Cerca

IVREA. In tempi di Covid sono riusciti ad avanzare quasi 2 milioni di euro...

IVREA. In tempi di Covid sono riusciti  ad avanzare quasi 2 milioni di euro...

Piccoli Elisabetta

Nei prossimi giorni approderà in consiglio comunale il conto consuntivo 2020 del Comune di Ivrea. Sta già circolando una bozza - si presume definitiva -  e, abracadabra, cos’è che si scopre?  Incredibile ma vero: l’anno si chiude con un avanzo che fa strabuzzare gli occhi. La bellezza di 16.032.339,24 con un fondo cassa di 9.924.139,51. In verità i numeri a volte mentono e senza star tanto qui a girarci intorno, o ad approfondire la matematica e la ragioneria, la verità è che l’avanzo definiamolo “vero”, è pari a  1.929.657,88. Potrà essere speso, a discrezione dell’Amministrazione, sia per il finanziamento di investimenti che per le spese correnti.  “Possiamo osservare - scrive l’Amministrazione - come l’avanzo “vincolato” cresca nettamente a partire dal 2013 e determini l’incremento complessivo dell’avanzo; a partire dall’anno 2018 si riduce notevolmente la quota di avanzo disponibile, perché le risorse confluiscono principalmente nell’avanzo vincolato, legato al Fondo svalutazione crediti o alle sanzioni al codice della strada o a specifici finanziamenti...”. Loro osservano questo, noi invece non riusciamo a capire come sia stato possibile avanzare tutti questi soldi in tempo di pandemia, con il commercio in ginocchio, i nuovi poveri che avanzano e decine di famiglie in coda alla Caritas. L’impressione è che qualcuno non abbia fatto bene i conti, comunque non sia stato in grado di amministrare i soldi con la diligenza che si richiede, non tanto al “buon padre di famiglia” che mette via il denaro “si sa mai cosa può capitare nella vita” quanto al buon amministratore attento alla spesa e pure alle entrate.  “Nel corso del 2020 - spiegano dal Palazzo - si sono verificate parecchie economie di spesa corrente, legate principalmente all’emergenza Covid; le modifiche alle aperture e chiusure dei servizi e la modalità di erogazione dei servizi in smart working hanno determinato una riduzione delle spese difficilmente definibili e quantificabili in corso d’anno. In ultimo, anche la spesa di personale è risultata più bassa rispetto agli stanziamenti, perché non è stato possibile coprire i posti vacanti sia per mancanza di figure specifiche sia per l’impossibilità di espletare alcune procedure concorsuali a seguito di svariati blocchi legati al Covid. Occorre anche sottolineare come in corso d’anno sia stato molto difficile fare una corretta previsione su entrata e uscita perché solo a fine anno il Comune ha ricevuto e conosciuto gli importi degli ultimi contributi ricevuti dallo Stato: si consideri che l’ultima tranche del contributo dello Stato per le funzioni fondamentali di oltre 800 mila euro è arrivata solamente il 24 dicembre, così come altri fondi statali compensativi di minori entrate tributarie. Domanda non tanto retorica. Ma vi sembra questa una spiegazione con un minimo di senso logico? Ma quale azienda che si definisca tale aspetta 5 mesi per capire come è andata l’anno precedente? La cosa fa rabbrividire anche perchè in più di una occasione abbiamo sentito sindaco e assessori lamentarsi dei pochi soldi in cassa. Quel che ci si aspetta adesso è che le Opposizioni arrivino in consiglio comunale con l’elmetto sulla testa, denunciando ai quattro venti una evidente incapacità Nell’attesa potranno arrabbiarsi anche di più nel leggere dove sono finite tutte le preoccupazioni e i mal di pancia del vicesindaco Elisabetta Piccoli sul Movicentro che era inserito nello stato patrimoniale ma non avrebbe potuto esserci. Qualcuno se li ricorda?  Bene! Dopo tanto discutere, pianti e lamenti, lo “Stato Patrimoniale” è rimasto tale a quale, s’intende con il Movicentro. A giustificare la sua presenza due righe. “Per quanto riguarda lo Stato Patrimoniale, si è ritenuto opportuno lasciare inserito l’immobile del “Movicentro” iscritto a bilancio dal 2008 sul quale pur non essendo ancora perfezionato il “diritto di superficie”, si è raggiunto un accordo informale con RFI ed è in corso una perizia, affidata ad esperti, per quantificare il suddetto valore con l’obiettivo di sanare entro breve tempo la situazione pregressa ...”. Insomma le preoccupazioni della Piccoli si sono rivelate una emerita “balla”.  Vero è invece il troppo tempo che ci si sta mettendo per risolvere un problema che sta coinvolgendo un’intera città. Vero è invece il tempo che ci si sta mettendo per risolvere un problema che sta coinvolgendo un’intera città.
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori