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15 Settembre 2021 - 17:43
Damanhur
Anche la Federazione Damanhur deve pagare il trattamento di fine rapporto agli ex dipendenti. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, ma ci sono voluti nove anni.
A vincere il ricorso è stata Raffaella Ginepro, già “Lepre Viola”, una dei fuoriusciti dalla Federazione che aveva citato in giudizio la Federazione e le dovrà essere riconosciuta una cifra calcolata tra i 10 e i 20 mila euro per aver contribuito alla vita della comunità, dal maggio 1983 al febbraio 2007. Raffaella Ginepro aveva lavorato dal 1984 al 1986 come addetta alla tessitura manuale, come segretaria nel 1987, nel 1988 come addetta alla gestione di un centro culturale. E ancora come maestra di scuola elementare dal 1988 al 1996 e responsabile della scuola di mediazione oltre al ruolo di addetta alle relazioni esterne ed internazionali. Lavoro che le era stato retribuito con crediti damanhuriani, una moneta spendibile all'interno della comunità e creata dai cittadini appartenenti alla Federazione. Ma non il Tfr una volta uscita.
Ci sono volute due sentenze della Corte d'Appello dopo che il Tribunale di Ivrea aveva riconosciuto in primo grado l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra la Ginepro e la Federazione e solo per il periodo successivo all’aprile 1996, condannando tuttavia Damanhur al pagamento del Tfr.
La sentenza del Tribunale di Ivrea era stata poi appellata dalla Ginepro, affinché la condanna non si limitasse al pagamento del Tfr ma prevedesse anche il pagamento di differenze salariali, e dalla Federazione Damanhur affinché venisse riconosciuto il fatto che il rapporto di tutti questi anni tra i due soggetti non potesse essere qualificato come rapporto di lavoro subordinato. Nell'ottobre 2012 l'Appello accoglieva il ricorso della Federazione Damanhur in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Ivrea.
Nel 2019 il secondo ricorso in Appello presentato dalla Ginepro ha poi ribaltato la sentenza dandole ragione e scrivendo come “la prova dello stabile e continuativo inserimento, ultraventennale, di Raffaella Ginepro nella struttura organizzativa dell'associazione e l'esistenza di un potere di controllo da parte dell'Associazione attraverso la previsione di un apparato sanzionatorio risultante dal testo della Costituzione Damanhuriana”.
E ora anche le ha dato ragione anche la Corte Suprema a cui si sono rivolti i legali dei Damanhur.
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