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IVREA. Il Recovery Plan, da occasione a “presa per i fondelli”

IVREA. Il Recovery Plan, da occasione a “presa per i fondelli”

Recovery Fund

Vabbè, dai, ditecelo che era  una presa per i fondelli e la chiudiamo qui. Questa settimana il dito indice è tutto puntato sul Recovery Plan del Piemonte o Next Generation che dir si voglia. In via ufficiale, due settimane fa, la Regione Piemonte lo aveva presentato in conferenza stampa e tra i progetti “promossi” avevamo dato notizia dell’inserimento dell’elettrificazione della tratta ferroviaria Chivasso Ivrea (81 milioni di euro), del peduncolo (quasi 10 milioni), del traforo di Montenavale (quasi 55 milioni di euro), della stazione di interscambio “Porta del Canavese” (50 milioni) e, non in ultima, della fantomatica Ico-Valley della senatrice azzurra Virginia Tiraboschi (circa 3,5 milioni). Poi c’era Busano che chiedeva 700 mila euro per l’efficientamento dell’illuminazione pubblica. C’era Borgofranco che di milioni ne chiedeva 3 per le scuole (efficientemente energetico) e uno per #balmetti mobility.  Insomma c’era davvero tanto, di sicuro troppo. Quello che è successo il giorno dopo è da “Oggi le comiche” la celebre trasmissione Rai con Stanlio e Ollio tra i protagonisti principali.  Alcuni sindaci han cominciato a telefonare ai propri consiglieri regionali sostenendo di essere stati esclusi, altri han cominciato a pestare i piedi, a piangere al telefono, a urlare come cocorite. Alla fine, quasi tutti,  han tirato fuori dai cassetti, bozze, cartografia, relazioni, finti progetti, progetti a metà e han chiesto alla Regione di inserire anche questi. E va bene che il testo (secondo le linea che la Regione Piemonte si era data) avrebbe dovuto raccogliere i contributi giunti dal territorio ma così, senza alcuna regia e con mille forzature, è parso a tutti  francamente un po’ troppo.  E c’è Settimo Torinese che ha chiesto l’interramento della ferrovia. C’è Ingria (patria del consigliere regionale Andrea Cane) che ha fatto inserire una diga in Val Soana, poi Chivasso con progetti per 60 milioni, non in ultima per la bonifica della discarica di regione Pogliani. Una sorta di lista della spesa per non scontentare nessuno... Domanda: tra i ritardatari poteva mancare Ivrea, unico comune di centrodestra di una certa dimensione in provincia di Torino. Unico comune d’Italia che può vantarsi di avere a disposizione un senatore, un deputato e almeno un paio di consiglieri regionali di riferimento. Potevano mancare?  Certo che no! E infatti tre giorni prima del tempo massimo, cioè il 16 aprile, la giunta ha approvato una delibera  chiedendo di inserire ben otto investimenti. Li citiamo tutti: messa in sicurezza e rifunzionalizzazione del Castello, Realizzazione del Distretto della Cultura, messa in sicurezza del viadotto XXV Aprile; Paratia mobile dello Stadio della Canoa, pista di Atletica di San Giovanni; efficientamento e ampliamento degli uffici comunali; rifacimento copertura e miglioramento sismico della scuola Primaria “Selina Lesca” di Torre Balfredo e, infine, udite udite, un nuovo palazzetto per il Basket in Via dei Cappuccini. Alè Morale dei ritardatari? Se prima della proroga i progetti erano 1.273 per 26,967 miliardi, di cui 13,8 come somma di tutte le province e ed altri 159  “di valenza regionale” per 13,167 miliardi, ora non si sa più quanti siano. Oggi a Roma inizierà il confronto sui progetti inclusi nel documento finale e che il Governo ha già praticamente inviato all’Unione Europea. Vogliamo sperare che dal Presidente del consiglio Mario Draghi in giù le idee su come spendere i 200 miliardi messi a disposizione dall’Europa siano state davvero più chiare. Resta una domanda.  Quello che davvero non si capisce è come sia stato possibile modificare il piano piemontese in extremis se, da dichiarazioni ufficiali, il presidente della Regione Alberto Cirio lo aveva inviato e presentato a Roma l’8 aprile. E torna in incredibilmente in scena la presa per i fondelli di cui parlavamo in premessa. Chissà se Sertoli, Piccoli, Balzola & c. se ne sono accorti....   Che poi, in verità, dovessero arrivare davvero un po’ di soldi in Canavese non guasterebbe, ancor di più se servissero per l’elettrificazione di una linea ferroviaria da terzo mondo, altro che palazzetto dello sport per il basket. Per concludere una certezza, nella logica del “chi troppo vuole nulla stringe” sarebbe stato sicuramente più utile concentrarsi solo ed esclusivamente su uno, massimo due progetti. Chiedendoli e pretendendoli a gran voce... Liborio La Mattina
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