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MERCENASCO. Stranieri: il sindaco chiede aiuto, rispondono Ciss-Ac e Città Metro

MERCENASCO. Stranieri: il sindaco chiede aiuto, rispondono Ciss-Ac e Città Metro

Non sono richiedenti asilo o profughi. Sono stranieri, per lo più provenienti dall’Africa continentale, con permesso di soggiorno che hanno scelto Mercenasco per prendere residenza. Vivono nel complesso residenziale che affaccia là dove la strada statale curva. E lì hanno creato una comunità che rischia di diventare ghetto.

Da soli costituiscono il 10 percento della popolazione.

Mercenasco, infatti conta un migliaio di abitanti. Ma qui nel capoluogo sono circa 700 gli abitanti, 100 dei quali sono gli stranieri “del condominio”.

La Frazione Villate, infatti, ha 300 residenti, ma dista 3 chilometri da qui.

Una situazione che va gestita e per la quale le sole risorse del comune non sono sufficienti.

Qui tutto può diventare un problema anche la banale richiesta di certificati o informazioni all’ufficio anagrafe: “Basta poco a mandare in tilt i nostri uffici - spiega il sindaco Angelo Parri - L’addetto all’anagrafe è anche messo comunale e si occupa dell’ufficio scuola e di mille altre funzioni, come spesso accade nei piccoli comuni. Quando qualcuno di loro si presenta in Comune per richiedere pratiche che in certi casi non sono neppure di nostra competenza, il sistema va in tilt. Tutto si blocca”.

Ed è anche per questo che il primo cittadino ha chiesto aiuto agli enti superiori. “Mi basterebbe una mano per le cose pratiche - spiega -, ma non pretendo un ufficio qui a Mercenasco. Basterebbe un punto di riferimento che sia per tutto il territorio per risolvere un problema che qui è più sentito a causa della concentrazione di stranieri, ma che è presente ovunque ci siano degli stranieri”.

Martedì scorso in Comune si è tenuto un incontro al quale hanno partecipato anche il consorcio Ciss-Ac e Città Metropolitana. Sfruttando i fondi Europei del “Piter Graies”, l’intenzione è di attuare qui in paese un SociaLab. I confini dell’intervento sono ancora tutti da delineare.

“Sicuramente - spiega Elena Di Bella, funzionaria di Città Metropolitana - bisognerà agire sia per sostenere il Comune, che per prevenire il nascere di tensioni. L’idea è quella di entrare dentro questa comunità proponendo dei progetti mirati all’integrazione. Dobbiamo evitare che si crei una situazione come quella dell’ex Moi a Torino”.

Savino Beiletti, presidente del Ciss-Ac, in quel complesso residenziale è entrato e sa bene di cosa parla: “Da fuori sembra un normale condominio, ma all’interno si snoda una sorta di labirinto con almeno una sessantina di unità abitative”.

In paese si era sparsa la voce che altre case stavano per essere realizzate in quel complesso.

Non è affatto vero - precisa con forza il sindaco - nessuna richiesta di nuove unità abitative è giunta in Comune. Solo la ristrutturazione di una tettoia”.

Una delle idee sviluppate per il SociaLab che partirà a Mercenasco è quella di utilizzare un operatore di comunità.

E’ una bella sfida” commenta Beiletti appena uscito dalla presentazione di un altro SociaLab, quello relativo al mercato di San Giorgio Canavese. “Con quel progetto però - spiega il presidente -  si trattava di vincere facile. Qui a Mercenasco sarà più dura. E ci accontentiamo di portare a casa un bel pareggio come risultato”.

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