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IVREA. L’ufficio tecnico è diventato una barzelletta

IVREA. L’ufficio tecnico è diventato una barzelletta

Francesco Comotto

L’ufficio tecnico sta diventando una barzelletta. Stando a quel che dice l’Amministrazione comunale, infatti, lì non si trova mai nulla. Un giorno salta fuori che manca la documentazione sul Movicentro e poi si scopre che non ce n’è mai stata altra, oltre a quella che già c’era. Il giorno dopo spuntano due delibere in cui si legge che l’Anfiteatro romano è di proprietà del Comune e nessuno lo sapeva. Infine, rovista di qua, rovista di là, non c’è il due senza il tre, l’ultima fa riferimento ad una relazione dei tecnici della Città Metropolitana sull’ex Caserma Valcalcino risalente a 10 anni prima e presa sotto gamba un po’ da tutti. Ora delle due l’una. O siamo sempre stati amministrati da “pagliacci” disordinati e senza alcuna cognizione, o l’attuale Amministrazione Comunale sta prendendo un granchio dietro l’altro.  Non esiste una terza via. Nel caso si trattasse della prima bene si farebbe a chiamare tutti i predecessori (tecnici e politici) alle proprie responsabilità anche giudiziarie. Non ha più parole il consigliere comunale Francesco Comotto  di Viviamo Ivrea, convocato insieme agli altri capigruppo nel pomeriggio di venerdì scorso ad apprendere la brutta novella. “Non sapevano ancora chi avrebbe firmato l’ordinanza -  ci spiega -  Poi si è appreso che non sarà sindacale ma dell’ufficio tecnico. Chiaro a tutti che, se la fa il sindaco è un atto politico, se è del dirigente è una denuncia a chi c’era prima. Automaticamente deve andare in Procura. Significa che chi c’era prima  ha messo a rischio centinaia di persone....”. In verità, almeno per Comotto, sono più i dubbi che le certezze “Il vicesindaco Elisabetta Piccoli  secondo me sta esagerando. E’ riuscita a dire che per analogia, una perizia su uno dei due edifici vale anche per l’altro, peraltro ristrutturato nel 2000. Come si fa a dire una cosa così senza avere in mano una perizia del giorno prima. Ci han detto che per fare una perizia ci vogliono due mesi ma non sanno quello che dicono. Han parlato di prove di carico, ma per capire in che stato è la controsoffittatura basta un bastone. Questo per loro sarà un boomerang. Non si lamentino poi se tra un po’ verrà fuori che i problemi ci sono sempre negli edifici occupati da associazioni non gradite al centrodestra. Parlano di coscienza. E allora perchè non la tirano fuori anche sulla biblioteca che va avanti senza i certificati anti-incendio? Lì la coscienza non c’è!” Anche più duro il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. “Pensavano che alla riunione della capigruppo saremmo arrivati con la coda tra le gambe... - commenta - Io mi sono incavolato. Ma che modo di agire è questo qui? Se ci sono dei dubbi, sul Valcalcino si faccia una perizia. Intanto è bene dire che se esiste una categoria di persone che al mattino si mette le mutande di latta per andare a lavorare: è quella dei funzionari pubblici. Secondo il sindaco e il vicesindaco, dieci anni fa, all’ufficio tecnico, esisteva una banda di irresponsabili che tenevano le perizie in un cassetto? Ma a chi la vogliono dare a bere? A Nolesio io gliel’ho detto.  Quella perizia era stata fatta fare dalla Città Metropolitana con l’intento di spostare l’Ipsia e non pagare la cauzione. Nella perizia non si dice che l’edificio è inagibile o che ci sono problemi di staticità. Si dice che non ci sono le condizioni ottimali di sicurezza. Io aggiungo che negli anni 2000 si era dato corso ad una ristrutturazione ed erano state inserite due scuole il liceo musicale e l’Ipsia. Addirittura dovrebbe esserci un progetto da 10 milioni di euro per spostare lì gli uffici comunali, cosa a cui poi non si diede seguito. Mi ricordo che in quest’ultima occasione durante un sopralluogo i tecnici avevano trovato un tubo rotto e l’edificio uno allagato ...”. A dir poco allibito il grillino Massimo Fresc. “ Siamo stati informati a decisioni già prese e quindi esclusi da un vero confronto. la capogruppo - stigmatizza -   Siamo preoccupati per le conseguenze sulle persone che frequentano la scuola CPIA e sui disguidi che dovranno affrontare la Direzione Didattica é le diverse associazioni che in breve tempo perderanno la loro sede.  Abbiamo richiesto copia della perizia del 2010 e ne valuteremo attentamente il contenuto anche perché le argomentazioni che hanno portato alla decisione di chiudere la struttura ci sono parse deboli e necessitano di altri riscontri. Abbiamo proposto al Sindaco di far predisporre una nuova perizia e verificare i reali pericoli cercando un confronto con gli amministratori e i funzionari del Comune che nel 2010 decisero di tenere aperto l’edificio...”.
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