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VALLO TORINESE. Schiamazzi notturni: l'amministrazione intervenga

VALLO TORINESE. Schiamazzi notturni: l'amministrazione intervenga
VALLO TORINESE. Alla fine ci risiamo. Avevano ragione il consigliere comunale a Varisella, Tullio Nocera e Anna Carella, i due vallesi residenti nel centro storico che da mesi combattono contro gli schiamazzi notturni provocati, secondo quanto riportano i due, da un gruppo di ragazzi della zona che li aveva anche minacciati nel corso dei mesi. Avevano dichiarato qualche settimana fa che "sì, come dice il sindaco gli schiamazzi non ci sono più, ma riprenderanno". Ed effettivamente sono ripresi, sempre dallo stesso refettorio di proprietà comunale. "Nella notte tra sabato 14 maggio e domenica 15 sono stati lì dentro con la musica ad altissimo volume fino alle 23.30, dopodiché hanno preso a urlare, a suonare il clacson e a lanciare petardi all'incirca fino alle 2 di notte" raccontano i due. "Vorremmo capire perché sono ripresi gli schiamazzi - dice Nocera - e soprattutto quali sono le procedure per affidare il locale a questi ragazzi. Chi apre? Chi Chiude? Come funziona il tutto". Domande legittime, visto che lo stabile è di proprietà comunale. "Io non ho nulla in contrario alla festa in sé - aggiunge Anna Carella - fino alle 22/22.30 la musica può essere tollerata, dopodiché bisogna far sì che le feste non disturbino il vicinato. Loro sono ventenni, venticinquenni, sono giovanissimi, e va bene, ma il brutto è che nei loro atteggiamenti sono coperti dagli adulti". Nocera e Carella hanno fatto partire un'altra denuncia, dopo quella di qualche mese fa. Stavolta hanno anche scritto al Prefetto di Torino, ma facendo in modo che per conoscenza la missiva arrivasse pure all'Amministrazione comunale vallese, alla Tenenza dei Carabinieri di Venaria, ai Carabinieri di Fiano, All'Arpa e all'Asl To4. Nella lettera al Prefetto i due raccontano le vicende che li hanno coinvolti, le intimidazioni che avrebbero subito dal gruppo di ragazzini e l'ultimo episodio, quello di sabato 14. A questo, aggiungono anche che i ragazzi li avrebbero insultati usando "gravi e ripetute offese anche di natura territoriale, essendo noi calabresi". In parole povere, il gruppo avrebbe rivolto loro insulti di matrice razzista degni del peggior leghista di epoca bossiana. Un altro passaggio significativo della lettera al Prefetto è quello in cui Nocera e Carella parlano dell'inesistenza dell'Amministrazione vallese nell'occuparsi della vicenda, nonostante le gravissime intimidazioni, soprattutto rivolte a Carella, che il gruppo aveva perpetrato. "Con nostro sgomento - scrivono i due - non abbiamo ricevuto nessun tipo di aiuto e di solidarietà dal sindaco ma solo un invito a soprassedere alle 23 di sera perché tra gli identificati (qui si riferiscono a un episodio di schiamazzi avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 ottobre, ndr) c'era anche il figlio". Il sindaco di Vallo Alberto Colombatto, interpellato da La Voce, aveva dichiarato di essere contento "che i nostri ragazzi non vadano nelle discoteche altrove ma restino in paese a divertirsi. Ovviamente, sempre rispettando la legge”. Il problema è che, a Vallo, questo pare non accadere. Gli schiamazzi notturni erano così forti che, raccontano Carella e Nocera, "abbiamo dovuto spegnere le televisioni nelle nostre case, perché non riuscivamo a sentire una parola". Questo problema, unito alle minacce razziste e alle intimidazioni, richiede quantomeno che il sindaco inviti i due cittadini in Municipio per parlare della vicenda e per escogitare soluzioni. Sarebbe l'atteggiamento più trasparente e partecipativo. Invece, per ora, solo parole di circostanza. E va bene che il 14 era sabato sera, va bene che a vent'anni far festa viene quasi naturale, ma bisogna farlo in modo da rispettare chi abita nelle vicinanze, visto che la domenica mattina non tutti dormono fino a tardi: c'è chi va in fabbrica o in ospedale a lavorare, chi per motivi di salute necessita di riposo, chi ha i figli piccoli che lo svegliano alle 7. Non si tratta di rivendicare il silenzio assoluto né di invocare politiche repressive nei confronti di ragazzini che vogliono, giustamente, far festa Si tratta di pretendere il diritto di ognuno a disporre delle ore notturne come meglio crede, senza recare disturbo ad altri. Il diritto al riposo va rispettato. E se chi cerca di farlo rispettare viene minacciato, intimidito e lasciato solo allora c'è qualcosa di profondamente ingiusto che va cambiato.  
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