piccolina
è sopravvissuta al Neuroblastoma, un tumore infantile da cui nel mondo si salva solo un bambino su 5. Ha pagato però un prezzo molto alto perché i farmaci hanno danneggiato irrimediabilmente la sua vista.
“Sono non vedente – commenta sul sito internet alessiarefolo.com –
ma da sempre grazie anche al mio mantra preferito “Se vuoi, puoi”, non permetto a questo problema di limitarmi e mi impegno al massimo in tutto ciò che faccio in modo da raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo…”
Uscire con gli amici è il suo passatempo preferito, superato soltanto dallo sport che adora, come l’equitazione, la danza, l’acrobatica aerea, lo sci sulla neve ma soprattutto l’arrampicata. Quest’ultima passione l’ha condotta alla conquista del titolo di Campionessa Mondiale Paraolimpica di arrampicata sportiva, nel 2014 in Spagna.
E
Refolo ha anche scalato con la sua guida alpina una parete di roccia alta 300 metri, un monotiro a picco sul mare ed un altro sulle cascate di ghiaccio.
Morale?
“Barbie Climber”, questo è il soprannome che le aveva assegnato la sua prima allenatrice di scalata, ha scoperto di essere molto portata anche nello sci nautico, vincitrice in Francia dell’oro europeo paraolimbico nel 2018 quando venne ribattezzata “Barbie Skier” .
La passione per la corsa, scoperta solo di recente, le ha permesso, infine, di aggiudicarsi l’argento ai Campionati Italiani Paraolimpici di atletica leggera nel 2020
e la medaglia d’oro nel luglio scorso, nei 400 metri categoria T11-non vedenti assoluti
Refolo, nel 2019, ha scritto un libro autobiografico edito dalla casa editrice Hever:
“Se vuoi, puoi. Una vita al di là del buio.”.