LEVONE. Sono arrivate le dieci persone che fuggivano dalla guerra in Ucraina. Troveranno a Levone un po' di pace e di serenità dopo essere state, fino a poco tempo prima, sotto le bombe russe a Kiev, Mariupol o Kharkiv.
Verranno accolte da tre famiglie levonesi. Sono sei donne e quattro bambini, e proprio in quanto donne e bambini sono gli unici cittadini ucraini che il Governo di VolodymirZelensky ha lasciato uscire dai confini nazionali. Tra loro ci sono le donne che, negli anni Novanta, vennero ospitate dai levonesi perché in fuga da Chernobyl.
Sono rimaste in contatto con chi le aveva ospitate e, nel momento in cui si sono ritrovate nel bisogno, da Levone le famiglie che le avevano ospitate hanno subito risposto alla chiamata d'aiuto. Alcune di loro hanno temporeggiato, sperando che la situazione si risolvesse in tempi brevi.
Ma quando hanno visto che non restava che scappare, si sono incamminate verso il confine con la Polonia e da lì hanno raggiunto, tra mille ostacoli, il Canavese.
"Da un lato hanno provato il sollievo di essere in salvo e di essere con persone che conoscevano già - spiega il sindaco di Levone MassimilianoGagnor -. Ciononostante sono visibilmente scosse perché pensano ai mariti che sono rimasti in Ucraina a combattere o ai genitori anziani che non se la sono sentita di affrontare il viaggio per l'Europa".
L'impressione, per il sindaco, è che queste siano "donne e ragazzi che hanno una grande forza morale, emotiva e fisica perché hanno viaggiato in condizioni precarie, sono usciti dall'Ucraina su treni che rimanevano fermi per delle ore in mezzo al nulla, in Polonia hanno visto il dramma degli altri profughi".
Proprio per questo Gagnor non vuole che il loro arrivo a Levone sia spettacolarizzato, e non ci ha tenuto a scattare alcuna foto da diffondere sui social al loro arrivo: "Hanno sofferto e meritano il rispetto e la privacy" dice.
Durante tutti il viaggio sono rimasti in contatto con le famiglie levonesi che li avrebbero ospitati attraverso gli sms. Dei suoi cittadini il sindaco è fiero: "I levonesi hanno di nuovo dimostrato l'amore che sanno provare verso chi è in difficoltà, completamente imparagonabile con l'indifferenza che spesso si respira nelle grandi città".
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