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16 Agosto 2021 - 11:49
VIALFRÈ. “Pagliacciate? Vi faccio vedere io se quelle che dico sono pagliacciate!”.
Accusato nel corso del penultimo consiglio comunale di dire pagliacciate, nel corso dell’ultima seduta del parlamentino di Vialfrè Ivano Arrighi si è tolto qualche sassolino chiedendo che venisse letto un lungo documento con il quale ribatteva punto per punto e documenti alla mano, alle accuse ricevute.
“La capogruppo Chiara Bartono ha dichiarato sostanzialmente che erano “pagliacciate” quanto stavo leggendo relativamente agli abusi edilizi riscontrati nell’immobile del frantoio, alla TARI da dover richiedere anche per i locali di culto, alla Valutazione di Incidenza Ambientale richiesta per le manifestazioni fatte in Pianezze.
Ed ecco allora alcune precisazioni, affinché si possa valutare meglio se queste sono “pagliacciate” e anche allo scopo di mettere al corrente quei consiglieri che non fossero bene informati degli ultimi sviluppi legati a queste vicende”.
“ASSPO dichiara che i lavori svolti, tettoia e stanza aggiuntiva, sono stati autorizzati dal comune, nonostante l’ufficio tecnico che ha fatto il sopralluogo abbia avviato il procedimento di demolizione per una tettoia di circa 14 mq ed un nuovo locale di 9,85 mq privi di autorizzazione.
Rifiuta l’avvio del procedimento di demolizione e preannuncia azioni legali. Ma contro chi? Contro la giunta che non poteva dargli il permesso perché privo del parere di regolarità dell’ufficio tecnico?”.
Ma c’è di più: “La procura della Corte dei Conti, evidentemente non ritenendo ancora “pagliacciate” quanto portato alla sua conoscenza, ha inviato la Guardia di Finanza per indagare sul comportamento della amministrazione Gianoglio per le opere effettuate senza permesso a costruire, per il contratto di comodato d’uso gratuito, per le sovvenzioni date ad ASSPO ed altro”.
Arrighi punta il dito contro Gianoglio anche per l’incarico dato all’avvocato Stefano Cresta di Torino per un importo di 3.000,00 euro per difendersi dalle azioni mosse dalla minoranza.
“Gli esposti sono fatti da questa minoranza e riguardano il modo di amministrare delle giunte Gianoglio di più consiliature per fatti che attraversano più funzioni dell’Ente e per più ipotesi di reato.
Da quelli puramente amministrativi, a quelli di natura tecnica, a quelli personali per omissione in atti di ufficio. Questa minoranza ha messo sotto accusa la gestione politica delle giunte Gianoglio.
E se incarico legale doveva essere dato, doveva essere l’organo politico di maggioranza, sempre lo stesso dal 2015 ad ora, a farlo e a prendersene la responsabilità con una delibera di giunta.
Invece abbiamo un Sindaco, sui cui atti indaga la Corte dei Conti, che si fa scudo dell’Ente e in qualità di funzionario responsabile della ragioneria, autonomamente, praticamente senza il coinvolgimento degli organi di governo, affida un incarico di consulenza legale all’esterno, per 3.000 euro ne dichiara la regolarità, l’esecutività, eccetera.
Soldi di noi tutti, in aggiunta a tutti quelli su cui sta indagando la Corte dei Conti, definiti “pagliacciate” dalla Capogruppo di maggioranza Chiara Baratono”.
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