Ponte Castellamonte, Venaria, verrà presto abbattuto per far posto ad una nuova struttura
Il 27 settembre 2022 il Consiglio Metropolitano ha approvato la variazione di bilancio per la realizzazione di un nuovo ponte sul fiume Ceronda. Una decisione che porterà all’abbattimento del Ponte Castellamonte.
Così, mentre, in città e sui social, continuano a girare raccolte firme per salvare il “Castellamonte”, arriva l’intervento dei Verdi.
Gli ecologisti, pur evidenziando tutte le problematiche del nuovo ponte, sostengono questa scelta.
“Di fatto si sta attuando - commenta il gruppo dei Verdi di Venaria - il protocollo d’intesa del 14 luglio 2010 firmato tra la Provincia di Torino, il Comune di Venaria e il Consorzio La Venaria Reale per la demolizione del ponte Castellamonte, unico collegamento adibito alle auto verso i numerosi ed esagerati parcheggi allestiti a ridosso della Reggia e verso la Mandria per gli avventori poco propensi a soluzioni di mobilità “ecosostenibili” disponibili o in via di completamento quali treno e/o futura metro Torino-Ceres, bicicletta o bus, anche di collegamento tra le stazioni torinesi e la stessa Reggia. Al suo posto è prevista la costruzione diun nuovo ponte in cemento armato: due corsie da tre metri e mezzo con banchine larghe oltre un metro, completato da due marciapiedi ciclo-pedonali di tre metri ciascuno”.
Dunque, si tratta di una buona soluzione? Si, dicono i Verdi, anche se con un velo di tristezza.
“I Verdi di Venaria - commentano - ritengono l’infrastruttura, dal “significativo” impatto ambientale, il risultato di perizie e consulenze tecniche che si auspicano “professionali”. Crediamo altresì che i lavori diano il via ad un’infrastruttura “purtroppo” coerente con quelle già realizzate e forse anche utile ad evitare esondazioni alle prossime improvvise e devastanti piogge monsoniche che ormai, purtroppo, contraddistinguono sempre più ed ancheil nostro territorio alternandosi a drammatiche siccità che cofermanola gravità delle conseguenze dei cambiamenti climatici globali”.
Il gruppo degli ambientalisti, poi, chiede un’attenzione nei confronti della mobilità sostenibile.
“Confidiamo che il progetto del nuovo ponte - continuano - dia adeguato spazio e sicurezza alla mobilità pedonale e ciclabile (separate tra di loro), nonché che molto prima della conclusione dei lavori venga ripristinata per i venariesi la banchina in legno che collega il ponte pedonale con il sentiero ombroso e attrezzato, che fiancheggia il fiume sul lato cittadino sino all’imbocco del viale verso la Mandria e di quello verso la Reggia, al fine di restituire ai cittadini e ai turisti nel minor tempo possibile, un’alternativa “ecologica” e praticabile in attesa del futuro progetto che speriamo risulti anche “almeno esteticamente“ adeguato alla bellezza della città e della sua imponente ma elegante Reggia. La cittadinanza valuterà nel tempo la coerenza del progetto con i suoi bisogni di qualità della vita e di sostenibilità al mutare dei tempi e delle condizioni mutevoli del suo sviluppo… sostenibile!”.
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