Si fa sempre più incandescente la situazione intorno alla nuova variante alla 460 tra Lombardore e Front.
Ad alzare i toni, nelle ultime ore, ci ha pensato la Coldiretti di Rivarossa con una raccolta firme per dire “No” alla nuova strada.
“Attendiamo - spiega SilviaMarchetto della Coldiretti, portavoce del gruppo di agricoltori contrari alla variante 460 - un tavolo tecnico in Città Metropolitana. Abbiamo promosso una raccolta firme tra la cittadinanza di Rivarossa e devo dire che nell’arco di pochissimo, senza muoverci più di tanto, abbiamo raccolta un centinaio di firme, tra cui tutti i commercianti”.
E infatti l’opera potrebbe creare danni anche a loro.
“La strada - prosegue Marchetto - porta dei danni oltre che all’agricoltura anche al commercio locale che vive di passaggio e verrà danneggiato dalla mancanza del traffico. Sono gli stessi che ci hanno dato una grossa mano in tempi di pandemia. Ma finite le emergenze torna tutto come prima e non ci si preoccupa più dei commercianti”.
Ma gli agricoltori sono contro a prescindere?
“Noi non siamo contro tutto, - spiega ancora Marchetto - se esiste un problema si può risolvere con soluzioni alternative che ci sono e che non sono state prese in considerazione. Manca la volontà politica, a partire dalla Regione. Io avrei piacere di portare il Presidente Cirio nei nostri campi, nelle nostre aziende. Vogliamo fargli vedere che il grano ce l’abbiamo, non c’è bisogno che Putin dia il via libera alle navi, chiediamo solo di poterlo continuare a coltivarlo, senza che ci asfaltino i campi. La sensibilità verso il nostro mondo è cambiata: la gente ha capito che siamo una parte importante dell’economia. Facciamo un lavoro che non è solo utile a noi stessi ma a tutta la collettività. Oggi le nostre proposte sono state ignorate. Se esistono problemi di viabilità cerchiamo altre modalità per risolverli senza distruggere campi fertili”.
E dalla Coldiretti arriva anche una proposta: “Ci sono altre zone che non valgono nulla dal punto agricolo, i terreni demaniali delle Vaude, per esempio, che non usa nessuno. Non ci sarebbero problemi per gli agricoltori in quel caso, noi non vogliamo la strada qui, ma comunque non vogliamo che danneggi altri”.
E poi, di che parliamo? La variante è un progetto tutt’altro che nuovo.
“Non si fa - chiarisce Silvia Marchetto - nessuna valutazione rispetto alle esigenze di oggi, gli studi su quella strada sono stati fatti 30 anni fa, facciano uno studio nuovo. In questi 30 anni è cambiato tutto: si predilige il riuso del suolo e non il consumo. Noi invitiamo a non consumare suolo nuovo. Sono cose di buon senso ma ad oggi non ci prendono in considerazione. Noi, comunque, la nostra raccolta firme l’abbiamo consegnata in Comune, ora l’amministrazione di Rivarossa dovrà decidere cosa farne, non credo possa ignorare 100 firme tra la cittadinanza”.Di cosa parliamo?
Il via libera alla nuova variante alla 460 Lombardore-Front è arrivato nel pomeriggio del 2 febbraio scorso durante la seduta preparatoria del Comitato Interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. 135 milioni di euro, di cui 25 per la bretella canavesana.
Le risorse messe in gioco sono quelle del Fondo di coesione e sviluppo.
A dare la trionfale notizia è stato l’assessore regionale ai Trasporti, MarcoGabusi, assieme al Presidente della Regione Alberto Cirio.
Secondo i promotori decennali della nuova strada, il progetto della bretella dovrebbe alleggerire il traffico automobilistico in quella zona del canavese e rafforzare l’efficienza delle industrie di stampaggio a caldo.
Le strade di quella parte di Canavese sono infatti affollate da sempre di pericolosi mezzi pesanti che fanno la spola per consegnare i materiali alle fabbriche del territorio, impegnate soprattutto nei settori dello stampaggio a caldo e della meccanica di precisione.
Tutt’altro che infrequenti erano quindi gli incidenti in cui finivano coinvolti, magari mortalmente, pedoni e automobilisti più “deboli” per via dello scontro con i mezzi pesanti.
Questi 25 milioni sono quindi un investimento non indifferente che rientra nelle politiche di miglioramento delle infrastrutture e nelle politiche industriali. Il finanziamento, infatti, serve sicuramente a migliorare la viabilità in un territorio in cui è carente, ma anche ad agire sull’efficienza delle imprese (da qui l’interesse degli industriali) fornendo loro una viabilità più agile che a lungo termine permetterà di ridurre qualche spesa per il carburante e di prendersi qualche rischio di incidenti in meno.
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