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QUINCINETTO. Frana: messe le reti di sicurezza lungo la A5

QUINCINETTO. Frana: messe le reti di sicurezza lungo la A5

Il sindaco Angelo Canale Clapetto

QUINCINETTO. Verrà realizzato a breve il vallo contenitivo, una grande barriera paramassi, proprio a ridosso della frana in località Chiappetti, lungo l’autostrada A5 Torino - Aosta, nel tratto compreso tra Quincinetto e Post-Saint- Martin. Si tratta di due enormi sassi che saranno posizionati a valle della frana.

Proprio in questi giorni, lungo l’autostrada, sono state posizionate, sul piano stradale, delle reti alte 5 metri che proteggono l’autostrada proprio per il tratto a “rischio” di 370 metri. Il vallo, una struttura che avrà un’altezza di 8,5 metri, avrà l’obiettivo di proteggere l’autostrada e la ferrovia che si trovano sotto la frana.

La struttura sarà realizzata dalla Società Autostrada Valdostana che nelle scorse settimana si era rivolta agli enti superiori per avere un parere. Ebbene, nei giorni scorsi il Ministro delle Infrastrutture ha risposto a questa richiesta: il progetto potrà subire integrazioni da parte del Comune di Quincinetto fino al 7 settembre. Dopo sarà sottoposto al vaglio finale della commissione, che dovrà concedere l’autorizzazione all’inizio dei lavori.

La frana c’è e si muove ancora, a piccoli passi, prosegue la sua strada verso l’autostrada Torino-Aosta. Proprio qualche settimana fa, infatti, è stato nuovamente necessario predisporre la chiusura dell’autostrada tra Quincinetto e Pont Saint Martin in direzione Aosta. Per l’opera la Regione ha messo a disposizione più 4 milioni di euro.

Continua ad essere critica, dunque, la situazione del pezzo di terra che, da anni, insiste sul territorio e continua a creare preoccupazioni di non poco conto. Gli ultimi movimenti sono stati accertati grazie alle indagini dell’Arpa e dell’Università di Firenze, che monitorano la frana con speciali sensori.

Tutto scritto nel report degli organi di controllo.

“Le apparecchiature - si legge - hanno rilevato che in seguito a precipitazioni anche non violente, come quelle avvenute a giugno, si verificano i movimenti dei massi più grandi, che sono posizionati ai lati di 500mila metri cubi di roccia, in movimento sulla montagna da un altezza di 1km e mezzo. Il collasso parziale è quindi probabile”.  

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