ALTO CANAVESE. Continuano i lavori per arrivare, pian piano, a posare la prima pietra della nuova variante alla 460. Il 15 giugno ci sarà un incontro in Città Metropolitana, la quale “ha l’incarico da parte della Regione di aggiornare il progetto, perché da quello del 2013 qualcosa è cambiato” racconta Andrea Perino, sindaco di Front.
Sarà anche l’occasione per cominciare a mettere a punto il comitato di monitoraggio dell’opera, che sarà rappresentato proprio da Andrea Perino. L’idea del comitato era nata da una proposta fatta da Cirio quando, al Municipio di Front, ne aveva enunciato la necessità al fine di garantire che l’opera andasse avanti senza ingorghi.
Perino vuole anche parlare coi coltivatori diretti, che stanno protestando da quando l’assegno da 25 milioni è stato staccato perché ritengono che la nuova variante consumerà del suolo fertile utile alla loro attività imprenditoriale.
“Incontreremo i Coltivatori Diretti, che probabilmente chiederanno di ripensare il progetto incluendo sottopassi e misure aggiuntive per non consumare il terreno fertile. Io ho parlato sempre con loro, abbiamo dialogato. Mi dispiace dover utilizzare il terreno fertile, ma il progresso non si può arrestare”.Perino fa anche del brainstorming tirando fuori possibili soluzioni al problema della futura mancanza di terreno fertile: “Sicuramente bisognerà rimborsare i coltivatori - afferma - ma si potrebbero trovare anche soluzioni di altra natura.Come ad esempio l’utilizzo, da parte dei coltivatori, di aree del Parco della Vauda per lo stralcio del foraggio”.
Per Perino, però, i vantaggi dell’opera si estendono anche agli agricoltori. Come aveva già fatto notare Roberto Andriollo all’incontro con Cirio, infatti, la nuova variante potrebbe portare dei turisti che da Torino vengono a godersi la montagna e la campagna che può offrire il Canavese.
“Ho fatto notare ai coltivatori - aggiunge il sindaco di Front - che migliaia di turisti in più arriveranno, magari il sabato e la domenica, per visitare il nostro territorio. Una buona idea, in quel caso, potrebbe essere trasformare le cascine in agrigelaterie o in agrimacellerie, come è stato fatto nel cuneese”.
L’invito del primo cittadino di Front è quello ad “allargare l’orizzonte” per trarre il massimo dalla nuova grande opera finanziata dopo trent’anni di proposte di imprenditori e sindaci canavesani. “Alla riunione del 15 - conclude - inviterò anche alcuni sindaci, un rappresentante di categoria per gli industriali e uno per gli agricoltori”. Il motto, probabilmente, sarà quello già esposto da Cirio durante la sua visita a Front: ascoltare tutti, dopodiché andare avanti. Vedremo se questo metodo darà i suoi frutti.
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