Un consiglio comunale a Ivrea in diretta streaming? Meglio di una serata a teatro o passata su di una poltrona a poltrire davanti alla Tv. Risate assicurate. Colpi di scena. Dichiarazioni “ad minchiam”. Insomma roba grossa.
E’ successo anche l’altro mercoledì. Quasi in chiusura de lavori, intorno all’una di notte, quando si è cominciato a discutere il piano triennale delle opere pubbliche e ci si è accorti, anzi no, se ne è accorto il consigliere Francesco Comotto, che quel che stava “decantando” l’assessore Michele Cafarelli, sollecitato dal capogruppo del Pd Maurizio Perinetti, non era in sintonia con i documenti consegnati, più nello specifico con la “scheda E”.
In buona sostanza su alcune opere pubbliche era indicato solo uno studio di fattibilità e invece si è già arrivati al “progetto definitivo”. Vale per la pista di atletica di San Giovanni, per la messa a norma della biblioteca e degli impianti sportivi, per i lavori di riqualificazione del cortile del castello, per la riqualificazione energetica della scuola San Michele e per l’intervento al ponte di via dei cappuccini. Ancora errori e mancati aggiornamenti sulle opere di miglioramento del regime delle acque del Lago Sirio e sulle manutenzioni di strade e marciapiedi. Insomma tutto, o quasi sbagliato.
Che fare? Incredibile ma vero han tirato giù dal letto il dirigente dell’area tecnica. “Porta qui la versione corretta”, gli ha chiesto al telefono Cafarelli, mentre il presidente del consiglio Diego Borla scuoteva la testa a destra e a sinistra come un ventilatore e il sindaco Sefano Sertoli, occhiali abbassati, braccia conserte, sgranava gli occhi dalla vergogna.
Nell’attesa è andata via la diretta e quando è tornata, manco a farlo apposta, mancava l’audio, un po’ come nelle “Comiche” degli anni ‘20 e ‘30 con Stanlio e Onlio.
Quel che è successo in aula, dunque, possiamo solo immaginarlo o farcelo raccontare, così come possiamo immaginare la reazione di uno che magari era già al dormiveglia, riceve una telefonata, si toglie il pigiama, si veste, si precipita in macchina e corre dall’assessore “imbufalito” come si trattasse dell’ultimo giorno di Pompei. In sottofondo, per restare a Stanlio e Onlio, un nient’affatto inedito Alberto Sordi che canta: “Gli asini che volano nel ciel”,
Tant’è!
“Dopo una buona mezz’ora il dirigente è arrivato -racconta Comotto - e si è potuto mettere in votazione la delibera...”.
Non è la prima volta che le delibere arrivano “sbagliate” in consiglio comunale eche sia la minoranza a farlo rilevare.
Delle due l’una: improvvisazione o incapacità.
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