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No green pass. La direttrice rimanda a casa un'insegnante di Ivrea, ma non farà le barricate

No green pass. La direttrice rimanda a casa un'insegnante di Ivrea, ma non farà le barricate

Chiara Tinuzzo

Qualche anno fa il suo nome era rimbalzato agli onori delle cronache di mezza Italia per il divieto di accesso delle sue due figlie di 3 anni escluse dalla scuola dell’infanzia Villa Girelli in quanto non in regola con le vaccinazioni. Oggi, in tempi di Covid, Chiara Tinuzzo, è di nuovo sulle barricate e lunedì ha aderito allo sciopero proclamato dall'Anief contro il green pass. Insegnante di musica e titolare di cattedra (sette classi) alla Scuola Media Inferiore Falcone di Ivrea, conta i cinque giorni che la separano dalla sospensione dello stipendio e ne sono già passati due. Funziona così. Non hai il green pass o un tampone negativo? Sei fuori! "Una situazione abbastanza paradossale - ci racconta - Per la prima parte di questo anno non ho avuto alcun problema. Adesso sì... Giusto applicare la regola della mascherina, del distanziamento sociale e della misurazione della temperatura." Il paradosso? In base alle normative se l'insegnante non ha un green pass viene considerato "assente ingiustificato" anche se si presenta regolarmente a lezione, il che è abbastanza sorprendente. Lunedì alla Falcone sono pure arrivati i carabinieri. "Come si fa a dire che sono assente se sono presente. Le disposizioni non lo dicono...  - commenta Tinozzi - Dicono che non puoi entrare a scuola ma non dicono che ti possono sbattere fuori. Per questo mi sono presentata e continuerò a farlo tutti i giorni. L'ho spiegato alla direzione scolastica e pure alle forze dell'Ordine. Nessuno sa dare una risposta. Non è una questione sanitaria ma politica. Non si può imporre un green pass a chi è abile al lavoro. E poi perché questa regola vale solo per il corpo insegnanti! Ho una dignità come mamma, come persona e come insegnante. Voglio difendere la mia libertà. Lo voglio fare per i miei studenti, per i miei figli e per me stessa." L'unica arma a disposizione potrebbe essere il tampone ogni 48 ora, ma i costi sarebbero insostenibili per chiunque. "Si era detto che chiedere il green pass sarebbe stata una violazione della privacy - aggiunge Tinuzzo - A quanto pare da una diversa lettura data dal Garante, non è così... S'aggiunge la questione dei controlli. A chi compete farli?". Insomma, non se ne esce.... Che fare? "Non lo so ancora cosa fare - risponde Tinuzzo con l'animo di chi si sente no vax - Non farò forzature davanti alla scuola. Ho tre figli e non possono neanche permettermi di perdere uno stipendio...". Così come peraltro la scuola non vuole perdere un'insegnante di musica davvero eccezionale, cantante e pianista. "Quest'anno - passa e chiude Tinuzzo non senza un piccolo groppo in gola -  i miei alunni dovrebbero cominciare ad utilizzare le nuove tastiere acquistate dalla scuola..."   GLI INSEGNANTI NO-GREEN PASS FANNO RETE COMUNICATO STAMPA  Docenti, educatori e personale amministrativo di numerosi Istituti Comprensivi del Piemonte intendono esprimere la loro contrarietà all’applicazione del DL 111/2021 riguardo al loro ingresso nelle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.  Prevedere una “tessera” che vincoli l’accesso alle scuole ha suscitato grande disappunto da parte dei professionisti della scuola perché comporta una limitazione di diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana e da normative internazionali come la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Tutto ciò con la conseguenza di una spregiudicata discriminazione tipica delle più bieche dittature.  Alla base di questi ragionamenti c’è una netta presa di posizione riguardo a diktat che poco hanno a che fare con un aspetto sanitario. Col DL 111/2021 il personale scolastico è soggetto a una vera e propria coercizione alla quale non vogliamo sottostare: non si può subire l’inganno della libertà di scelta nell’ombra di un ricatto che proclama sospensioni dal servizio e interruzione dell’erogazione dello stipendio tramite “assenze ingiustificate” e riconducibili al CCNL.  Non spetta a noi stabilire se sia giusto o meno farsi inoculare un siero sperimentale o sottoporsi a un tampone, ma pretendiamo l’assoluta libertà di scelta nella decisione di effettuarli: ciò non deve vincolare in alcun modo l’accesso ai posti di lavoro, conquistati meritocraticamente e con anni di studio e sacrifici.  Per questo, comunichiamo la nostra disapplicazione del DL 111/2021: non ci faremo intimidire da un’assurda discriminazione, amplificata da tv e social, che a nostro parere risulta finalizzata a dividere i professionisti della scuola e la società tutta. 

DOCENTI, EDUCATORI E PERSONALE AMMINISTRATIVO NO GREEN PASS PIEMONTE 

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