MATHI. In un gruppo Facebook di cittadini mathiesi, la scorsa settimana uno di loro ha chiesto lumi sul centro estivo comunale, che quest’anno, in continuità con le estati precedenti, non verràprobabilmente organizzato. “I numeri degli iscritti sono molto bassi - spiega il sindaco Maurizio Fariello - e purtroppo la stessa cosa è avvenuta anche in altri Comuni. Le cose sono iniziate ad andare così anche per via della pandemia”.
Ad ogni modo, il primo cittadino non dispera, perché in paese c’è una valida alternativa: “A Mathi abbiamo l’estate ragazzi della parrocchia, che è assolutamente competitiva e dai costi più bassi” dice. Si parla di una differenza di venticinque euro: 65 a settimana per il centro estivo comunale, 40 euro per quello parrocchiale. Queste tariffe sono calcolate per chi decidesse di partecipare sia alle attività del mattino sia a quelle del pomeriggio.
La differenza è dovuta al fatto che, mentre gli educatoridel centro estivo comunale sono assunti e quindi vengono pagati, la Parrocchia può disporre dei giovani volontari che animano le estati dei più piccini. Questo abbassa i costi pur mantenendo, a detta del sindaco stesso, un’alta qualità del servizio.In realtà, le cose non sono sempre andate così. “Prima, il centro estivo parrocchiale era solo pomeridiano, mentre al mattino c’era quello del Comune” dice Fariello. Così, chi voleva, aveva la possibilità di portare i figli da entrambe le parti. Una comodità assoluta soprattutto per quei genitori che d’estate lavorano e si trovano in difficoltà vista la mancanza della scuola.
Poi, la Parrocchia decise di estendere a tutto il giorno il centro estivo, risultando da quel momento indubbiamente più competitivo di quello comunale.Venne così presa la decisione di non continuare un meccanismo concorrenziale ritenuto non del tutto opportuno.
Chi in quell’amministrazione,con al timone l’attuale consigliere di minoranza Tommaso Turinetti, faceva l’assessore è il consigliere Giuseppe Frand Genisot: “Il problema del doppio centro estivo - racconta - c’era anche quando ero assessore. All’epoca le famiglie erano contente perché il servizio offerto dall’oratorio era ottimo e con dei costi ridotti, e così non ci era sembrato giusto fare concorrenza”.A dire il vero, Fariellosarebbe ben contento di ripristinare la tradizione del centro estivo comunale. “Ma se non ci sono i numeri non riusciamo” spiega. Con quattro iscritti per il centro estivo della scuola dell’infanzia, ad esempio, i costi sarebbero insostenibili per il bilancio del Comune.
Dunque, lunga vita al centro estivo parrocchiale.Che presenta sicuramente degli indubbi vantaggi e ha tutti i crismi per venire incontroanche alle famiglie dai redditi più bassi, ma che potrebbe essere meno attraente per chi cerca un ambiente non connotato in senso religioso.
Una possibile soluzione che le Giunte dei paesi che si trovano in questa situazione potrebbero discutere, ovviamente misurando preventivamente il bisogno reale e il numero di cittadini che sarebbero interessati, potrebbe esserel’investimento difondi provenienti dalle casse del comune per calmierare i costi finali del centro estivo pubblico in modo da renderlo più attraente?
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