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Ivrea è una città che “conta” ma dipende da chi la amministra

Ivrea è una città che “conta”  ma dipende da chi la amministra

Nella foto l'ex sindaco Della Pepa e l'ex assessore al bilancio Enrico Capirone

A volte ritornano, altre volte li si va a cercare ed è quello che abbiamo fatto. Siamo andati a cercare l’ex vicesindaco Enrico Capirone e lo abbiamo intervistato. Tante, tantissime domande e tante così non gliele avevamo davvero mai fatte prima...   Lo sai da quant’è che non ti si vede su un giornale? Beh, no…. Non ricordo. Ti mancavo? Si! Scherzi a parte, credo sia un bel po’ di tempo ma ti assicuro che non ho avuto crisi di astinenza da presenzialismo. E che cos’hai fatto in tutto questo tempo…? Ho lavorato molto, ho ripreso la mia professione e mi occupo di protezione dei dati personali e di progettazione europea. E in politica? S’intende: sei ancora dentro o no? La politica è un grande amore e non la si scorda mai, ma adesso faccio altro e sono concentrato sul mio lavoro. Oggi, dopo quasi tre anni dalla sconfitta del centrosinistra alle elezioni, ti sei già dato una risposta sul perché? Le risposte me le ero già date prima delle elezioni, ho sempre pensato che gli effetti del renzismo sarebbero stati fatali anche a livello locale e così è stato. Non condivido quel modo di fare politica, non condivido le guerre per bande all’interno delle organizzazioni, tanto meno nei partiti e ancora meno nelle amministrazioni. A me piace “costruire” e sviluppare progetti che portino beneficio alla comunità, il resto non mi interessa e per questo ho deciso di staccare. Come giudichi, da fuori, il lavoro dell’attuale amministrazione comunale? Non giudico. Nutro il massimo rispetto per tutti coloro che dedicano parte della loro vita ad amministrare la cosa pubblica. È molto difficile, non è facile riuscire a portare avanti e a realizzare quanto si vorrebbe. Perchè sorridi? Mi viene da sorridere quando sento o leggo i programmi elettorali. I nuovi amministratori all’inizio credono davvero di poter cambiare molte cose e di poter fare meglio di chi li ha preceduti, a fine mandato poi si rendono conto di non aver fatto molto perché l’amministratore (sindaco o assessore) è solo un pezzo dell’ingranaggio ma chi conta davvero, per effetto delle leggi Bassanini, è l’amministrazione permanente, cioè i funzionari, coloro che rimangono al loro posto. Per riuscire a fare le cose occorre imparare a lavorare con loro rispettandoli e non pensando che siano lì solo per intralciare l’attività degli amministratori. Bisogna imparare ad ascoltarli ed evitare di cercare scorciatoie rispetto alle procedure. Le scorciatoie non ci sono e quando si cerca di saltare dei passaggi amministrativi per fare più in fretta si ottiene l’unico risultato di rallentare i processi decisionali o autorizzativi. Si ripongono sempre troppe aspettative sugli amministratori, in realtà tra mille vincoli possono veramente fare poco. Il problema è che negli ultimi 15 anni tra patti di stabilità vari, vincoli, complicazioni relative ai tempi lunghi delle progettazioni e complessità delle gare pubbliche anche i funzionari bravi (e ce ne sono molti) non riescono a fare molto nemmeno loro. Quindi? Detto questo, sarà per inesperienza, sarà perché hanno cercato di cambiare molto nella macchina comunale, non mi sembra di percepire una grande movimento, non capisco bene dove vogliano portare Ivrea, non capisco quale sia la loro visione per il futuro della Città e nemmeno i loro progetti. Inoltre.... Inoltre? .... mi sembra si stiano isolando rispetto agli altri comuni della zona, che invece li vedo molto più attivi indipendentemente dal loro colore politico. Ivrea non dovrebbe rinunciare al suo doppio fondamentale ruolo. Da una parte di guida e dell’altra di servizio per il territorio. Ivrea conta qualche cosa a Torino se si porta dietro il territorio e se lavora insieme ai centri più grandi come Rivarolo, Castellamonte e Cuorgné altrimenti e ben poca cosa nelle dinamiche territoriali della Città Metropolitana. Meglio voi o meglio loro? Certamente meglio noi, basta vedere quanto è stato realizzato. Dove stanno sbagliando? Ripeto, non voglio giudicare. In contesti complessi come quelli delle amministrazioni locali bisogna vivere le cose dal di dentro per poter giudicare. Mi permetto solo di rilevare che su alcune questioni la maggioranza mi sembra abbia un tratto ideologico “per partito preso”, mentre io penso che nelle amministrazioni locali il tratto ideologico dovrebbe essere messo da parte. Per dare un futuro ad Ivrea serve il contributo di tutti indipendentemente dall’ideologia di ognuno. Ho sempre pensato in questo modo fin da quando negli anni ‘90 fondai SENZAfILTRO: ognuno la pensi come vuole e si discuta quanto si vuole, ma quando si parla di progetti per la città ognuno metta da parte la maglietta della squadra del cuore e indossi quella della nazionale. Ai tuoi tempi molte colpe venivano imputate alla macchina comunale. Cosa c’è che non va? Il tema è comune a molte città. I comuni oggi hanno un’organizzazione di tipo verticale e settoriale mentre i processi oggi sono ormai tutti trasversali e quindi ogni volta che i diversi settori del Comune si devono parlare e devono condividere le responsabilità gli iter attuativi si piantano o quando va bene rallentano. Per Ivrea il problema è ancora più grande perché è una Città tutto sommato piccola che eroga servizi a un territorio e una popolazione molto vasta (si pensi al Tribunale). La soluzione passa dalla necessità di una grande riforma dell’architettura organizzativa dei comuni. Hai seguito la vicenda legata al Movicentro? Voi come l’avreste risolta? Anche a questa vicenda mi riferivo quando parlavo di ideologia. Lo ZAC! Ha dato una risposta eccezionale al problema del Movicentro, ha offerto alla Città di Ivrea una soluzione che abbiamo cercato per lungo tempo. Con il progetto dello ZAC! che è una buona pratica a livello nazionale, è stato trovato un equilibrio economico che prima per il Movicentro non esisteva. Da una spesa per la Città il Movicentro è diventato un importante risorsa in termini culturali, di servizio e occupazionali, un fantastico esempio di cittadinanza attiva che molti ci invidiano. Le persone che hanno portato avanti questo progetto e hanno investito tempo e denaro vanno sostenute e non osteggiate. Per risolvere la questione non c’è altra strada che sedersi con Ferrovie per recuperare agli errori che Ferrovie stesse hanno compiuto nel tempo. Il PRGC è fermo con le quattro frecce. Secondo te perché? I PRGC muovono interessi pubblici e privati rilevanti, spesso da coniugare nel nome dell’interesse collettivo e in funzione della visione che una città si dà. Non è semplice per le amministrazioni trovare la quadratura del cerchio: occorre avere una visione chiara di lungo respiro, perché i risultati delle scelte di piano non le vedrà chi amministra nel momento in cui il piano si redige, ma chi verrà dopo. Spero riescano a sbloccare velocemente la situazione e riprendere il percorso di approvazione del piano perché la Città ne ha bisogno. Come ai tempi in cui governavate voi, anche oggi, uno dei più grossi problemi sono le manutenzioni. Ce l’hai adesso una soluzione? No, onestamente non ho una soluzione. Le manutenzioni sono sempre utilizzate per attaccare le amministrazioni anche quando non sono così male. Ci sono stati periodi in cui le manutenzioni funzionavano abbastanza bene, per esempio quando nel primo mandato erano gestite da Giovanna Codato, ma gli attacchi erano comunque feroci e spesso era fuoco “amico”. Ad Ivrea ci si lamentava quando la gestione delle manutenzioni era interna e c’erano anche 15 persone addette sia quando la manutenzione era completamente affidata all’esterno.  Ivrea è una città complessa anche per via del Carnevale che richiede interventi manutentivi superiori a quelli degli altri centri, almeno questo era uno dei motivi che spesso viene adotto come “scusa”. Ma quest’anno il carnevale non c’è stato e la situazione non mi sembra diversa dal solito. Parliamo dell’Unesco. Se oggi governasse il centrosinistra, a che punto staremmo? Saremo molto più avanti perché noi nel progetto Unesco ci credevamo, per noi era un progetto strategico per il rilancio della Città, d’altra parte se Ivrea è Città Unesco è merito nostro e in particolare di Carlo Della Pepa che ci ha sempre creduto con grande forza e determinazione. Per noi il progetto Unesco era ed è poter dire prima di tutto agli Eporediesi ma anche al mondo che una Città che nel XX è stata un esempio di un’industrializzazione dal volto umano e nello stesso tempo un laboratorio sociale capace di precorrere i tempi di quella che oggi viene definita trasformazione digitale, può ritagliarsi uno spazio significativo anche nel XXI puntando sulla sua identità e sul suo brand ancora riconosciuto e riconoscibile. È chiaro poi che questa identità che ci deriva dal passato debba essere coniugata al futuro e in questo senso penso che il valore prospettico che risiede nel Bio Industry Park nato dall’intuizione e dalla dedizione di Silvano Fumero e sviluppatosi sotto la buona gestione prima di Roberto Ricci e oggi di Alberta Pasquero rappresentino il nostro maggior asset perché riguarda le scienze della vita che, come il COVID ci ricorda ogni giorno, sono la più grande sfida dell’uomo dei giorni nostri. Concludiamo con il Pd. Ti piace Letta? Mi piacciono gli spaghetti alla carbonara, di un segretario di partito dico che sono contento che sia diventato Segretario, penso sia una persona capace e che possa portare finalmente il progetto del Partito Democratico a maturazione superando finalmente la fase della fusione a freddo. Sono tra quelli che non hanno ancora digerito l’abbattimento del governo Letta ad opera di Renzi. Sogno un partito che sia in grado di dire con chiarezza che cosa pensa e che cosa vuole fare. I primi passi di Letta sono stati incoraggianti.  Tu a che corrente appartieni? Non partecipo a correnti, lavoro in gruppi a livello nazionale che si occupano di temi specifici. Ho grande stima per Cesare Damiano. Vi siete già incontrati per pianificare il futuro? Se ti riferisci a gruppi locali per parlare di amministrazione, no. Alle prossime elezioni tu sarai in partita? Non è ipotesi che rientra nei miei piani e nemmeno nelle mie ambizioni, come dicevo prima sono concentrato sul mio lavoro che mi sta dando molte soddisfazioni. Avete già un candidato a sindaco? Non penso proprio e come ho già detto non me ne occupo. Ma tu un accordo elettorale con Forza Italia e con i Cinquestelle lo faresti? Come credo si sia capito nelle risposte che ho dato, io sono tra quelli che ritengono che a livello locale non sia sensato essere schizzinosi, in città come Ivrea bisogna mettere insieme le forze e non dividerle, su un progetto per la Città ben delineato penso che il Partito Democratico, se ci fosse la disponibilità delle altre forze farebbe bene a dialogare sia con gli uni che con gli altri. Concludendo? Vorrei concludere dicendo che sono orgoglioso di aver fatto parte della Giunta Della Pepa e di aver lavorato per la Città, insieme a persone come Codato, Salvetti, Strobbia, Benedino, Vino sempre con il massimo rispetto reciproco e con cui siamo rimasti amici, credo che solo ora si inizi a intravedere l’enorme lavoro fatto nel decennio di massima rigidità del patto di stabilità.
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