GERMAGNANO. Il 31 maggio è avvenuta la firma del contratto con le Poste Italiane per l’affitto da parte dell’azienda del padiglione di proprietà comunale in via Celso Miglietti. La minoranza consiliare ha qualcosa da dire in merito, a partire dal momento in cui quell’immobile venne acquistato.
Risalendo la china degli anni, si arriva al mandato di Giorgio Marra. “Per evitare contraffazioni della verità storica - inforcano Bruno Togliatto, Franco Airola e Mario Rossatto - econ atti alla mano, ricordiamo al sindaco che quell’immobile fu acquistato dalla breve Amministrazione guidata dall’allora Sindaco Giorgio Marra, poi commissariata, in cui il Sindaco ricopriva la carica di Consigliere di maggioranza”.
L’immobile, seguendo le affermazioni della minoranza, “fu acquistato senza una perizia asseverata (recitano gli atti del Consiglio Comunale), ed era ricoperto con un tetto in lastre di amianto”. In più, quell’acquisto, che loro definiscono “incauto” ha generato “un debito che il Comune ha verso la Banca di circa 36mila all’anno”.
Dunque, per riassumere, la minoranza sostiene non solo che l’acquisto sarebbe stato effettuato senza seguire alcuni importanti protocolli di sicurezza, ma anche che peserebbe fin troppo sullecasse del Comune.
Tornando al presente, i consiglieri chiedono “di potere accertare la regolarità di queste concessioni con locazione, tramite l’accesso agli atti”, e sollevano un interrogativo che verrà posto alla sindaca durante il prossimo consiglio comunale.“Mirella Mantini - dicono - ha dichiarato che con la stipula di questo contratto, Germagnano beneficerà di circa 35 nuovi posti di lavoro”. Anche qui, la minoranza vorrebbe verificare la veridicità dell’affermazione. “Chiediamo - dicono - di vedere questo atto con sua autentica firma o chi per essa dichiara la garanzia di tali posti di lavoro annunciati”.
Così come vorrebbero verificare se effettivamente Poste Italiane investirà 900mila euro su quell’immobile, come dichiarato da Mirella Mantini. Insomma, più che un’interrogazione è una richiesta di verifica sulle affermazioni del primo cittadino. Spunta fuori, tra le dichiarazioni della minoranza, anche un ultimo punto: “Il sindaco - si chiedono dalla minoranza - era legittimato a firmare quel contratto di locazione, nel periodo di mora di fine mandato legislativo (31-05-2022)?”.
Un insieme di questioni procedurali complesse, dunque, che sollevano un ultimo interrogativo: “Il sindaco non crede che la procedura per addivenire al contratto di locazione e di relativa concessione di investimenti di terzi per la ristrutturazione di quell’immobile comunale sia una materia delicata che avrebbe dovuto investire l’intero consiglio comunale?”.
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