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VENARIA. Anche sul Ponte Castellamonte Giulivi attacca Brescia

VENARIA. Anche sul Ponte Castellamonte Giulivi attacca Brescia

Ponte Castellamonte, Venaria, verrà presto abbattuto per far posto ad una nuova struttura

Il Ponte Castellamonte è tornato agli onori della cronaca. Un paio di settmane fa, sulle colonne de La Voce, avevamo parlato dell’ormai prossimo abbattimento del ponte. La notizia aveva scatenato una mezza sollevazione sui social da parte dei cittadini al grido di “è un pezzo di storia, non abbattetelo”. 10 anni fa il Comitato Cento Fiori aveva raccolto più di 4500 firme per dire “No” all’abbattimento del Ponte Castellamonte, una sorta di “monumento” in città che resiste da più di 140 anni.  Il tema è stato nuovamente affrontato in Consiglio Comunale lunedì scorso dal consigliere di Uniti per Cambiare Alessandro Brescia.  A breve, infatti, l’attuale struttura verrà abbattuta e sarà sostituita con un nuovo ponte, un percorso iniziato ormai 20 anni fa. Un progetto per cui la Città Metropolitana di Torino ha messo a disposizione 2,5 milioni di euro. “Voi - chiede Brescia in una interrogazione ad hoc - siete pro o contro l’abbattimento del ponte? Gli studi sono stati aggiornati? Oppure la decisione si basa su studi e indagini di 20 e passa anni fa? Perché nel frattempo molto è cambiato”. A raccontara la vicenda, poi, per la maggioranza, ci ha pensato l’assessore Giuseppe Di Bella. “Non vorrei che passasse il messaggio - precisa - che noi siamo per la distruzione quando ci chiamano conservatori. Noi ci atteniamo agli atti preposti, Brescia fu tra i promotori dell’abbattimento del ponte, nel 2012 la giunta Catania si attenne alle indicazioni di tutti i vari enti. La nostra giunta si è espressa nel febbraio 2022. I vari incontri della conferenza dei servizi hanno portato a questo. Nel 2007 già si prevedeva l’abbattimento del ponte. Lei, Brescia, era in giunta, ci sono tutti gli atti documentati e lei è stato uno dei promotori di questa attività. Il ponte, poi, non compare tra i beni culturali tutelati dalla sovrintendenza. Esso non presenta caratteristiche tali da evidenziare importanza culturale”. Una ricostruzione che non è andata in giù a Brescia. “Ha ricostruito - replica - una vicenda in modo fantasioso. La mia domanda era di altra natura, io non sono stato promotore di nessun abbattimento, ci sono stati studi che hanno portato a queste conclusioni. Poi questa decisione è stata stoppata ed è rimasta ferma, sono passati 20 anni. La mia domanda era se la decisione reiterata oggi si poggia sempre su documenti tecnici di 20 anni fa. Le portate di fiumi cambiano, cambia l’assetto idrogeologico del territorio. Chiedevo se c’era uno studio aggiornato rispetto ai calcoli di 20 anni fa”. A margine del Consiglio, poi, è arrivato anche l’intervento del Sindaco, Fabio Giulivi, che su Facebook si è esibito con la sua solita comunicazione solenne, in poche parole un lunghissimo pippone. “Ma secondo voi - racconta - un Sindaco, o un’Amministrazione comunale, può pensare davvero di buttare giù un ponte a cuor leggere e senza reali motivazioni? Lo crede per davvero qualcuno? Per noi i ponti rappresentano un elemento significativo nel panorama architettonico, storico e paesaggistico della nostra Città. L’abbattimento del Ponte Castellamonte non è stato deciso da questa Amministrazione che anzi si trova a dover completare un iter iniziato da amministrazioni precedenti. Tra l’altro in quelle Amministrazioni era presente qualche attuale consigliere di opposizione, che all’epoca ricopriva il ruolo di Assessore e che oggi per sbadataggine o per mero calcolo politico, fa finta di dimenticare chi ha dato il via all’iter volto all’abbattimento. Nelle prossime settimane approfondiremo la questione, dando spazio ai tecnici , per fare il punto della situazione e spiegare la storia di questo percorso. L’accordo di programma del 1999 prevedeva la realizzazione di un nuovo ponte in sostituzione del Castellamonte. Tale ponte è stato considerato abbattibile non dal sottoscritto (che ricordo essere sindaco da 1 anno e 4 mesi) ma da tutti gli enti preposti al controllo, compresa la Soprintendenza che non ha ritenuto di apporre nessun vincolo all’opera. In data 19 Luglio 2007 è stato adottato il progetto di integrazione al piano di stralcio per l’assetto idrogeologico dell’Autorità di bacino del fiume Po, la quale ha evidenziato la non adeguatezza del Ponte Castellamonte alle normative tecniche”. Il Sindaco, poi, si dilunga in una serie di date, delibere, atti di anni e anni fa per poi tornare, per fortuna, ai giorni nostri. “Oggi qualche consigliere d’opposizione - prosegue - chiede di ricominciare da capo richiedendo l’aggiornamento di tutti i pareri tecnici. Con i tempi della burocrazia italiana vorrebbe dire ricominciare un percorso lungo anni. In tal senso tutti i pareri tecnici degli organi sovracomunali preposti alla verifica hanno dato parere unanime. A me sarebbe piaciuto che il ponte potesse rimanere una passerella pedonale o ciclabile ma, a fronte di tali pareri tecnici, le mie considerazioni politiche non trovano fondamento rispetto a quelle tecniche. Dirò di più, se non dessi seguito a quanto approvato da precedenti amministratori, andrei incontro a due possibili rischi: in caso di piena, con allagamento delle aree limitrofe, sarei accusato di responsabilità diretta e mi troverei di fronte al Tribunale per spiegare come mai non ho recepito le indicazioni delle autorità d’ambito; se ritardassi ulteriormente i lavori per il nuovo ponte rischierei di far perdere oltre 6 mln di euro di finanziamenti per la Città di Venaria Reale  con il rischio di danno erariale”. E infine l’ennesimo attacco a Brescia. “Avrebbe - conclude il Sindaco - senso che chi si diverte a far polemica gratuitamente optasse per un maggior sforzo di serietà per non banalizzare un tema così delicato. La situazione è ancora più grave se chi dice no all’abbattimento oggi è appunto lo stesso che ne ha condiviso l’iter autorizzativo qualche anno fa. Bisogna avere il coraggio di giustificare le proprie azioni perchè non si può cambiare idea per ammiccare le simpatie di qualche comitato a seconda del ruolo che si ricopre. La coerenza è una virtù che non si può riporre nel cassetto a seconda che ci si trovi a ricoprire responsabilità di amministrazione oppure ci si trovi all’opposizione. Il rischio è quello di alimentare solo i torrenti dell’ipocrisia”. Mattia Aimola
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