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ROBASSOMERO. Rincari su mensa e centro estivo, Capello protesta

ROBASSOMERO. Rincari su mensa e centro estivo, Capello protesta
ROBASSOMERO. Il comitato Robassomero Vivace, tramite la sua coordinatrice Renata Capello, torna a scrivere al Comune e alla stampa su due temi centrali nella vita quotidiana dei robassomeresi. Si tratta del centro estivo comunale e  del servizio di refezione scolastica, per i quali ci saranno dei rincari a partire da quest’anno. Le due delibere che il comitato prende come riferimento per affermarlo sono la 88 e la 89 del 2021, che trattano proprio delle fasce di reddito e delle tariffe, rispettivamente, del centro estivo e della mensa scolastica per l’anno 2022. Partiamo dal centro estivo. Nella delibera 88 del 2021 si può leggere che l’amministrazione aveva ritenuto “opportuno provvedere alla rimodulazione delle tariffe del centro estivo anno 2022, sempre sulla base delle dichiarazioni ISEE, in considerazione degli aumenti sia contrattuali del personale delle cooperative, sia dell’Istat” e anche che “le agevolazioni varranno unicamente per i cittadini residenti in Robassomero e per coloro che risiedono in Località Vastalla a Ciriè”, che è a due passi dal comune. Prima, le agevolazioni riguardavano tutti i Comuni dell’Unione del ciriacese e basso canavese. “Da quest’anno - scrive il Comitato commentando la rimodulazione dei prezzi - a seguito delle vostre decisioni (riduzione di benefit/ aumenti di tariffe e rideterminazione degli assimilati ai residenti) è quasi certa la rinuncia [al centro estivo, ndr] delle famiglie provenienti da San Carlo, San Maurizio, San Francesco, Nole e Ciriè (tranne Vastalla) che verosimilmente non saranno in grado di sostenere i rincari previsti”.  Una scelta, quella di operare il rincaro, in controtendenza rispetto a quella della precedente amministrazione Massa, in cui la coordinatrice di Robassomero Vivace, Renata Capello, ricopriva il ruolo di assessore. “Negli scorsi mandati amministrativi - scrivono i membri del Comitato - si era scelto di offrire i suddetti servizi a tutti i cittadini dell’Unione dei Comuni del Ciriacese e del Basso Canavese applicando un’unica modalità tariffaria individuata esclusivamente sulla base delle fasce previste e dei figli iscritti dando così modo a tutte le famiglie, anche le meno abbienti dell’intero territorio dell’Unione, di partecipare al nostro Centro Estivo Comunale riservato ai piccoli dai 3 ai 7 anni (unico nel suo genere e per questo molto apprezzato)”.  Anche il costo della mensa scolastica subirà, a partire dal prossimo anno scolastico, degli aumenti nei costi finali per l’utenza, come si può leggere confrontando le due tabelle presenti sulla delibera 89 del 2021. Anche qui, godranno delle tariffe per residenti unicamente i ragazzi provenienti da Vastalla e non più quelli dell’Unione dei Comuni. “Certamente l’incidenza degli aumenti combinata alla riduzione delle agevolazioni e al passaggio da residenti a non residenti al costo del pasto di 5 euro e 40 determinerà la scelta delle famiglie che potrebbero decidere di non avvalersi più di questo servizio comunale, per decenni considerato uno dei migliori della nostra zona in funzione del rapporto qualità – prezzo” commentano gli attivisti del comitato cittadino. Gli attivisti si riferiscono, ad esempio, al fatto che da settembre un residente con reddito di 6mila euro pagherà 2 euro e 98 a pasto contro l’euro e cinquanta della precedente tariffa. “Le precedenti condizioni vantaggiose - proseguono - miravano ad offrire a tutti gli alunni, residenti e non, pari opportunità all’interno delle attività scolastiche. Per pari opportunità si intende la somministrazione di un pasto equilibrato e le attività ludiche che normalmente si svolgono nella pausa pranzo, interdette a chi si reca a casa a mangiare. Ancor di più i ‘nuovi non residenti’ si troveranno costretti a riconsiderare il percorso scolastico dei propri figli, scegliendo in questi mesi soluzioni meno pesanti sotto il profilo economico e possibilmente disponibili a pochi passi da Robassomero; senza dover arrivare all’estrema protesta del ‘panino da casa’”. I rincari del servizio mensa operati dall’amministrazione sono dovuti, si legge in delibera, “in considerazione degli aumenti delle spese sopravvenuti in questi anni”. A queste parole contenute nella delibera di giunta fanno inevitabilmente eco quelle del comitato. “Abbiamo consultato - scrivono gli attivisti - le Determine che nel corso di questi anni hanno concesso i successivi aumenti alla Sodexo a partire dal costo del pasto di 4,92 euro + iva compresa sino ad arrivare, oggi, alla considerevole cifra di 5,44 euro + iva compresa oltre i costi a carico dell’Amministrazione Comunale indicati all’art.78 del Capitolato contrattuale: gli interventi di manutenzione straordinaria, le spese delle utenze di energia elettrica, di gas, di acqua di cui non conosciamo gli importi e, ancor di più, temiamo i prossimi ed inevitabili rincari”. L’amministrazione, peraltro, ha deciso di prorogare il capitolato d’appalto con Sodexo fino al 31 agosto 2025. Il bilancio del comitato non va di certo a favore dell’amministrazione. “Naturalmente - scrivono gli attivisti - non ci troviamo per niente d’accordo con le decisioni assunte da questa Amministrazione comunale, così totalmente distante dal ruolo di ‘primo sussidio del cittadino’ da considerare le spese sostenute per la refezione scolastica semplicemente costi troppo onerosi da riversare quasi totalmente sull’utenza anziché investimenti mirati a sviluppare, all’interno della giornata scolastica, anche altri aspetti oltre la didattica, quali: la sana alimentazione, il corretto comportamento a tavola, la ricreazione, l’amicizia, il rispetto delle regole e degli altri, l’appartenenza, la condivisione”.  La lettera si conclude con tre considerazioni in merito all’odierno stato dell’arte del servizio. Il comitato parla di “vetustà della cucina di Via Vittorio Veneto”, la quale “già nel 2017 presentava diversi ed importanti segni di deterioramento, e anche per questo motivo avrebbe dovuto essere trasformata in cucina di ricevimento pasti per gli alunni della Primaria, Cosa che purtroppo non è avvenuta, lasciando inalterata la situazione”. C’è poi “la mancata realizzazione del Centro di cottura e dei relativi locali presso la nuova Scuola dell’Infanzia di Via Venezia in grado di preparare i pasti giornalieri per i due servizi”. Il terzo punto critico riguarda “la ridotta attività di controllo da parte dell’ASL causa Covid e riduzione del personale”.  Per ovviare a questo e a tanti altri problemi, Robassomero Vivace propone di impiegare un servizio catering, che, dicono, avrebbe effetti positivi in fatto di “riduzione del costo del pasto a Carico del Comune” così come perché consentirebbe “l’eliminazione dei costi relativi alla propria cucina a carico dell’amministrazione comunale (manutenzione straordinaria locali cucina, utenze varie) e della responsabilità della gestione in proprio”. Un servizio di catering di questo tipo, ovviamente, richiederebbe la conclusione dell’attuale contratto con Sodexo, decisione che i membri del Comitato chiedono nelle ultime righe del comunicato.  
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