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LEINÌ. La maggioranza sa di non sapere nulla sulla nuova legge regionale “allontanamento zero”

LEINÌ. La maggioranza sa di non sapere nulla sulla nuova legge regionale “allontanamento zero”

Francesco Faccilongo, capogruppo di Progetto Leini, e Gabriella Leone, leader di Uniti per Leini

Non hanno avuto il tempo di approfondire, serviva una commissione ad hoc per capire tutto meglio.  Sono state queste, mercoledì sera, le motivazioni portate avanti dal capogruppo di maggioranza, Ezio Navilli, per giustificare il mancato voto a favore (o contro) la mozione (presentata da Francesco Faccilongo e Gabriella Leone) che chiedeva alla Regione di ritirare la legge denominata “allontamento zero”.  E non parliamo di una legge nata ieri ma di un testo su cui si dibatte da mesi e mesi in Regione, nei comuni, nelle associazioni, dappertutto.  Eppure a Leinì i consiglieri di maggioranza non ne sapevano nulla.  Ma, d’altronde, quando la tua mggioranza è senza una chiara identità (e dentro ci sono persone vicine a Fratelli D’Italia e altre vicine al Pd) hai due scelte: o metti la testa sotto la sabbia e ti astieni oppure dici che tu del tema non ne sai nulla. Insomma, una peggio dell’altra. “Voglio approvare una legge regionale che chiamerò ‘Allontanamento zero’”.  Lo aveva annunciato, mesi fa, l’assessora con delega ai Bambini della Regione Piemonte, Chiara Caucino, prendendo la parola in Consiglio regionale.    Pare ci sia – aveva poi spiegato Caucino ai giornalisti – troppa facilità negli allontanamenti. In Piemonte ce ne sono in numero maggiore rispetto alle altre Regioni, dobbiamo essere più cauti. Abbiamo già una bozza della legge la analizzeremo presto. Tra l’altro ho un funzionario che sull’allontanamento zero ha scritto un libro. L’idea è che un bambino sia allontanato dalla famiglia solo in presenza di violenza suffragata da prove certe, e che debba restare, se almeno uno dei genitori è sano e funzionale”.  Il percorso della legge però è bloccato, in stallo in Commissione Sanità.  Nel frattempo sono state tantissime le proteste contro questa legge, l’ultima arriva proprio da Leinì. Faccilongo e Leone, nel testo, chiedono di appellarsi alla giunta Regionale per “la sospensione, in via preliminare, e il ritiro del ddl “Allontanamento zero”; il potenziamento dei servizi a favore delle famiglie e un sussidio aggiuntivo alle stesse; una riflessione sull’organizzazione, modalità di erogazione e coordinamento dei servizi erogati dal settori Educativo, Sanitario e Sociale; una dotazione finanziaria distinta a bilancio regionale per la formazione e messa in organico delle figure professionali afferenti le tematiche del disagio sociale con particolare riguardo a quelle familiari”. Di fronte a questa richiesta sono partite alcune lunghissime supercazzole dei consiglieri di maggioranza, un po’ a favore e un po’ contro la legge. “Prendiamo atto di questa mozione, - spiega Navilli, capogruppo di maggioranza - abbiamo ascoltato le argomentazioni di chi ha potuto approfondire questo argomento. Tutte le volte che approcciamo leggi che riguardano la fragilità delle persone il rischio che corriamo è di semplificare rendendo semplici problematiche che non lo sono e che rischiano magari di fare grandi danni. Con questo non voglio dire che l’argomento non sia stato molto dibattuto. Anzi la proposta di legge risale a due anni fa. Sarebbe stato interessante ascoltare anche chi fa questa proposta. Questa dell’allontanamento è una proposta che a primo avviso appare non comprensibile, è un diritto primario, però, crescere all’interno della propria famiglia. Questa legge lascia pensare che non si allontani più nessun bambino anche dove ci sono situazioni gravi. Facciamo una commissione e parliamone, invitiamo qui a Leinì la Caucino, ritirate la mozione”. Peggio ancora fa Alberto Massasso. “È una legge - interviene - riduttiva e penalizzante. Prendere una decisione sulla base di un atto che non consociamo, però, non è facile e non è detto che il testo attuale sia quello che arriverà a compimento”. Parole che hanno mandato su tutte le furie la minoranza. “Ormai le nostre posizioni politiche - attacca Francesco Faccilongo di Progetto Leinì - hanno distanze siderali. Se si parla di buche è un conto ma qui parliamo di bambini. Essere adulti significa avere delle opinioni, io ho vissuto sulla mia pelle il dolore di allontanare i bambini dalle loro famiglie, l’ho vissuto sul lavoro. Trovo scorretto che dopo un mese che abbiamo presentato questa mozione, che ha avuto un dibattito notevole, con tanti consigli che si sono espressi nella provincia di Torino ora non si riesca a votare a favore o contro, ad avere un’idea. Si sono espressi personaggi di tutti i tipi”.  Non ha dubbi neanche l’ex Sindaca Gabriella Leone, “Questa legge - precisa - non fa bene al minore, io mi affianco ad una serie di associazioni che la pensano allo stesso modo. È passato un mese e dovreste avere qualche idea. Questa mozione deve essere votata perché questa responsabilità me l’assumo”. La mozione “allontanamento zero” è stata, infine, approvata con soli 3 voti favorevoli (Faccilongo, Gabriella Leone e Pierluigi Leone) ed 11 astensioni (quelle della maggioranza: nè di destra, né di sinistra ma all’insegna della superficialià).
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