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PONT CANAVESE. In arrivo nuovi posti auto in Valle Soana “Gestione penalizzante per il Comune”

PONT CANAVESE. In arrivo nuovi posti auto in Valle Soana “Gestione penalizzante per il Comune”

Lavori in corso per la realizzazione dei nuovi parcheggi a Pont Canavese, sulla provinciale della Valle Soana

PONT CANAVESE. Da venerdì 6 agosto i lavori sulla provinciale della Valle Soana nel tratto in uscita da Pont sono fermi per la pausa delle ferie ma in questi mesi sono proseguiti e già si profila il nuovo assetto. 

Abbattimenti di edifici e vecchi capannoni, una carreggiata più ampia e la creazione di qualche slargo in cui parcheggiare le auto. Di questi vi era grande necessità poiché molte delle case affacciate sulla strada sono prive di spazi adatti. 

In particolare si otterranno cinque stalli di parcheggio in corrispondenza dell’abbattimento di un vecchio e malandato capannone e di una cabina dell’ENEL non più in uso ed altri quattro stalli poco oltre. Nove in tutto: non sono tanti ma nemmeno pochi in una zona finora quasi priva di posti delimitati. 

Naturalmente ogni opera di questo tipo comporta delle polemiche ma quelle di cui parleremo non riguardano la sostanza degli interventi (sui quale maggioranza e minoranza pontesi concordano) bensì le modalità di gestione, che l’opposizione ritiene penalizzanti per le casse comunali.

Se ne è discusso in due sedute di consiglio successive. Nella prima di queste, lo scorso 30 giugno, si era votata la bozza di convenzione da stipulare con la Città Metropolitana e con l’impresa che sta eseguendo i lavori.

La città Metropolitana è infatti proprietaria della strada e dei suoi slarghi ma non è interessata alla realizzazione dei posti auto (“Fa strade, non parcheggi!” – ha detto in modo un po’ sbrigativo ma chiaro l’assessore alla Viabilità Giovanni Costanzo) per cui avrebbe lasciato lo sterrato e non avrebbe effettuato lavori supplementari. Prendendola in gestione, il Comune provvederà invece a sistemare l’area e a gestirla. 

La convenzione con l’impresa costruttrice

Se si capisce facilmente la convenzione con la Città Metropolitana, un po’ meno chiara appare ai  profani  la necessità di una  convenzione del Comune di Pont con l’impresa che sta eseguendo gli interventi per conto della Città Metropolitana, la Deiro Costruzioni di Cuorgnè, nella quale si parla di “compensazioni”. 

Che si vogliano affidare le operazioni per il parcheggio alla ditta che sta lavorando sul posto è più che comprensibile ma perché parlare di “compensazioni”? Qui entra in gioco un’altra questione, che non c’entra per  nulla con la Provinciale della Valle Soana ma riguarda una borgata pontese che sorge dalla parte opposta, a fianco della strada per Sparone e la Valle Orco.

In Località Bisdonio la Deiro Costruzioni è infatti proprietaria di un terreno nel quale aveva ammassato i materiali di risulta delle attività estrattive effettuate in una cava che sorge nella stessa zona ma in territorio di Alpette. Dopo anni si è deciso che il terreno venga liberato e per farlo occorre lasciar transitare i mezzi pesanti sulla Strada Comunale di Bisdonio, dove il transito  sarebbe interdetto agli autocarri di peso superiore alle 5 tonnellate.

Il fastidio per gli abitanti è sicuro, i danni alla carreggiata molto probabili ma non avrebbe avuto senso predisporre una sua riasfaltatura sia perché eseguita da poco dopo i lavori della SMAT sull’acquedotto sia perché i camion continueranno a passare e non si sa per quanto visto che la convenzione  è stata prorogata di un anno.

Si era pertanto concordato che le opere compensative venissero effettuate dove se ne sarebbe presentata la necessità.  Ed è stato scelto il parcheggio di Via Vallesoana per un importo di 14.000 euro. Ecco come si legano le due cose. 

Le critiche dell’opposizione

Il gruppo di minoranza ha attaccato l’amministrazione su entrambe le convenzioni, quella con la  Città Metropolitana e quella con la Deiro Costruzioni. 

Il progetto del 2009 – aveva detto Coppo nella seduta di consiglio del 30 giugno – prevedeva già questi parcheggi. Se la Città Metropolitana demolisce, è suo compito ricostruire. E se qualcuno lì si fa male, chi paga?”. 

Se lo gestiamo noi la responsabilità è nostra – aveva precisato il sindaco Bruno Riva -. Quanto alla convenzione, abbiamo fatto quel che ci ha suggerito l’Ufficio Tecnico”. Reazioni polemiche da parte soprattutto di Coppo: “Bisogna smetterla di dare la colpa agli uffici: la decisone spero non venga lasciata ai tecnici perché deve essere politica. C’è una scarsa capacità di tutelare gli interessi dell’ente”.

Nella seduta successiva si è tornati sull’argomento perché l’assessore Costanzo nel frattempo aveva approfondito la questione. 

La  minoranza – ha puntualizzato - citava un Progetto Definitivo-Esecutivo risalente al 2009 ma era stato revisionato nel 2014 mentre quattro anni più tardi si è fatto un nuovo progetto, dividendo l’area in  vari lotti. La cabina elettrica è stata eliminata a costo zero per noi ed anche le altre spese se l’è accollate la Città Metropolitana”. 

Le critiche della minoranza sono però aumentate. L’ex-assessore Mario Faletti ha esclamato: “Dove c’era la cabina è stato costruito un plinto enorme con un palo per cui si sarà guadagnato in tutto mezzo metro rispetto  a prima. Bisognerebbe spostarlo!”.  Il progetto però non è del Comune, come ha fatto notare il sindaco. Coppo ha anche paventato il rischio che  la Città Metropolitana non autorizzi poi l’uscita dei mezzi per via dell’angolo di visibilità: “Assicuratevi che vi diano l’autorizzazione. A noi per l’ex-conceria avevano fatto storie”.

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