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SAN MARTINO CANAVESE. E' ancora scontro tra Zilli e Rizzato e arrivano i carabinieri in comune

SAN MARTINO CANAVESE. E' ancora scontro tra Zilli e Rizzato e arrivano i carabinieri in comune

Comune di San Martino

SAN MARTINO CANAVESE. Ancora scintille in Comune tra la consigliera di opposizione, Silvia Zilli e la sindaca Silvana Rizzato che nel mese di maggio si è ritrovata a chiamare i carabinieri per ben due volte. "Ormai le persone del paese, quando vedono la gazzella dei Carabinieri davanti al Municipio, sanno già che è per espellere dal Comune il Consigliere Zilli che chiede l’accesso". Nell'arco di una settimana è successo per ben due volte: il 3 e il 4 maggio. La consigliera Zilli lamenta, fin dal suo insediamento, totale mancanza di trasparenza da parte dell'amministrazione. E su questa scia ha intrapreso le sue battaglie, fino ad arrivare al Tar che, in una sentenza di inizio 2021 ha stabilito che il Comune garantisse alla Zilli l'accesso al protocollo in visione o stampato. Una decisione alla quale il Comune ha ottemperato, ma che soddisfa solo parzialmente le richieste della consigliera: "Avrei voluto una postazione con password per accedere direttamente - spiega -. A Vialfrè, ad esempio è già così. Non intendo presentare ricorso, ma la documentazioni che mi forniscono continua a non andare bene". Gli atti che le vengono trasmessi, infatti, sono pieni di omissioni. E così la Zilli ha scritto direttamente all'Ispettorato per la Funzione Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri: "Gli ispettori ministeriali - spiega la Zilli - si stanno occupando della grave situazione del Comune di San Martino Canavese a seguito della mia documentata segnalazione sui comportamenti degli amministratori comunali. L’Ispettorato di Roma ha chiamato a rapporto il Segretario comunale, che ha il compito di garantire il rispetto delle leggi e delle norme, e gli ha chiesto conto delle segnalate “sistematiche violazioni del diritto di accesso agli atti e alle informazioni che impediscono, di fatto, ad oggi, l’esercizio della funzione di controllo dell’attività amministrativa riservata ai Consiglieri comunali”, nonostante gli interventi del Prefetto e del difensore Civico Regionale, cioè di “organi dello Stato”, che avevano sollecitato invano il Comune al rispetto delle leggi e dei diritti dei Consiglieri". Secondo la consigliera, dopo la sentenza del Tar, l'amministrazione avrebbe iniziato ad oscurare gli atti del Registro del Protocollo per renderli inaccessibili. "Alla data della segnalazione - inforca la consigliera - si trattava di 118 protocolli oscurati e resi non accessibili, ma ovviamente il numero degli atti oscurati aumenta di giorno in giorno. Ad oggi se ne contano 167. Inoltre il Sindaco ha negato l’accesso a tutti i protocolli anteriori al 20 ottobre 2020. Ma ci sarebbe ancora dell'altro: "Come se non bastasse - prosegue la Zilli - il Sindaco e il Segretario non protocollano i documenti e le comunicazioni che il Comune scambia con l’esterno sulla mail del Sindaco e degli Assessori. Questi documenti riguardano le opere pubbliche (studi di fattibilità, stime economiche ecc.), il piano regolatore, quindi si tratta di documenti pubblici che non vengono protocollati e, con tale pretesto, vengono anche esclusi dall’accesso. A questo punto, se il Comune non protocolla, risulta vano un nuovo ricorso al T.A.R. per l’ottemperanza alla sentenza e per ottenere l’accesso integrale al Registro del Protocollo". Una battaglia che non si ferma: "Mi sono rivolta ripetutamente alla Prefettura chiedendone l’intervento, ma il Prefetto ha dichiarato la propria incompetenza riguardo ai problemi e alle criticità esposte e mi ha invitato a far valere nelle competenti sedi giudiziarie o Autorità indipendenti le doglianze contro le illegittimità di atti oppure l’illiceità dei comportamenti degli organi comunali. Mi sono rivolta anche alla Commissione per l’Accesso agli atti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la quale ha risposto che i fatti esposti sono così gravi ed estesi ben oltre i problemi di accesso, con violazioni degli obblighi di protocollazione e di esecuzione di una sentenza, che esulano dai poteri della stessa Commissione. Quindi sono stata invitata a rivolgermi alla Magistratura per la valutazione delle responsabilità penali e all’Ispettorato per la Funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri". Durante la sua battaglia la Zilli si è spesso anche recata in comune, ma la sua insistenza ha spinto in ben due occasioni la sindaca Rizzato a chiamare i carabinieri: "Il 19 maggio ho comunicato alla Prefettura che non andrò più in Comune perché mi sono stancata di essere maltrattata: basta maltrattamenti! Non vado più in Comune!. Vengo offesa dal Sindaco (che mi ha definito “stalker” davanti a terzi in municipio), subisco umiliazioni e sono trattata senza rispetto; mi viene impedito l’ingresso in Comune e per due volte in una settimana il Sindaco ha chiesto l’intervento dei Carabinieri per farmi espellere. Quindi l’Ispettorato di Roma ha chiesto conto anche dei segnalati “comportamenti irriguardosi nei suoi confronti adottati al fine di precluderle di accedere agli atti”. La sindaca Rizzato, dal canto suo è serena: "So di essere nel giusto - racconta - e stiamo applicando la sentenza del Tar. Il problema è che la consigliera Zilli è convinta che io nasconda gli atti che non voglio che lei veda. Ma non è così. Si tratta di atti contenenti dati sensibili ed è proprio il nostro regolamento a dire che vengano coperti. Per quanto riguarda gli atti che sostiene che non protocolliamo, si tratta di preliminari, documentazione inviata a me come sindaco". Poi la Rizzato spiega: "I carabinieri li ho dovuti chiamare. Quando arriva in comune pretende che tutti si mettano al suo servizio. Sbatte alle porte finché non le viene aperto anche se gli uffici sono impegnati. E' arrivata a dirmi che mi negavo, solo perché ha visto la mia auto parcheggiata sotto il municipio. I carabinieri sono arrivata a chiamarli perché mi sono sentita male. Non sono abituata ad avere a che fare con una persona simile. La sensazione, con tutte le sue richieste, è che si voglia sostituire al sindaco più che esercitare il suo mandato serenamente"  
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