Il sindaco di Ivrea Stefano Sertoli lo ha detto chiaro e tondo. I consiglieri comunali del Pd avrebbero declinato l’invito a partecipare all’incontro con il Governatore Alberto Cirio tenutosi al Teatro Giacosa il 22 aprile scorso per assecondare gli ordini loro impartiti dal consigliere regionale Alberto Avetta. A Sertoli glielo avrebbe confidato il Governatore Cirio che a sua volta ne aveva parlato proprio con Avetta durante l’inaugurazione del Centro Vaccinale di Caselle
Quindi? Avetta? Colpa tua...?Avevo dei dubbi e li ho espressi a Cirio, questo è vero. Mi pare che dall’esito dell’incontro quei dubbi si siano rivelati delle gran verità. In ogni caso io non mi permetto di dare ordini a nessuno men che meno a gente esperta e strutturata come Maurizio Perinetti... Perinetti mi ha telefonato per un parere e io ho apprezzato moltissimo...Parliamo d’altro. Il recovery piemontese conta oggi 2.968 progetti per 34,5 miliardi di euroGiustamente il Presidente Alberto Cirio gli ha cambiato titolo: oggi si chiama più correttamente “censimento”. Perché di questo si tratta: della raccolta scriteriata di tutti i desiderata dei territori piemontesi. Si tratta di un lavoro frutto di un metodo sbagliato, quello del giro pastorale e del “si che non si nega a nessuno, tanto poi a dire di no ci penseranno a Roma”.Non è questo ciò che ci chiedeva il Governo Draghi?
Il Governo si attendeva dalle Regioni una proposta qualificata. I progetti avrebbero dovuto essere coerenti con 6 obiettivi strategici: digitale, verde, mobilità, istruzione, equità sociale e sanità. Come? Per esempio affrontando il divario generazionale, le differenze di genere, le diseguaglianze sociali, la tutela della salute, la transizione ecologica e la frattura tra i territori, tra le grandi aree urbane e quelli rurali e montane.
Per questo la proposta piemontese è del tutto inadeguata allo scopo.Obiettivo della UE?
Farci recuperare il ritardo di crescita, ossia il divario nei confronti di Francia, Germania, Spagna e degli altri paesi europei. Si stima che con i miliardi che arriveranno il nostro paese possa crescere, da qui al 2026, di 16 punti percentuali.E il tetto della scuola di Torre Balfredo di Ivrea?Prima o poi qualcuno ci dovrà infatti spiegare cosa c’entrano con la “rivoluzione verde e digitale” gli “interventi di messa in sicurezza viabilità comunale con la realizzazione di marciapiedi e rotatorie stradali”. Del pari ci spiegherà come può la “realizzazione di una rotatoria” rientrare tra le “infrastrutture per una mobilità sostenibile”. Il “censimento”, in salsa piemontese, è ricco di progetti che hanno una grande rilevanza per le comunità locali ma nulla a che vedere con le 6 missioni del PNRR.Cosa avrebbero dovuto fare i sindaci?I sindaci hanno fatto benissimo ad accogliere il suggerimento di Cirio ed indicare tutte le istanze dei loro comuni: sono stato sindaco di un comune piccolissimo e so quanto sia importante una rotatoria all’ingresso del paese per la sicurezza dei propri cittadini. Al tempo stesso capisco – come lo capiscono bene tutti i 1200 sindaci piemontesi – che molte di queste rotatorie nulla hanno a che vedere con gli obiettivi del PNRR. Sono interventi indispensabili ma devono essere finanziati con altre risorse. Magari con quelli che la Regione – sbagliando – ha tagliato al fondo regionale per la Montagna (- 3 milioni a bilancio 2021).Gli altri che cosa hanno fatto?La Liguria di Toti, a guida centro-destra come il Piemonte, ha fatto un lavoro diverso: ha affidato ad Anci (associazione nazionale comuni italiani) la cabina di regia per filtrare e selezionare i progetti del “censimento” ligure. Il modello ligure – che finiremo per adottare anche noi, ma in ritardo - avrebbe avuto solo vantaggi. Non ultimo quello di evitare al presidente Cirio la magra figura di dover riaprire il “libro dei sogni” quando i sindaci esclusi dal primo giro, protestando vivacemente e giustamente, sono stati riammessi.Ma la confusione della proposta piemontese non riguarda solo i progetti dei comuni. Scorrendo il “piano” ci si accorge che sulla tratta ferroviaria A/V della Torino / Milano sarebbero previste ben 3 stazioni di interconnessione con la rete ordinaria. Se mai le dovessimo costruire tutte e tre il Frecciarossa farebbe più fermate di un regionale! E’ qualcosa di francamente incomprensibile. È la cifra che qualifica - purtroppo al ribasso - la proposta piemontese.E che non ci aiuterà ad affrontare la prossima vera sfida: ossia quella di essere capaci di spendere le risorse a gestione diretta delle Regioni e di cantierare i progetti coerenti nei tempi previsti dal PNRR. In altre parole avremmo potuto e dovuto fare un lavoro più serio e più condiviso di selezione dei progetti. Per fare qualche esempio avremmo potuto concentrarci sulla digitalizzazione del sistema scolastico piemontese, sull’efficientamento energetico e sulla messa in sicurezza delle scuole. Avevamo la grande occasione per affrontare il recupero delle linee ferroviarie “sospese” per garantire a tutti i piemontesi quella mobilità sostenibile che ci chiede la UE. Avremmo potuto e dovuto trasformare il Piemonte nella regione italiana che guida l’innovazione della medicina territoriale.Insomma il Piemonte aveva l’occasione per giocarsela da protagonista.Avrebbe potuto e dovuto far da guida al Paese sulle “strategie di sviluppo delle aree interne” così come avrebbe potuto e dovuto farlo sulle “strategie di sviluppo delle regioni alpine”. Questa era l’occasione straordinaria per ricucire la ferita tra città, campagna e montagna.E adesso?Ora attendiamo di fare quel che avremmo dovuto già aver fatto: il Presidente Cirio ha infatti annunciato la “fase2” del recovery piemontese. Coinvolgerà Anci per fare selezione. Con buona pace delle tante promesse dispensate a piene mani in questi mesi.
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