VARISELLA. Battagliatissima l’ultima seduta del consiglio comunale. Lo si poteva capire già dal primo punto all’ordine del giorno, l’approvazione dei verbali della seduta precedente. “Al punto 13 - raccontano Tullio Nocera e Gianpaolo Rizzo della minoranza consiliare di Progetto paese - non viene riportato in narrativa quanto accaduto nello scorso consiglio, compresa una gravissima affermazione del sindaco che, a nostra dichiarazione di interessare il prefetto per l’interruzione del nostro intervento, dichiarava di conoscerlo personalmente e di non temere...”.
Successivamente, è stata portata in discussione anche la proposta di “creare un link per diffondere il consiglio in diretta sui social”. Per la minoranza sarebbe un’ottima cosa, e infatti Tullio Nocera e Gianpaolo Rizzo si sono dichiarati favorevoli, non fosse che “l’abbiamo già proposta noi con una mozione bocciata il 9 agosto 2019! L’amministrazione, come già accaduto, continua a proporre cose che ci aveva bocciato”.
Altra questione: l’aggiornamento dello statuto comunale, che la minoranza aveva proposto con una mozione. La mozione è stata bocciata. “A questa maggioranza non importa delle regole” commentano Nocera e Rizzo. “Il sindaco ha dichiarato che è inutile aggiornare lo statuto perché non serve più, essendo stato superato da altre leggi”.
Un tema su cui Progetto Paese aveva presentato una minoranza era la ratifica di una possibile convenzione con la Polizia Metropolitana per svolgere compiti di sorveglianza in paese. “La mozione è stata bocciata - commentano dalla minoranza - perché il sindaco dice che non ci sarebbero agenti disponibili. Secondo noi bisogna richiamare Città Metropolitana alle sue responsabilità, essendo buona parte del territorio sua competenza”.
In una nota ai giornalisti, inoltre, i consiglieri di Progetto Paese aggiungono sulla questione che “mentre da una parte il sindaco dichiarava che non ci sono soldi per pagare gli operatori in convenzione per l’ordine pubblico, dall’altra ha votato l’aumento di stipendio per la Giunta. Sottolineiamo che noi consiglieri abbiamo rinunciato al gettone di presenza per non gravare sulle finanze del comune”. “Abbiamo fatto notare - aggiungono i consiglieri - nostro malgrado, che non è mai stata applicata la regola di consiglio comunale che prevede la piena disponibilità del regolamento del consiglio durante le sedute, e la consegna dello stesso a ogni consigliere a inizio legislatura”.
Infine passano a segnalare un fatto avvenuto alla fine della seduta: “In coda al consiglio, abbiamo chiesto di intervenire per segnalare un altro argomento, ma il sindaco non lo ha permesso. Inoltre, al termine della seduta, ci ha cacciato fuori perché doveva procedere a una riunione di maggioranza all’interno della sala comunale. Le abbiamo ribadito che non è la sede del suo partito...”.
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