Su “Radio Dimensione Suono”, tutti i giorni, più
o meno intorno alle 14, parte la sigla di una trasmissione, condotta dal mitico Giovanni Vernia (per intenderci quello di “E siamo noi” di Zelig). Ripete fino alla sfinimento
“Non poteva finire qui...” e da qui in avanti un’ora ininterrotta con i “
Peggio più peggio”. Ecco sul prgc, preso, cassato e buttato nel cestino, dopo anni e anni di storronamento in consiglio comunale “più peggio di così non poteva andare...” e “non poteva finire qui” .
Ecco perchè mercoledì 28 luglio, in consiglio comunale, le Opposizione si presenteranno agguerrite e compatte. Per cantargliene quattro, per fare il pelo e contropelo all’assessore
Michele Cafarelli e a tutta la giunta comunale puntando il dito su un numero indeterminato di negligenze. Incavolati come delle jene, peraltro, per aver appreso dai giornali dell’interruzione del rapporto contrattuale con lo Studio Boeri,
cominciato (scusate se è poco) nel lontano 2017.
La verità è che più volte, in passato, le forze di minoranza e i componenti della Commissione Assetto del Territorio avevano chiesto, inutilmente, di poter parlare del piano regolatore, ancor più quando si scoprì che i disegni si basavano su vecchie cartografie non aggiornate. Tutti, chi più chi meno, messi a tacere
con motivazioni poco convincenti.
Malumori si erano registrati anche il 22 gennaio 2020 quando in consiglio comunale approdò la
Proposta Tecnica del Progetto Preliminare approvata
con i voti della sola maggioranza. Guarda caso in quella sede le Opposizioni elencarono una lunga serie di criticità puntualmente fatte proprie dalla Regione Piemonte. Seguì il 10 febbraio la pubblicazione della “Proposta” con tanto di invito ai cittadini a presentare osservazioni e proposte, dapprima entro il 10 marzo e poi, a causa di alcune informalità e per
il Covid 19,
con scadenza 25 luglio.
“Chiederemo a Cafarelli le motivazioni che lo hanno spinto a interrompere il rapporto con lo Sudio Boeri esponendo l’Amministrazione a nuovi rischi, incertezze, costi - commentano le Opposizione
−
Gli chiederemo di spiegarci come mai una decisione così importante non sia stata condivisa e discussa con la Commissione Assetto del Territorio o con la Conferenza dei Capigruppo. E ancora se siano state prese in considerazione la mole di tempo e di risorse impiegate in questi 4 anni, le pesanti conseguenze che questa decisione comporta e cosa vorrà dire ripartire da zero procrastinando nuovamente l’approvazione di uno strumento urbanistico del quale la città aveva ed ha un urgente bisogno...”
E non basta ancora.
“Chiederemo anche - aggiungono
Maurizio Perinetti, Massimo Fresc e
Francesco Comotto -
se l’interruzione possa essere considerata un elemento negativo nel processo di perfezionamento dell’iter Unesco, ma anche di ricostruire l’impegno finanziario sostenuto in questi anni (più di 100 mila euro ndr)
, quali investimenti saranno necessari per riprendere il percorso e portarlo a conclusione e quali procedure si utilizzeranno per individuare il nuovo gruppo di Professionisti...”.
Un problema non di poco conto considerando che si deve ancora rispondere alle osservazioni dei cittadini e della Regione e che l’approvazione della Variante del PRG era una condizione fondamentale richiesta dall’Unesco per la conclusione dell’iter di riconoscimento di Ivrea.
A nessuno sfugge che il Piano Regolatore sia il più importante documento di pianificazione territoriale a disposizione di un Comune, che
la rescissione, seppur consensuale, del contratto comporterà comunque un esborso di soldi pubblici molto elevato e che Ivrea ha sempre avuto una grande tradizione di
studi professionali importanti, sin dai tempi di Adriano Olivetti e poi con gli architetti Bertola, Barbieri, Campus Venuti.
Quanto ci è costato Boeri?
Il team aveva già incassato il 64% dei 100 mila concordati con l’Amministrazione di Carlo Della Pepa, più 23 mila euro per il piano paesaggistico. A questi si aggiungeranno 15 mila euro di chiamiamola “buona uscita” e “quieto vivere” per un totale di 102 mila euro… Soldi dei contribuenti praticamente gettati nel cestino dell’immondizia…
Dimissioni
Non è escluso, anzi è quasi scontato, che le Opposizioni chiederanno le dimissioni dell’assessore
Cafarelli per manifesta incapacità nella gestione di un argomento complesso come solo può essere un piano regolatore.
Peraltro qualcuno sostiene (ma son voci) che in maggioranza da settimane si stia discutendo di un “rimpasto” o di una sostituzione di
Cafarelli con qualcun altro. All’indice ci sarebbero, in questo caso, le manutenzioni, diventate negli anni una vera e propria spina nel fianco di tutte le Amministrazioni succedutesi a Palazzo. Fa ridere se si pensa che sulle manutenzioni era
“caduta” anche l’ex vicesindaco Elisabetta Ballurio. Fa piangere che a distanza di due anni dalla conclusione del mandato ci si debba ritrovare a dover fare i conti con un doppio fallimento.