Ponte Castellamonte, Venaria, verrà presto abbattuto per far posto ad una nuova struttura
Mercoledì sera l’imminente abbattimento del ponte Castellamonte è tornato al centro della scena.
L’incontro è stato organizzato da Uniti per Cambiare (rappresentata in Consiglio da AlessandroBrescia) e da Sinistra Civica.
“Crediamo - spiega Brescia - che la buona politica sia quella che entra nel merito, che si interroga, che si confronta per comprendere le ragioni delle scelte che riguardano il bene comune. Proveremo ad approfondire le scelte che hanno portato al progetto di abbattimento del ponte Castellamonte. Con l’obiettivo di contribuire alla riflessione ed indicare altre possibili alternative, discutendo insieme di ambiente, sostenibilità, viabilità e territorio”.
10 anni fa il Comitato Cento Fiori aveva raccolto più di 4500 firme per dire “No” all’abbattimento del Ponte Castellamonte, una sorta di “monumento” in città che resiste da più di 140 anni.
Il tema è stato nuovamente affrontato, recentemente, in Consiglio Comunale dal consigliere di Uniti per Cambiare Alessandro Brescia.
A breve, infatti, l’attuale struttura verrà abbattuta e sarà sostituita con un nuovo ponte, un percorso iniziato ormai 20 anni fa.Un progetto per cui la Città Metropolitana di Torino ha messo a disposizione 2,5 milioni di euro.
Il Professor GiancarloPerosino (consulente ambientale) ha spiegato, però, come i rischi paventati, in realtà non ci siano.
“Si dice - spiega - che il Ponte Castellamonte fa da tappo, che esercita un fenomeno di rigurgito, a monte del ponte l’acqua sarebbe costretta ad esondare. Quindi il ponte, per questo, va abbattuto, anche se ha valore storico. Le cose però non stanno così. Il ponte non è però pericoloso sotto il profilo del rischio idrogeologico e quindi può essere tutelato”.
Perosino, poi, lancia anche alcune idee per tutelare il bene.
“Secondo ci sono tre possibilità: c’è l’ppzione A che prevede il mantenimento dello stato attuale, la C che vede l’abbattimento dell’attuale ponte e la costruzione del nuovo. Possiamo pensare ad uno scenario di mezzo: lasciare il Ponte Castellamonte, costruire quello nuovo che dovrebbe risultare 6 metri meno largo, il passaggio ciclopedonale si potrebbe lasciare su quello vecchio. Non è una soluzione che mi piace ma potrebbe essere un buon compromesso. La contestazione rispetto a questo progetto non riguarda solo il ponte in sè ma anche la realizzazione di parcheggi e cementifacazione nella fascia di pertinenza del Ceronda. Questi progetti, poi, come altri, finiscono per tutelare il trasporto privato verso la Reggia mentre invece si dovrebbe puntare sui mezzi pubblici”.
Grande soddisfazione, per la serata, anche da parte di Sinistra Civica.
“La serata di mercoledì, - commentano dalla lista - dedicata al tema della sostenibilità ambientale e più in particolare ad esaminare il progetto di abbattimento del Ponte Castellamonte, a tutte e tutti i presenti è risultata un interessante momento di confronto collettivo sul futuro del nostro territorio e della nostra comunità. Grazie alla disamina molto dettagliata della progettualità fornita dal nostro esperto Gian Carlo Perosino, si è sviluppato un dibattito estremamente partecipato che ha messo in luce una serie di pareri e convergenze che abbiamo il compito di valorizzare e mettere a fattore comune. In primo luogo, è emerso che il disegno di stravolgimento dell’area circostante al Ponte Castellamonte, avallato dall’attuale amministrazione comunale, stava passando in sordina, senza che la cittadinanza ne fosse al corrente. In secondo luogo, la maggior parte degli interventi, ha posto l’accento sulla distanza fra politica e cittadine e cittadini, e sul fatto che le risorse economiche spesso vengano veicolate verso opere faraoniche e/o dannose per le comunità, dall’impatto ambientale e sociale rilevante, anziché verso i reali bisogni della popolazione”.
Insomma, per Sinistra Civica i soldi andrebbero spesi altrove.
“Così come il parlamento ha deciso, - continuano - solo poche settimane fa, di aumentare in modo spropositato la spesa militare attingendo dalla spesa destinata a sanità e scuola, così il governo locale decide di porre in essere quest’opera dal costo di svariati milioni di euro, senza che siano state implementate politiche di welfare, mai così necessarie dopo due anni di pandemia e con la drammatica guerra in corso destinata a stravolgere la situazione economica soprattutto degli strati più deboli. Nei fatti, sia a livello generale sia a livello particolare del nostro comune, ci pare di poter affermare che si persevera nel portare avanti un modello di sviluppo insostenibile, lo stesso che ha originato la crisi ambientale e climatica che stiamo subendo e che rischia di diventare irreversibile”.
Soddisfazione anche per la partecipazione. Ora Sinistra Civica chiede un contributo ai cittadini.
“La buona notizia - concludono - è che la serata di ieri ci consegna uno spaccato di persone disponibili a partecipare attivamente e fuori dai perimetri tradizionali alla costruzione di politiche alternative. Alla nostra iniziativa erano infatti presenti anche cittadine e cittadine non appartenenti a Progetto Civico ed esponenti della politica locale, un dato questo che prova la bontà di tenere vivi e aperti spazi di dialogo al di fuori delle sedi istituzionali. Per questo motivo, auspichiamo, come già avvenuto per altre iniziative del recente passato, che si possano sviluppare percorsi condivisi e trasversali, che restituiscano a cittadine e cittadini voce in capitolo e opportunità di intervenire sulle questioni che interessano il territorio venariese. Se hai assistito alla serata, sia in presenza sia tramite diretta facebook, ti chiediamo di compilare questo veloce questionario e di inviarlo al nostro indirizzo mail: info@sinistracivica.it”.
In conclusione è intervenuto anche il consigliere di Uniti per Cambiare, AlessandroBrescia.
“La serata è stata molto interessante - commenta - ora nessuno può dire di non sapere anche se non è un momento facile per chi ha un approccio complesso alle cose che complesse sono. Ognuno di noi ha dei ricordi di quei tempi, ci hanno sempre detto che l’opzione zero, di non intervento, non era percorribile e che serviva demolire il ponte. Nel frattempo sono passati 20 anni e questo rischia di essere un progetto anacronistico, evidentemente c’è un livello di sicurezza che è tollerabile, altrimenti ci sarebbe stato un intervento immediato. Questa è una questione politica ma anche tecnica, io con la Stravenaria ho percorso i giardini, sono entrato in Mandria e da uomo della strada pensavo a come fosse possibile che con l’alluvione del 94 lì ci fossero 2 metri d’acqua. E come è possibile che potesse essere il ponte a fare da tappo? Se domani ci fosse un alluvione come quello del 1994 anche con il ponte nuovo ci sarebbe di nuovo un allagamento. Dobbiamo coinvolgere la cittadinanza su questo tema, purtroppo l’amministrazione l’ha messa già in polemica dicendo che è una cosa vecchia, decisa 20 anni fa. All’epoca si decise con le informazioni di quel momento, ora possiamo capire se sono percorribili altre strade. Oggi passare a piedi sul Castellamonte mentre passano le auto non è il massimo, sarebbe certamente utile ad un passaggio solo ciclo pedonale. Il progetto comunque non è ancora partito quindi forse c’è il tempo per proporre queste considerazioni e immaginare nuovi scenari, questa battaglia va portata senz’altro avanti.
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