Purtroppo il consigliere di maggioranza, AndreaCarlomagno, non riesce proprio a capire le dinamiche dell’informazione.
Ma una supercazzola dopo l’altra non ne dice neanche mezza giusta.
Secondo lui il ruolo dei giornali dovrebbe essere quello di cantare le gesta della maggioranza, essere superpartes, e non scrivere mai neanche mezza critica (guai, si arriva alla lesa maestà).
Insomma, una sorta di Pravda (quello che fu l’organo di stampa ufficiale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica) che non disturbi troppo il manovratore.
È lui che, qualche mese fa, si era rivolto a noi chiamandoci “giornaletto” e invocando presunti complotti che mettevano insieme La Voce e la minoranza.
Nei giorni scorsi è tornato alla carica con un’altra supercazzole delle sue: “Bella la partnership La Voce - Brescia utile soprattutto per fare della buona informazione super partes”.
Facciamo una cosa, sgombriamo il campo, una volta per tutte, anche se al Sindaco era già stato detto chiaramente. Il nostro giornale è all’opposizione, ma lo è dappertutto. Dove governa la destra siamo di sinistra, dove governa la sinistra siamo di destra, dove governa una lista civica noi siamo politici.
Siamo all’opposizione perché pensiamo che il ruolo dei giornali sia questo: fare da contraltare al potere, esercitare una funzione di controllo, vigilare e provare a stimolare un dibattito in città.
Siamo i cani da guardia della democrazia e non i cani da compagnia di chi è al potere.
Ed è una modalità che adottiamo dovunque quindi il Sindaco e i suoi consiglieri (o forse a questo punto è meglio chiamarli fans) non se ne abbia a male se lo critichiamo.
Cantare le gesta del primo cittadino non è il nostro ruolo visto che c’è già lui a farlo sulla sua pagina Facebook.
Smentiamo anche l’altra stupidaggine scritta da Carlomagno: “il giornalismo superpartes”.
Il giornalismo non è superpartes, i più grandi giornalisti della storia italiana, Biagi, Bocca e Montanelli, non erano superpartes, anzi, erano schieratissimi.Il tema, qui, non è essere superpartes ma non essere partigiani o tifosi di una parte o di un’altra.
E, ultimo chiarimento: se alle prossime elezioni chi è oggi minoranza dovesse vincere le elezioni, stia tranquillo il buon Carlomagno, riceverà lo stesso identico trattamento che oggi è in corso nei confronti dell’amministrazione Giulivi.
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