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Ivrea. Fondazione storico carnevale: finisce l’era di Piero Gillardi

Ivrea. Fondazione storico carnevale: finisce l’era di Piero Gillardi

Gillardi Piero, presidente della Fondazione dello storico Carnevale

Ottimo! Ci siamo! C’è il bando  per raccogliere le “disponibilità” a ricoprire l’incarico di consigliere di amministrazione nella Fondazione dello Storico Carnevale. Le domande devono pervenire all’ufficio protocollo entro il 30 giugno. Insomma se “Dio vuole” Piero Gillardi, firmerà l’ultimo bilancio (2020-2021) e se ne andrà. Avanti un altro. CLICCA QUI PER LA DOMANDA CLICCA QUI PER L'AVVISO Da un punto di vista politico non c’è alcun dubbio che un po’ tutti, tra le fila della maggioranza e dell’Opposizione, pensano sia la cosa migliore. Peraltro a benedire l’operazione #mandiamoloacasasubito era stata, qualche mese fa, durante una riunione di maggioranza, anche la senatrice azzurra Virginia Tiraboschi, sottolineando come la manifestazione abbia oggi bisogno più che mai, non solo di organizzatori che sappiano promuoverla a livello internazionale, ma capaci di trovare sponsorizzazioni all’altezza dei costi. Insomma ci vorrebbe un manager prestato al Carnevale e non un “piantagrane” come più o meno tutti, con diverse sfumature, hanno apostrofato Gillardi. Che i suoi giorni siano contati, lo si era capito chiaro e tondo anche dalle parole del sindaco pronunciate, in due diversi consigli comunali, in occasione della presa d’atto della seconda versione del nuovo statuto che riportava a 5 i membri del cda che Gillardi avrebbe voluto portare a 7, come richiesto dalla Regione Piemonte. “Credo che vada riconosciuto al cda di aver lavorato al meglio delle proprie capacità e possibilità…” s’era lasciato andare Sertoli.  Che tradotto significa: “… arrivano fino a lì!”. L’ennesima occasione per far dire alle Opposizioni quanto fossero distanti da un modello di gestione che ha creato solo tensione, frizioni e spaccature con il Comitato delle Componenti e con il Circolo Ufficiali e, al sindaco, di voler lavorare per  un nuovo statuto. Dai disastri statutari a quelli giudiziari con la querela presentata dell’ex vivandiera Federica Di Matteo nei confronti di Alberto Bombonato, candidato si a vestire i panni di Generale. Poi lo scontro al Tar promosso da 11 ufficiali sui 29 esclusi dal bando di arruolamento e, infine, la richiesta al Tar di Bombonato per annullare l’atto con cui il cda aveva rinominato Vincenzo Ceratti per la seconda volta (e siam tutti in attesa della sentenza del Tar). Infine, e fanno “tre disastri”, il problema finanziario dell’edizione 2019 chiusasi con una stratosferica perdita di 36.947 euro nonostante gli incassi per gli ingressi fossero passati da 132 a 176 mila (44 mila in più) e i contributi pubblici  da 141 a 186 mila.  In coda lo scandalo per una gara riguardanti i servizi tecnici, della bellezza di 48.700 euro, aggiudicata a Edil di Renzo Pagliero di Castellamonte e subito subappaltata alla Sicet di Gianluca Actis Perino, che in Fondazione occupava il ruolo di “responsabile organizzativo”. Insomma, nelle prossime settimane terminerà la peggiore gestione di un Ente a cui la città abbia mai dovuto assistere, subendola. Alla buon ora considerando che il cda, composto oltrechè da Piero Gillardi  anche da Roberto Panetti (vice Presidente), Marina Zannini, Marco Boni e Paolo Cafasso  è da considerarsi scaduto come minimo dal giugno del 2020, con la chiusura del bilancio dell’edizione 2019. E adesso che si fa? E adesso che si fa? Bella domanda. Beh, essendoci un “Sì” al nuovo Statuto della Regione Piemonte altro non resta che far salpare il nuovo cda in base alle nuove regole. Spetterà al sindaco nominare il  sia il presidente  sia i quattro consiglieri di amministrazione: tre all’interno di una rosa di dieci persone proposta dalla Conferenza dei Capigruppo Consiliari ed uno su indicazione vincolante dell’Associazione delle Componenti, , ma come sanno tutti l’Associazione ancora non c’è… “In assenza di indicazioni - si legge nell’articolo 9 - i Consiglieri saranno in ogni caso nominati dal Sindaco...” Il problema è che aldilà della  “forma”, nella sostanza, le Componenti non riescono proprio a digerire di dover passare da due a un rappresentante in seno al cda eletto da una associazione che è ancora da costituire e non sarà facile trovare la sintesi. Da qui il comunicato del 9 febbraio 2020 in cui il Comitato delle Componenti bollava la decisione come un “fatto gravissimo”  e definiva la Fondazione  sorda e inerte di fronte agli appelli rivoltigli. Le Componenti infine chiedevano al sindaco la convocazione di un tavolo di lavoro nella prima decade di marzo il più possibile allargata. Quasi inutile sottolineare che di quel tavolo non se n’è vista traccia, così come è rimasto lettera morta  l’impegno assunto sempre dal sindaco nella seduta del 25 novembre 2019 di convocare una riunione dei capigruppo con il Consiglio di Amministrazione della Fondazione. “Il Carnevale di Ivrea  – stigmatizzano Perinetti, Fresc e Comotto – è una manifestazione di tutta la città, delle sue componenti che contribuiscono a realizzarla e renderla viva e non appannaggio di un gruppo ristretto di persone facenti parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione”
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