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07 Luglio 2021 - 12:08
Pont Canavese - Consiglio Comunale del 30_06_2021
Quello del 30 giugno era il primo consiglio accessibile al pubblico dallo scorso 30 ottobre: sono trascorsi otto mesi! Le condizioni per poterlo seguire in sicurezza c’erano tutte ma non ci sono stati praticamente spettatori, vista anche l’ora pomeridiana (le cinque del pomeriggio). Lo show di Coppo è però andato in scena ugualmente.
Si è parlato di imposte. “Se tutti le pagano, tutti pagano di meno” è un principio accettato da entrambe le parti ma poi Coppo accusa la nuova amministrazione di non essersi occupata come avrebbe dovuto del recupero dei tributi non pagati. Bruno Riva, ricordando che il periodo emergenziale non ha di certo aiutato, ha anche ammesso un certo rallentamento in quest’opera di recupero dovuto alla situazione economica dei suoi concittadini: “Il momento è stato negativo per tutti e molte persone davano l’impressione di essere legate alla sopravvivenza” mentre l’assessore al Bilancio Marina Barinotto ha ricordato come in questi mesi non tutti i dipendenti comunali abbiano lavorato a pieno ritmo: chi era malato o in quarantena, chi aveva chiesto l’aspettativa”.
“Non riversiamo tutto sul Covid – ha ribattuto Coppo – aggiungendo che “Smart-Working non significa non lavorare”.
Si è poi discusso della TARI e della proposta, da parte della maggioranza, di rinviare la trattazione del punto relativo alle tariffe per aspettare le decisioni del consiglio dei ministri (riunito in quello stesso pomeriggio)e vedere quanto sarebbe stato destinato ai comuni. Avendo cifre certe, sarà possibile decidere quali sconti applicare e di quale entità.
Coppo è d’accordo con il rinvio ma non per il modo in cui è stato proposto: “Potevate benissimo riproporre gli sconti dell’anno scorso ed intervenire con fondi propri. E’ demenziale aver proposto una delibera come questa! Fra 2.900 euro ed il niente è meglio il niente!”.
Il suo successore ha replicato: “Rispetto la tua opinione ma <demenziale> mi sembra un termine eccessivo”. Niente da fare, Coppo rimane della sua idea. Viene però da chiedersi se non sia in contraddizione con sé stesso quando invita ad utilizzare fondi propri potendo forse servirsi di quelli statali: non è lui quello che parla sempre di risparmiare i soldi del Comune?
Lunga e pesante diatriba sui posti auto in Via Vallesoana, da realizzarsi in concomitanza con l’allargamento della strada. In questo caso la preoccupazione economica ritorna e l’accusa è di aver fatto un pessimo accordo con la ditta realizzatrice delle opere e con la Città Metropolitana: è di nuovo di incapacità che accusa per l’ennesima volta i suoi successori.
Infine ecco il Centro Estivo: i bambini di Pont quest’anno frequentano quello di Locana. Visto il buon livello del servizio e la soddisfazione delle famiglie nel vedere i propri figli giocare in spazi aperti anziché rimanere al chiuso come lo scorso anno nel salone polivalente (a Pont di spazi aperti adatti non ce ne sono più) la giunta ha deciso di stipulare una convenzione con quel comune. La capogruppo Sandra Bonatto e l’ex-sindaco hanno espresso dubbi sul fatto che a Locana vengano rispettate le norme anti-Covid mentre a Pont lo scorso anno erano state applicate rigorosamente.
Tutte queste critiche non erano tuttavia che un antipasto per quanto è venuto dopo: la richiesta di dimissioni del sindaco. Perché si dovrebbe dimettere? Mistero: è una questione di Privacy…
Verrà mai un tempo in cui nei consigli comunali di Pont si discuterà del merito delle questioni anziché basare tutto sulle contrapposizioni pregiudiziali e sugli attacchi personali? Molto probabilmente no, nel corso di questo mandato. Lo si era visto fin dall’esordio e viene confermato ogni volta che il consiglio si riunisce: l’ex-maggioranza non accetta di essere finita all’opposizione. E questo è il primo punto.
Il secondo non è invece legato all’essere maggioranza o minoranza ma al modo di impostare la propria azione politica: l’attacco personale nei confronti degli avversari e lo svilimento di ogni loro azione, che è sempre stato un leit-motiv durante le sindacature di Coppo, viene continuamente riproposto e pare proprio essere condiviso da tutti i suoi colleghi di schieramento.
Mercoledì 30 giugno è andata in scena la solita commedia. L’ex-sindaco rimprovera ai suoi successori di essere inesperti, incapaci, sordi ai suoi suggerimenti. L’attuale primo cittadino Bruno Riva risponde che fra vent’anni di esperienza amministrativa e pochi mesi, per di più con l’Emergenza Covid da affrontare, vi è una bella differenza ma che i suggerimenti di chi ha più esperienza sono sempre i benvenuti e vengono esaminati senza pregiudizi. Queste affermazioni lasciano il tempo che trovano perché l’opposizione tira dritta per la sua strada.
Su nessuna delle questioni poste dalla minoranza si può dire a priori chi abbia ragione e chi torto, chi si comporti in modo appropriato e chi mostri delle carenze: il cittadino comune non ha la verità in tasca. Può darsi benissimo che le critiche di Coppo siano fondate e condivisibili. Le espone tuttavia in un modo così pregiudiziale e fazioso che chi le ascolta è portato d’istinto a schierarsi dalla parte della maggioranza anche perché, nell’azione amministrativa come nei comportamenti quotidiani dei cittadini, esistono colpe ed errori, atteggiamenti dolosi ed atteggiamenti colposi: commettere uno sbaglio in buona fede non è come commetterlo intenzionalmente e con la volontà di nuocere alla collettività. Fare di tutta l’erba un fascio non serve né a chiarire le idee agli elettori né, in verità, a mettere in buona luce chi si comporta in questo modo.
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