LANZO. All'ultimo punto dell'ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì 11 luglio c'era l'approvazione della concessione in comodato d’uso gratuito della struttura comunale in regione Cates per la realizzazione della Casa di Comunità, finanziata coi soldi del Pnrr.
La cifra assegnata all'Asl tramite la mediazione della Regione per la realizzazione della Casa è di 1 milione 185mila 300 euro. In consiglio è stato necessario approvare una bozza del comodato d'uso per consentire all'Asl di cominciare le attività di progettazione e di adeguamento della struttura. Il comodato d'uso verrà siglato entro il 31 luglio.
La Casa di comunità lanzese sorgerà assieme a quella di Ciriè. Si tratterà delle uniche due strutture di questo tipo presenti nel distretto sanitario. La scelta dell'ex casa di riposo di regione Cates non è casuale: la realizzazione di una Casa di comunità, infatti, può avvenire solo se il "contenitore" appartiene all'Asl di riferimento o a un ente locale.
In questo caso la struttura appartiene al Comune di Lanzo, e ha una storia lunga. Dapprima utilizzata come casa di riposo, era poi stata chiusa ed era tornata nelle mani del Comune, che aveva provveduto, in vista di una futura riassegnazione, a siglare una convenzione col Ciss 38.
Il Ciss era incaricato di effettuare un bando per la concessione in uso della struttura, con una clausola: a seguito di due eventuali gare andate deserte, il bene sarebbe ritornato al Comune. Così è stato. L'edificio è così tornato in gestione al Comune e l'Asl se ne è interessata per la realizzazione della Casa di Comunità.
"Per Lanzo c'è la possibilità di disporre di un servizio ulteriore - ha spiegato il sindaco Fabrizio Vottero in consiglio - attivato nei tempi dovuti. Sarà sul nostro territorio, ma sarà a servizio delle Valli. In seconda istanza, potremo finalmente vedere utilizzata la struttura in regione Cates".
Se questa è sicuramente una buona notizia per Lanzo, si può dire che lo è pure per le Valli? In un contesto in cui i presidi sanitari sono tutt'altro che diffusi, una Casa di Comunità a Lanzo può rischiare, pur potenziando il servizio sanitario locale, di renderlo ancora più "Lanzo-centrico" di quanto non sia già. Da Germagnano in su, spesso e volentieri, non c'è infatti neanche un medico di base.
La durata del comodato d'uso è di trent'anni. Entro marzo 2026, come d'abitudine per i fondi Pnrr, i lavori di adeguamento della struttura dovranno essere terminati e le attività della casa di Comunità dovranno cominciare a pieno regime.
"Nel comodato d'uso sono state incluse anche delle clausole che tutelino la proprietà immobiliare?" è intervenuto il consigliere di minoranza Matteo Filippin. La sua preoccupazione è che "certo, l'arrivo dei fondi del Pnrr obbliga generalmente a garantire l'efficienza del servizio fino al 2031, ma non vorrei che dopo quell'anno, magari, la casa di comunità non piaccia più e ce lo ritroviamo vuoto, utilizzato in maniera diversa o sottoutilizzato".
Andrebbe quindi pensato, per Filippin l'inserimento di una qualche tutela della proprietà dell'immobile (che, ricordiamolo, ad oggi è del Comune di Lanzo) in caso di cambio di destinazione d'uso o di sottoutilizzo. "Ci sono accordi - ha chiosato Filippin - che uno fa in buona fede, ma in cui poi resta incastrato".
"Sicuramente questi paletti di cui parli sono previsti. L'articolo 3 del comodato - ha risposto Vottero - prevede che venga risolto automaticamente nel caso in cui dovesse essere revocato il finanziamento. In tal caso l'immobile rientrerebbe nella disponibilità dell'ente concedente. Potrebbe andare così, ad esempio, se l'Asl non rispetta i tempi e il finaizamento viene revocato. Ci auguriamo di no, ma a titolo cautelativo come proprietari dell'immobile è giusto precisarlo".
Dopodiché, Vottero entra nel merito della domanda di Filippin: "L'Asl, inoltre, è obbligata alla restituzione della struttura al termine del comodato nel caso in cui non venga rispettato l'obiettivo previsto dal finanziamento. Al termine dei trent'anni di sottoscrizione, inoltre, se casomai non dovesse essere usata nella funzione prevista e l'Asl dovesse farci dei lavori non avrà diritto di rimborso".
La discussione è stata chiusa parlando di posti di lavoro, sempre su sollecitazione di Filippin. "Nella casa di comunità - ha spiegato Vottero, lavoreranno dai sette agli undici infermieri, un assistente sociale, cinque o otto unità di personale di supporto sociosanitario e amministrativo".
Al termine delle discussioni, la bozza di comodato è stata approvata senza grossi problemi, e tutti i consiglieri hanno alzato la mano.
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