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VARISELLA. Gli abitanti di Borgata Rosso vogliono essere ascoltati

VARISELLA. Gli abitanti di Borgata Rosso vogliono essere ascoltati
VARISELLA. Borgata Rosso ha meno di dieci residenti fissi: i pochi altri che ci abitano sono tutti villeggianti che trascorrono qualche tempo nelle seconde case. E’ arroccata sopra al centro di Varisella, e passeggiando per le sue stradine si può godere di un panorama meraviglioso. E’ un borgo piccolissimo. Tutti si conoscono, tutti portano avanti i vecchi mestieri che caratterizzavano e caratterizzano il mondo rurale delle Valli di Lanzo e dell’oltrestura. Ci sono le recinzioni con le galline, gli orti, le coltivazioni. Domenica mattina i residenti di questa piccolissima frazione varisellese si sono riuniti per parlare di alcuni annosi problemi che affliggono la loro vita quotidiana. L’hanno fatto sotto la guida dei consiglieri della minoranza consiliare Gianpaolo Rizzo, Tullio Nocera e Gaetano Cuttaia. L’opposizione consiliare di Progetto Paese, formata da Rizzo e Nocera, porta avanti dall’insediamento in consiglio, avvenuto tre anni fa, le istanze di questi pochi, ma agguerriti, residenti della borgata, che periodicamente si ritrovano per discutere. Durante il primo consiglio comunale del mandato del primo cittadino Mariarosa Colombatto, i residenti avevano partecipato attivamente alla discussione, che aveva raggiunto subito il livello dello scontro verbale. I motivi sono presto detti: è dagli anni ‘90 che questi abitanti della Borgata avanzano una serie di richieste alle amministrazioni comunali che si sono succedute di volte in volta. Richieste che non sono mai state ascoltate e che non si sono mai trasformate in azioni concrete. “La borgata - racconta Nocera mentre cammina per il labirinto di viuzze che la compongono - è in una posizione di isolamento. Anche solo per buttare la spazzatura, i residenti devono fare un bel pezzo di strada in discesa”. I cassonetti più vicini, infatti, sono posizionati alla base della strada che conduce dalla borgata verso il centro del paese. Anche un’anziana residente conferma il problema: “Io e mio marito facciamo molta fatica - dice - a portare i rifiuti nei cassonetti in basso. Ora abbiamo la macchina, e quindi li carichiamo lì e li portiamo, ma non è la soluzione migliore”. “Ma la strada di accesso alla borgata è privata - spiega ancora Nocera - quindi in linea teorica se i proprietari volessero chiuderla potrebbero cancellarla, e da quel momento sarebbe difficile accedere al borgo”. Un’altra strada, a dire il vero, ci sarebbe. Ma è proprio percorrendola che si incontra il problema principale con cui hanno a che fare gli abitanti. La strada, infatti, che è in realtà una viuzza, scava un passaggio in mezzo a due edifici, ed è sovrastata da un’impalcatura. “Questi due edifici - racconta ancora Nocera - vennero pignorati e messi all’asta diverso tempo fa. Ad oggi sono completamente abbandonati, c’è l’erba alta e sono pericolanti”. Ogni volta in cui i residenti passano sotto a quell’impalcatura temono che qualcosa possa crollare da un momento all’altro. In una lettera inviata all’amministrazione comunale nel 2011 si può leggere un resoconto di tutti i disagi che la presenza di questi due ruderi porta alla popolazione della Borgata. I quali chiedono che questo spazio venga utilizzato meglio, e soprattutto che venga messo in sicurezza al più presto possibile. In quella lettera di più di dieci anni fa, infatti, gli scriventi chiedevano all’amministrazione di acquistare gli immobili e di provvedere alla demolizione con l’obiettivo di riqualificare l’area. L’idea degli abitanti è di fare di quella zona uno slargo in cui posizionare i cassonetti dell’immondizia (evitando così ai residenti più anziani di doversi spostare per un lungo tratto a portare i rifiuti nei cassonetti) e in cui permettere a eventuali mezzi di soccorso di raggiungere in agilità l’abitato. Soprattutto quest’ultima esigenza è tra le più urgenti, e gli abitanti di Borgata Rosso l’avevano documentato già all’epoca della lettera, riportando esempi eclatanti. Come quel giorno del 2004 in cui scoppiò un incendio nel bosco retrostante la borgata, che i Vigili del Fuoco non riuscirono a raggiungere per via degli spazi strettissimi e della viabilità inadeguata. Oppure quando due anziani residenti furono colti da un malore, rispettivamente nel 2006 e nel 2008. Nella prima occasione, i mezzi di soccorso impiegarono minuti interminabili per fare manovra e dirigersi all’ospedale più vicino. Due anni dopo, invece, i soccorritori dovettero percorrere la strada di accesso alla borgata con la barella, caricarvi il paziente e ritornare all’ambulanza percorrendo in discesa il tratto di strada innevato e ghiacciato. In quella stessa lettera i residenti si dichiaravano addirittura disposti ad acquistare il rudere qualora il Comune non avesse avuto una disponibilità di bilancio tale da comprarlo. “A condizione - scrivevano - che il Comune si addossi le spese per la demolizione e la riqualificazione dei luoghi”. Per ora, però, hanno ricevuto solo risposte negative. L’amministrazione in carica ha sempre parlato di mancanza di fondi per effettuare gli interventi sui ruderi, e ha fatto effettuare una perizia con la quale certifica che gli edifici non sono pericolanti. Ma questo risultato confligge con quello che dicono gli abitanti, che da anni temono che quell’impalcatura che sovrasta il passaggio possa crollare da un momento all’altro. “Si potrebbe espropriare tutto - propone Nocera - e provvedere a mettere in sicurezza l’area”. Ma c’è un altro problema: “La stradina che divide i due edifici, secondo l’amministrazione, è privata, mentre noi abbiamo buone ragioni per credere che sia pubblica” afferma Nocera. Se quello che dice il consigliere di opposizione venisse confermato, l’amministrazione avrebbe molto più margine di manovra per liberare i residenti dal peso di quel rudere abbandonato. E sarebbe un sollievo, non solo per le ragioni contenute nella lettera di dieci anni fa, ma anche per l’igiene pubblica del luogo. Una residente che possiede una casa nei pressi dei ruderi, infatti, riferisce che “è pieno di vipere e topi che vengono fuori dall’erba alta”. Dall’altra parte della borgata l’amministrazione interverrà per realizzare una strada. “Asfalteranno una parte di terreni per effettuare i lavori di sistemazione idraulica sul Rio Rosso - spiega Nocera - e serve quindi un’infrastruttura che permetta ai mezzi di passare. Si tratta di 370mila euro di lavori di sistemazione idraulica. Ovviamente, una volta asfaltata la strada e congiunta con il pezzo già esistente, la lasceranno, e questo sarà sicuramente un vantaggio per gli abitanti della Borgata”. Per i lavori di sistemazione del Rio “ringraziamo l’amministrazione - dice Nocera - ma al contempo rivendichiamo l’idea alla base del progetto, che da anni portiamo avanti”. Alle dieci la riunione comincia, la quindicina di partecipanti si scambia idee sul da farsi, proponendo soluzioni ed escogitando i mezzi politici e istituzionali per farsi sentire dall’amministrazione. Il confronto talvolta si accende, alcuni abitanti si aggiungono a metà riunione tra l’accoglienza degli altri. Viene messa sul fuoco anche una moka da una delle residenti, per offrire un caffè a tutti. E’ la realtà di uno dei tanti borghi di questo territorio: piccoli, conviviali, meravigliosi, ma anche ricchi di problemi da risolvere. Gli abitanti di Borgata Rosso chiedono solo di essere ascoltati.
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