Nella commissione di martedì sera l’assessore allo sport, LuigiTinozzi (in foto), ha dimostrato, di nuovo, la sua più totale inadeguatezza. Non che servissero nuove dimostrazioni eppure lui si è impegnato e ce l’ha fatta anche questa volta. Martedì sera, nella sala consiliare, c’erano i dirigenti della Virtus, i genitori, papà, mamme, tutti lì per una soluzione, per trovare una “casa” per i loro bambini.
Una questione che deve essere risolta proprio dall’assessore allo sport che, guarda caso, è proprio Tinozzi.
Eppure, il buon Tinozzi, silenziato fino ad un certo punto dal Sindaco, che lo ha anticipato, è intervenuto con un lunghissimo pippone ripercorrendo le storie dei campi sportivi di Venaria fin dai tempi di romani.
Una serie di date, documenti, delibere che nulla c’entravano con la commissione tant’è che dai banchi dei genitori non sono mancati i “Ma che sta dicendo questo? Cosa c’entra con il nostro problema? Ci dica cosa sta facendo?”. Eppure il Don Mosso e il San Francesco sono campi di patate? Cosa ha fatto Tinozzi per cambiare le cose? Nulla.
Ma lui no, a Tinozzi di risolvere la questione della Virtus non frega nulla anche perchè, per lui, la Virtus è un “problema” e lo dice abbastanza chiaramente.
Ma non è ancora tutto, perché la maggior parte del suo intervento Tinozzi lo ha utilizzato per denigrare l’attuale consigliere di minoranza (ex assessore) AlessandroBrescia.
“Il problema - urla Tinozzi - non è che la città non vuole dare impianti ma che c’è un solo impianto che è affidato al Venaria Calcio, lei Brescia incontrava i Presidenti...”.
“La realtà - replicaBrescia - è che Tinozzi in un anno e mezzo non ha fatto nulla per risolvere tutto”.
Dunque l’assessore preposto alla risoluzione del problema, piuttosto che dare risposte ai cittadini intervenuti e rimasti lì fino alle 9 di sera, ha preferito passare il suo tempo a dare la colpa a chi c’era prima.
Chi c’era prima ha sbagliato? Ha fatto giusto? Non è questo il punto, oggi l’assessore allo sport è Luigi Tinozzi e spetta a lui, dunque, dare una soluzione, se c’è, oppure dire che non c’è.
Un politico che, invece, di fronte alle rimostranze dei cittadini se ne fotte, allarga le braccia e dà la colpa a chi c’era prima evidenzia la sua più totale incapacità.
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