LANZO. E’ recente l’adesione del Comune al progetto Graies Lab – Mobilab, coordinato da Città Metropolitana. Si tratta di un progetto di car sharing, il primo a sbarcare nelle Valli di Lanzo.
Il progetto prevede la realizzazione, per ora in via sperimentale, di una piazzola in cui un’autovettura, messa a disposizione dal futuro gestore, potrà essere usata da più persone, che la prenderanno, se ne serviranno e la riporteranno alla piazzola.
Il sindaco di Lanzo, Fabrizio Vottero, ha le idee chiare sulle motivazioni che hanno spinto lui e la sua Giunta ad aderire al progetto. “Abbiamo partecipato - spiega il primo cittadino - perché tra i vari punti del nostro programma c’è l’attenzione alla mobilità e all’ambiente, e questa ci è sembrata una potenziale opportunità per incidere positivamente su questi due aspetti”. Il progetto è radicale e innovativo per un territorio come quello delle Valli, “e quindi prima che parta sarà adeguatamente pubblicizzato”. Le tempistiche non saranno lunghissime: “Verosimilmente tra settembre e ottobre” spiega Vottero.
Come tutti i progetti che guardano un po’ più in là, anche per questo si apre un bivio: può essere un successo o un fallimento totale. Questo andrà verificato: “Cercheremo di capire - dice infatti Vottero - quale sarà il riscontro che daranno i cittadini”. Così come sarà da capire se l’iniziativa sarà sostenibile economicamente. “Ci saranno da fare valutazioni anche sotto questo fronte” spiega Vottero.
Nella delibera con cui si metteva agli atti l’adesione al progetto, si parlava della necessità di integrare un tipo di trasporto individuale su gomma come quello elettrico col trasporto pubblico locale. Il problema, e lo segnalavamo già nello scorso articolo, in cui abbiamo introdotto l’adesione al progetto, è che i trasporto pubblico nelle Valli di Lanzo è sempre più sfiancato dalla mancanza di attenzione delle istituzioni sovraordinate.
E non è detto, sia chiaro, che questo vada a migliorare con il passaggio della Torino-Ceres nelle mani di Trenitalia. Quell’approccio integrato tra trasporto individuale e traporto collettivo rischia dunque di diventare una chimera.E allora, quella che doveva essere solo una fase di transizione, segnata dall’utilizzo dell’auto elettrica accanto a quella a combustione interna, rischia di diventare una soluzione permanente.
Ma al momento gli studi dicono che, seppure l’auto elettrica inquini meno della cugina “vecchio stampo”, si basa ancora su una filiera produttiva dispendiosa e inquinante, magari soggetta anche a momenti di crisi (come quella dei semiconduttori).
E’ quindi soprattutto il trasporto pubblico locale che andrà potenziato se si vuole che l’ambiente ne tragga dei benfici. “Come amministrazione - chiosa a tal proposito Vottero - siamo attenti al problema del trasporto su rotaia. Abbiamo avuto tempo fa un incontro con marco Gabusi sul tema della Torino-Ceres, e abbiamo aperto un tavolo di lavoro che sarà sicuramente un’opportunità di confronto”.
Da parte sua e della sua giunta, dunque, “l’attenzione al tema c’è tutta, così come l’intenzione di far tornare efficiente questo servizio”.Soprattutto quando finiranno i lavori nella parte “torinese” della ferrovia, “le infrastrutture saranno adeguate e garantiranno tempi di percorrenza sostenibili - spiega Vottero -. A quel punto avrebbe poco senso non potenziarne la fruibilità sul nostro territorio”.
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