IVREA. 789 su 20.650 soci. Circa il 3,8%. Una buona partecipazione, non c’è che dire. Si è tenuta venerdì scorso l’assemblea di
AEG coop ma le votazioni si erano concluse il giorno prima.
All’ordine del giorno un bilancio che al 31 dicembre del 2020 chiude con un utile operativo di 800 mila euro, in crescita del 60% rispetto al 2019 anche grazie alla plusvalenza di 2,2 milioni per la vendita del 15% della Rete a Italgas Spa.
I “si” sono stati 749, gli astenuti 12, uno solo il voto contrario.
Nel corso dell’assemblea si è votato anche il nuovo consiglio di amministrazione, “nuovo” si fa per dire.
In corsa due liste.
“Spazio Futuro 1901”con
Andrea Ardissone,
Alberto Zambolin, Alessandro Sabolo, Jody Alessandro Saglia e
Barbara Gallo si è portata a casa
603 voti.
In
103 hanno invece votato per “Rinnoviamoci” con A
lberto Dini, Antonio Castello, Antonella Tarantola, Egidio Maurizio Chaissan e
Giuseppe Andriolo.
Un solo voto contrario e 11 astenuti.
Nel nuovo cda: Ardissone, Zambolin, Gallo, Sabolo, Saglia, Dini e Castiello
Per il rinnovo del collegio sindacale si potevano, invece, esprimere un massimo di due preferenze.
Paolo Coda Negozio ne ha prese 326, quindi farà il Presidente (secondo statuto). Con lui
Calogero Terranova 292 preferenze
(sindaco effettivo),
Paolo Debernardi 267 (sindaco effettivo),
Manuel Mantovani
263
(sindaco supplente), Simonetta Mattei
237
(sindaco supplente). Carlo Goldoni di preferenze ne ha racimolate 85.
Infine il voto per l’incarico alla società di revisione con 746 si, 1 contrario e 13 astenuti
e per il compenso degli amministratori (150 mila euro) e dei sindaci (28 mila euro) con 741 si, 2 contrari e 17 astenuti.
E non era ancora finita qui. In coda all’assemblea ordinaria, infatti, si è tenuta una Assemblea straordinaria per alcune modifiche
allo Statuto. Una delle variazioni più rilevanti prevedeva l’abolizione del quorum per dichiarare costituite, in seconda convocazione, entrambe le assemblee, ordinarie e straordinarie (art. 28). Ora il quorum è l’1% dei soci aventi diritto di voto, cioè circa 200 persone incluse le deleghe. Un numero modesto visto l’alto numero dei soci
e la rilevanza della cooperativa nell’Eporediese e, infatti, su questo punto il “Gruppo soci”, composto tra gli altri da Natalina Buscaglia,
Francesco De Giacomi, Giovanna Vittone, Francesca Amaro, Francesco Prato e Marco Zappaterra, nei giorni scorsi, aveva chiesto espressamente di votare “no.
Alla fine, sul nuovo statuto i Si” sono stati 622, i contrari 80 e 42 gli astenuti
Il Gruppo Soci chiedeva anche un “No! ai nuovi regolamenti dei lavori assembleari e della raccolta di prestito sociale e qui i
“si” sono stati 652, i “no” 57 e gli astenuti 48.
“
Alla luce del numero alto dei presenti - commenta oggi il Gruppo Soci -
è ancora meno comprensibile l’abolizione del quorum contenuto nel nuovo statuto. In quello vecchio bastava infatti l’ 1% per l’assemblea ordinaria e per quella strordinaria. Si spera che questa alta affluenza non induca il nuovo cda a non convocare più le prossime assemblee nella forma fisica tradizionale, COVID permettendo naturalmente. Il dibattito si è infatti sterilizzato, a detrimento della conclamata democrazia economica e delle sane tradizioni cooperativistiche...”.
Da segnalare, in ogni caso, l’alta affluenza, probabilmente dovuta alla vera competizione sul “collegio sindacale” dato che la nomina degli amministratori, con nomi bloccati, 5 seggi alla lista con più voti, 2 seggi alla seconda (secondo statuto), era praticamente scontata
Altra considerazione sul “gruppetto” dei soci
dissenzienti (Aimaro,
Buscaglia, De Giacomi, Prato,
Vittone, Zappaterra) che ha ottenuto un risultato positivo. Infatti il dissenso più forte si è avuto per la delibera dei 3 nuovi regolamenti e del nuovo statuto:
15% sul totale dei votanti, contro la quasi unanimità per gli altri punti all’odg. Tutto questo tenuto conto della sproporzione della macchina propagandistica: panzer contro passa parola, una lettera ai giornali, molte mail e telefonate.
Per concludere: un appunto... Ma la partià di genere in AEG esiste? Non tanto, considerando che nel cda siederà una sola donna.