LEMIE/VALLI. Il gruppo consiliare “Progetto Paese per Lemie” presenterà un’interrogazione durante il prossimo consiglio comunale, che avverrà il 2 aprile. L’argomento è tra i più discussi da qualche anno a questa parte.
Secondo la minoranza composta da MimmoDellisanti, FilippoFerraro e PietroPaoloCorda, infatti, nell’esecutivo di Lemie non sarebbe rispettata la parità di genere. Questo è abbastanza facile da confermare: l’esecutivo del piccolo paese valligiano è composto da tre uomini.
E questo, per Progetto Paese, sarebbe un problema. Nel testo della loro interrogazione, infatti, riportano che nei Comuni con meno di 3mila abitanti come Lemie “è previsto che gli statuti comunali e provinciali stabiliscano norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna e per garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali non elettivi del comune”.
Dove questo requisito non è rispettato, i consiglieri propongono di nominare un assessore esterno del genere non rappresentato (in questo caso sarebbe una donna). L’assessore esterno si distingue dall’assessore “tradizionale” perché non è presente in consiglio comunale.
In alcuni casi, però, gli statuti dei comuni non prevedono questa figura: qui, per Progetto Paese, la modifica dell’habitus amministrativo dovrebbe essere ancora più profonda, e dovrebbe portare alla revisione dello statuto del Comune.
Una soluzione, questa, che ai consiglieri di Progetto Paese piace e che, dicono, andrebbe applicata anche a Lemie. Sarannno dunque quattro le questioni che i consiglieri porranno alla Giunta tramite l’interrogazione: “Intende nominare la quota rosa in modo da rappresentare in Giunta Comunale entrambi i sessi? Intende nominare l’Assessore esterno al Consiglio Comunale prima di modificare lo Statuto comunale? Intende fare propria in qualità di Sindaco la proposta di modifica dello Statuto Comunale in merito alla figura di Assessore esterno già dal prossimo consiglio comunale? Intende portare le nostre osservazioni all’Unione Montana Alpi Graie?”.
Già, l’Unione Montana: lì, come in altri “luoghi politici”, la parità di genere negli esecutivi non versa sicuramente in condizioni ottimali. Oltre a Lemie, infatti, anche Usseglio, Traves, Mezzenile e Ceres non presentano alcuna donna nell’esecutivo.
Per la Legge è (quasi) tutto a posto: i comuni citati hanno tutti meno di 3mila abitanti e le disposizioni in materia suggeriscono la modifica statuaria, ma probabilmente non c’è nulla di sostanziale che vincoli i paesi di dimensioni ridotte a realizzare la parità di genere, se non l’esigenza “morale” di farlo.
E’ comunque un percorso lungo e il tema è tra i più dibattuti. L’interrogazione di Progetto Paese, dunque, deve servire ad aprire una discussione e a movimentare il dibattito politico sul territorio, nelle scuole, nei luoghi ricreativi, tra le donne di ogni età. Il percorso verso la parità salariale, simbolica e di potere tra i due generi è ancora lungo: il proliferare di Giunte con una marcata presenza femminile potrebbe accelerarlo?
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