I rincari colpiscono le famiglie ma anche i Comuni e le aziende pubbliche.
Se ne è parlato nell’ultimo Consiglio Comunale dove il primo cittadino, FabioGiulivi, ha descritto una situazione difficilissima per le amministrazioni pubbliche.
Nulla è ancora certo ma si potrebbe pensare anche al “blocco” (durante l’inverno) di alcuni servizi non essenziali, come la piscina, per provare a risparmiare. “Si stanno portando avanti - precisa - opzioni per ridurre gli sprechi energetici. Se le cose continueranno così i conti del Comune, delle imprese, delle partecipate, non terranno, se non arriva un contributo statale sarà difficilissimo. La crisi pandemica ha inciso sui costi, la crisi energetica potrà farlo in maniera ancora più importante. Anche perché le azioni per ridurre i costi dell’energia hanno un effetto a medio termine, a noi serve risolvere le questioni di oggi”.
Da parte della minoranza sono arrivati alcuni inviti ad agire quanto prima.
“Serve giocare d’anticipo - spiega il consigliere di Uniti per Cambiare, AlessandroBrescia - e non aspettare i soldi da Roma. È bene fare ragionamenti a prescindere poi se arriveranno risorse aggiuntive non sarà mai male”.
Il consigliere del Pd, RaffaeleTrudu, paventa la possibile chiusura della piscina.
“Quanto ci costa tenere aperta la piscina con i rincari di questo periodo? - chiede - Ci avviciniamo ad un inverno, dal punto di vista dei costi energetici, mai visto. Forse vale la pena ragionare su cosa voglia dire tenere una piscina aperta, dire che si può rinunciare ad un servizio che porta ad un risparmio importante”.
Il primo cittadino, infine, ha nuovamente confermato tutte le difficoltà.
“Invito - interviene - a leggere il post del Sindaco di Pinerolo Salvai. Dice che per un po’ tutte le amministrazioni, nel 2023, per quanto uno possa essere fantasioso, sarà necessario fare scelte in tal senso. Vuol dire andare ad affrontare un lockdown energetico di quelli che sono i servizi pubblici non essenziali per la città. Con tutte le contestazioni del caso, io ho letto di chiusure di piscine e lamentele, forse ci saranno decisioni impopolari. È evidente che saremo costretti a chiudere progressivamente tutto ciò che non viene ritenuto essenziale per la vita dell’ente, così come successo per il lockdown. Penso allo smartworking per i dipendenti comunali. Inviteremo le famiglie a mettere una felpa in più ai bambini per le scuole, la temperatura andrà tenuta d’occhio. Stiamo facendo valutazioni anche sulla piscina. Se la situazione dovesse rimanere questa dovremmo certamente chiudere qualcosa, non posso fare debiti per pagare le bollette. Le strutture, poi, sono talmente vecchie che non si può intervenire per avere un risparmio di energia immediato”.
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