L’annuncio, in consiglio comunale, lo ha dato l’assessore Costanza Casali, rispondendo ad una interrogazione dei consiglieri comunali del Pd Andrea Benedino eGabriella Colosso sui quei 100 mila euro avanzati la scorsa estate dall’amministrazione comunale per i buoni sconti dell’iniziativa Dai e riavrai.“A breve - ha spiegato - organizzeremoun incontro con la Consulta del commercio per mettere in campo iniziative che aiuteranno la ripartenza”.
E se non è una novità questa, considerando che si parla di Consulta da non meno di 4 anni e il “parto” per farla nascere è stato tra i più complicati della storia di Ivrea, diteci voi quale altra poteva essere. Staremo a vedere.
Il dubbio del Pd era però un altro. Non è che passata la pandemia quei soldi finiti nell’avanzo (e che avanzo: quasi due milioni di euro, sigh poi li si utilizza per far altro con il solito gioco delle tre carte. Sposto di qua, aggiusto di là, tolgo da lì e rimetto qui?
Insomma non è che si è fatta solo tanta fuffa, ci si è sciacquati la bocca con gli aiuti ai commercianti, ma si sono dati loro solo qualche briciola?
Niente di tutto questo per Casali.
Ha sostenuto che l’iniziativa, pur apprezzata dai commercianti, non è decollata per tanti motivi a cominciare dalla scomodità di dover ritirare il buono sconto negli uffici del Suap, in via Cardinal Fietta, nelle giornate di lunedì e mercoledì dalle 9 alle 16.30.“Si era appena usciti dal lockdown - ha spiegato - e molti dipendenti erano in smart working. Non si poteva fare diversamente...”.
S’aggiunge, anzi lo ha aggiunto Casali che nello stesso periodo sono cominciati isaldi.
“La Regione aveva inizialmente comunicato di voler posticipare i saldi e solo successivamente ha deciso diversamente. Da qui l’accavallamento”.
E fin qui, nulla di nuovo. Cose già dette trite e ritrite.
Restava l’impegno a riproporre l’iniziativa tra ottobre e novembre, scolpito sullo schermo del pc in uno dei tanti dibattiti consigliari on line. Manco a dirlo: non se n’è vista traccia...
“Purtroppo già ad ottobre, a causa dell’innalzamento dei contagi - ha aggiunto l’assessora - si paventava un nuovo lockdown, cosa che si è concretizzata dal 5 novembre sino alla prima decade di dicembre con la chiusura forzata di tutti i negozi ed il Piemonte è diventato zona rossa. Pertanto vi è stata l’impossibilità oggettiva di avviare l’iniziativa e non si può incolpare l’amministrazione di alcuna manchevolezza».
E poi ancora: “La cifra residua del capitolo di bilancio, non essendo stata spesa, è andata a finire nell’avanzo e quando ci sarà il bilancio consuntivo i soldi potranno essere recuperati per ripresentare l’iniziativa con dei correttivi (distribuzione direttamente presso i commercianti e individuazione di un periodo idoneo) o iniziative similari». «Vorrei che però fosse chiaro che l’amministrazione sta facendo quanto possibile per aiutare i commercianti, lavorando in un periodo in cui, a causa dell’emergenza sanitaria, non è possibile programmare. Già a fine marzo abbiamo prorogato la gratuità di tutti i dehors fino a fine anno e porteremo avanti ulteriori iniziative e contributi. Ci si è attivati per garantire eventi in città come un festival estivo, concerti, teatro, mostre e la fiera di San Savino, per far rivivere la città, affinché anche il commercio per ricaduta ne possa avere un beneficio».
Il flop del concorso voluto da Casali
Tutto si è svolto dal 5 luglio all’8 agosto. In soldoni la bellezza di 100 mila euro per finanziare la distribuzione di buoni spesa di 10 euro l’uno, ottenibili a fronte di acquisti superiori a 50 euro effettuati nei negozi, nei bar, ristoranti e pub, parrucchieri ed estetisti, con l’esclusione di alimentari, tabacchi e farmacie, e spendibili nei negozi aderenti all’iniziativa.
Il meccanismo prevedeva che i cittadini andassero a ritirare i buoni sconto presso il SUAP in via Cardinal Fietta 3 nelle giornate di lunedì e mercoledì dalle 9.00 alle 16.30 esibendo lo scontrino di acquisto.
Le cose non andarono come si voleva che andassero e molti commercianti pur apprezzando l’iniziativa e l’entità delle risorse messe a disposizione subito si lamentarono del periodo scelto a cavallo dei saldi. S’aggiunge chi non aveva capito il meccanismo anche a causa di una promozione che dire scarsa è dire poco. Insomma un flop, talmente flop che il Pd già a luglio interrogava l’assessore sull’infelice epilogo.
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