In un consiglio comunale dello scorso mese di febbraio l’assessore
Michele Cafarelli aveva promesso, senza tanti giri di parole, che entro la fine di agosto avrebbe risolto tutti i problemi di via San Lorenzo.
Lo aveva fatto in risposta all’ennesima mozione (cioè quel provvedimento che in caso di approvazione impegna sindaco e assessori a fare qualcosa) presentata da
Francesco Comotto sulle
barriere architettoniche in città. Ma anche più volte sollecitato (meno male che esiste) dall’intrepida
Rita Munari (e non occorrono ulteriori presentazioni).
E si parlò in maniera chiara di uno strumento di lavoro attraverso il quale, partendo da un’area (il centro storico) su cui già si sapeva che cosa fare si sarebbe proceduto (con un metodo interattivo) per raccogliere le segnalazioni dei cittadini.
S’aggiunsero – e li aveva aggiunti sempre l’assessore
Cafarelli –
quei 110 mila euro per un piano asfalti, di cui circa 15 per curare l’aspetto grafico (cartellonistica?) con le indicazioni dei percorsi di accessibilità.
Francamente nessuno ci aveva capito un fico secco e probabilmente neanche il consigliere
Francesco Comotto.
Si era solo percepito che sarebbero stati spesi 6/7 mila euro
per via San Lorenzo dove abita
Alessia Refolo, non vedente, campionessa para-olimpica, a cui negli anni sono state fatte tante promesse mai mantenute.
Chi è Alessia Refolo?
Nata l’11 luglio del 1990, Alessia Refolo vive in via San Lorenzo a Ivrea e lavora alla filiale del Monte dei Paschi. Da piccolina
è sopravvissuta al Neuroblastoma, un tumore infantile da cui nel mondo si salva solo un bambino su 5. Paga però un prezzo molto alto perché i farmaci danneggiano irrimediabilmente la sua vista.
“Sono non vedente – commenta sul sito internet alessiarefolo.com – ma da sempre grazie anche a
l mio mantra preferito “Se vuoi, puoi”, non permetto a questo problema di limitarmi e mi impegno al massimo in tutto ciò che faccio in modo da raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo…”
Uscire con gli amici è il suo passatempo preferito, superato soltanto dallo sport che adora, come l’equitazione, la danza, l’acrobatica aerea, lo sci sulla neve ma soprattutto l’arrampicata. Quest’ultima passione l’ha condotta alla conquista del titolo di Campionessa Mondiale Paraolimpica di arrampicata sportiva, nel 2014 in Spagna.
E Refolo ha anche scalato con la sua guida alpina una parete di roccia alta 300 metri, un monotiro a picco sul mare ed un altro sulle cascate di ghiaccio.
Morale? “Barbie Climber”, questo è il soprannome che le aveva assegnato la sua prima allenatrice di scalata, scopre di essere molto portata anche nello sci nautico dove automaticamente viene ribattezzata “Barbie Skier” . Sostenuta dalla società Waterski Recetto, vince l’oro al Campionato Europeo Paraolimpico nello sci nautico nel 2018 in Francia.
La passione per la corsa, scoperta solo di recente, le permette, infine, di ottenere l’argento ai Campionati Italiani Paraolimpici di atletica leggera nel 2020
e la medaglia d’oro nel luglio scorso, nei 400 metri categoria T11-non vedenti assoluti
La voglia di trasmettere messaggi positivi l’hanno portata alla creazione del progetto “Se vuoi, puoi”, nato come hobby e trasformatosi ben presto in un secondo lavoro in seguito al numero sempre crescente di richieste di collaborazione da parte di Enti di svariata natura.
Refolo, nel 2019, ha scritto un libro autobiografico edito dalla casa editrice Hever: “Se vuoi, puoi. Una vita al di là del buio.”.
Il degrado già nel 2017
Le prime segnalazioni sullo stato di degrado in cui versava – e tutt’oggi versa – il marciapiede nei pressi della chiesa di San Lorenzo verso via Cascinette, e le difficoltà per i pedoni di percorrere la vicina Via San Lorenzo, risalgono al 2017, la bellezza di più di tre anni fa.
Se ne lamentava non una cittadina qualunque ma Alessia Refolo, campionessa paraolimpica non vedente. “Imboccando via San Lorenzo da via Cascinette – spiegava a La Sentinella –
il marciapiede è presente solo sul lato destro
e, dal lato sinistro, solo in alcuni tratti. L’ultima parte della via ne è priva e mi trovo costretta a camminare quasi in mezzo alla strada trovando ogni giorno automobili posteggiate su ambo i lati…”.
Evidente che per una non vedente, ma anche per una mamma con bambino per mano o sul passeggino o per le persone anziane ciò rappresenta non solo un disagio ma anche un potenziale pericolo.
“Non penso – continuava – sia particolarmente difficoltoso o oneroso realizzare li prolungamento del marciapiede di poche decine di metri o, quantomeno, apporre dei delimitatori di transito pedonale come quelli in gomma che si trovano in via San Nazario. Eppure, in tutto questo tempo, non solo il Comune non mi è venuto incontro sulla richiesta del prolungamento del marciapiede, ma non ha mai provveduto nemmeno alla strada: in via San Lorenzo, infatti, l’asfalto si è tutto crepato creando dei buchi dove sono solita prendere storte…”.
Del problema, nell’agosto del 2019, se n’era occupata l’assessore Elisabetta Ballurio recatasi sul posto insieme al responsabile delle manutenzioni Giancarlo Porcaro. Promise, sempre sulle pagine de La Sentinella, che si sarebbe presto trovata una soluzione ma non se ne fece mai nulla.
Tra chi quest’ultimo articolo, se lo è letto, ritagliato e custodito c’è Rita Munari.
Obiettivo dichiarato: suonare di tanto in tanto la campana ad un’amministrazione delle cosa pubblica che per vedere ci vede benissimo ma sull’ascolto ha evidentemente qualche problema.
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Le ultime delibere
Nel programma delle opere pubbliche 2019/2021, l’Amministrazione Comunale prende nota di un contributo della Regione Piemonte di Euro 58.003,29 per l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche. Peccato che, già in allora, nel piano di investimenti si parlasse genericamente di manutenzione straordinaria di strade e marciapiedi cittadini.
Da qui la prima mozione del Consigliere
Francesco Comotto della lista «Viviamo Ivrea» approvata all’unanimità.
Ben lungi dal correre ai ripari e riqualificare la via — asfaltandola e costruendo i marciapiedi di cui ora è sprovvista— si preferì fare buon uso di quel detto di tradizionale memoria
«chi va piano va sano e va lontano» dando certamente per scontato che anche la
Refolo nel suo peregrinare quotidiano tra rattoppi del manto stradale e buche infernali, fosse usa a seguir alla lettera il proverbio. Sì, perché la Campionessa Mondiale Paraolimpica non avendo un marciapiede sul quale deambulare in sicurezza è costretta a rischiare la vita o quantomeno una frattura ossea ogniqualvolta si reca nel bel mezzo della via per percorrerla (in quest’epica storia non manca nemmeno l’inciviltà dei condomini che parcheggiano le auto contro l’edificio impedendole così di camminare sul lato della strada).
Altra delibera, altro vuoto pneumatico.
Nella «Variazione n° 6 al bilancio unico 2019/2021 e al piano degli investimenti 2019/2021»
un ulteriore incremento di 13.352,69 euro quale contributo regionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Nonostante ciò, sul piano degli investimenti continua a non apparire la voce relativa all’abbattimento delle barriere architettoniche…
E dire che il Consiglio Comunale
aveva impegnato il Sindaco e la Giunta non solo a eseguire un’attenta attività di monitoraggio e di censimento, ma anche ad attivare una campagna di sensibilizzazione sull’argomento coinvolgendo cittadini, scuole, associazioni di volontariato e a valutare la possibile istituzione della figura del disability manager all’interno dell’organigramma comunale,
ma soprattutto. S’aggiungeva l’impegno a relazionare in Consiglio, entro 3 mesi sulla situazione riscontrata, sulla possibile pianificazione degli interventi, sulle priorità, sulla eventuale necessità di apportare delle specifiche variazioni alle previsioni di bilancio, affinché il Consiglio Comunale, oltre ad essere informato, potesse deliberare in proposito con cognizione di causa.
Per fortuna gli emendamenti varati dall’amministrazione comunale non hanno data di scadenza come lo yogurt, altrimenti ci si sarebbe trovati di fronte a una vera e propria intossicazione alimentare…
(da un’articolo di Tania Bocchino del 31 gennaio 2021)