FORNO. Il nuovo circolo Pd di Forno Canavese inaugura i suoi lavori presentando il libro di Daniele Valle, “La variante piemontese”, assieme all’autore e a un ospite di eccezione: Sergio Chiamparino, sindaco di Torino dal 2001 al 2011 e presidente della Regione Piemonte dal 2014 al 2019.
Ha moderato il dibattito il giornalista Andrea Trovato. Daniele Valle è consigliere regionale del Partito Democratico, eletto nel 2014 e riconfermato nel 2019. Valle ha presieduto la commissione d’indagine sul covid 19 del Consiglio Regionale del Piemonte.
Da quell’esperienza ha tratto il materiale per la scrittura di questo libro, che si configura quindi come un libro inchiesta. Il libro racconta infatti gli anni più neri della pandemia, analizzando i limiti e le vicende irrisolte della sanità regionale, così come gli errori di gestione e le cicatrici lasciate dalla pandemia al servizio sanitario piemontese.
L’incontro è stato decisamente partecipato, visto anche il tema così vicino alla vita quotidiana di tutti. In sala c’erano anche diversi amministratori o ex amministratori locali. Buona la prima, quindi, per il circolo di Forno del Partito Democratico.
“Non dirò mai che se ci fossi stato io al posto di Cirio le cose sarebbero andate meglio, perché di fronte a una pandemia globale sarebbe una cretinata” ha inforcato Sergio Chiamparino. Che non ha però lesinato qualche stoccata ad Alberto Cirio.
“L’attuale presidente della Regione - ha infatti detto Chiamparino - ci mette la faccia quando le cose vanno bene, ma quando invece vanno meno bene manda avanti qualche assessore, come nel caso dei ballottaggi...”.
Il succo del libro di Daniele Valle può essere riassunto con le parole introduttive che lui stesso ha pronunciato durante la serata: “Tutti - ha detto Valle - sono stati colti grossomodo impreparati, non eravamo più abituati a pensare che una cosa del genere si abbattesse sulle nostre società”.
Una circostanza che ha colto impreparato chiunque avesse un compito amministrativo: “Ci sono una serie di mosse effettuate dalla Regione che sono giustificabili nel modo in cui è stata affrontata la pandemia. In quest’ottica, nei primi mesi del 2020, durante l’ondata più dura che ci ha costretto a stare chiusi in casa, come opposizioni abbiamo cercato di tenere un contegno collaborativo e cooperativo, per uscire tutti assieme dall’emergenza, e cercavamo in buona fede e buon senso di dare una mano”.
Una disponibilità che, secondo Valle, non è stata colta appieno: “Questa nostra offerta di aiuto - ha detto infatti - non è stata raccolta, ma se uno vede le cronache di quei mesi sono pochissime le contrapposizioni tra maggioranza e opposizione” a dimostrazione, secondo quando dice Valle, dell’attitudine collaborativa tenuta dal centrosinistra in Regione.
Successivamente è nata poi la commissione di indagine, su richiesta della stessa opposizione regionale: “Richiedemmo di istituire una commissione di indagine per capire cosa aveva funzionato e cosa no durante quei mesi. Questo anche perché tutti sapevamo che a ottobre o novembre sarebbe arrivata una seconda ondata”.
Il lavoro della commissione, dunque, dal settembre 2020 all’agosto 2021, è consistito nel comprendere che cosa fosse capitato nei primi mesi del 2020, anche se, spiegava Valle, “allo stesso tempo tanti episodi analoghi si stavano verificando quando operavamo, cioè durante la seconda ondata, e questo perché alcune decisioni non erano state prese correttamente”.
Il lavoro della commissione “ha permesso di mettere in fila degli errori fatti dalla Regione, alcuni giustificati, altri che invece erano puri e semplici sbagli compiuti, difesi, portati avanti e ripetuti nella seconda ondata. Da ottobre 2020 abbiamo così cominciato a porci in maniera più dura”.
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