Ponte Castellamonte, Venaria, verrà presto abbattuto per far posto ad una nuova struttura
10 anni fa il Comitato Cento Fiori aveva raccolto più di 4500 firme per dire “No” all’abbattimento del Ponte Castellamonte, una sorta di “monumento” in città che resiste da più di 140 anni.
Il tema è stato nuovamente affrontato in Consiglio Comunale lunedì scorso dal consigliere di Uniti per Cambiare Alessandro Brescia.
A breve, infatti, l’attuale struttura verrà abbattuta e sarà sostituita con un nuovo ponte, un percorso iniziato ormai 20 anni fa. Un progetto per cui la Città Metropolitana di Torino ha messo a disposizione 2,5 milioni di euro.
“A nome di Progetto Civico - spiega il consigliere Brescia - ho protocollato un documento che riguarda il ponte Castellamonte, dopo anni di silenzio pare si sia in procinto di intervenire con l’abbattimento del ponte. Vorremmo porre l’attenzione su questo: è vero che è tutto deciso ma è stato deciso 20 anni fa. Nel frattempo sono successe tante altre cose, compresi i lavori per fare i parcheggi lungo via Carlo Emanuele. Ci sono nuovi calcoli?”.
L’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe di Bella, però, ha chiuso le porte a qualsiasi ripensamento.
“È una cosa atavica, - replica - si sono espressi tutti gli enti a questo scopo chiamati e non c’è un ente che abbia detto “il ponte non s’ha da fare”, in ultimo la commissione igienico edilizia, manca solo il parere di Papa Francesco e poi ci sono tutti”.
Brescia, però, non ci sta e rilancia così.
“Questo è quello che prevedeva il progetto - precisa l’esponente della minoranza - della nuova accessibilità da nord alla Reggia con tanto di nuovo ponte sul Ceronda. Un progetto che si era fermato in questi 15 anni ed oggi è stato ripreso per essere attuato. Un progetto elaborato circa 15 anni fa, insieme alla progettazione dei parcheggi, quello già realizzati, tra il corso Carlo Emanuele e la sponda del torrente”.
L’attuale amministrazione, però, non ha cambiato quanto già deciso in passato.
“Purtroppo l’Amministrazione Giulivi - continua Brescia - non ha mostrato particolare interesse alla possibilità di ridiscuterne, l’assessore Di Bella ha liquidato il tutto come una decisione già presa ed approvata da tutti gli Enti interessati al procedimento. Cosa fatta, capo ha. Vero. Ma nel frattempo sono passati circa 15anni. Gli studi idraulici e geomorfologici alla base dell’ipotesi di abbattimento sono stati realizzati nel 1998 e 2009. E alcuni lavori di messa in sicurezza e contenimento sono stati realizzati, per far posto ai parcheggi. Al tempo alcuni tra noi presero atto degli studi e delle risultanze tecniche, altri li contestarono con l’obiettivo di capire se vi fossero altre ipotesi di mettere in sicurezza l’area oggetto d’intervento. Oggi, insieme, con un documento che ne ha ricostruito la storia, abbiamo chiesto all’Amministrazione se tali studi sono stati aggiornati, e se, alla luce della mutata situazione, altre ipotesi, meno impattanti che quella di abbattere e costruire a monte un nuovo ponte, sono state riconsiderate”.
Il tema è sbarcato anche in Consiglio Regionale, mercoledì 2 marzo, con una question time del Consigliere MarcoGrimaldi di Liberi Uguali e Verdi.
“Attualmente l’accesso alla Reggia di Venaria - ha spiegato - è possibile da due punti. Uno di questi è il ponte Castellamonte, che però verrà demolito a breve, nonostante il suo valore storico, per fare posto a un nuovo ponte sul torrente Ceronda. Un progetto che presenta molte criticità e dubbi sulla sicurezza idraulica”.
Sul tema però la Regione non ci sente.
“Il Ministro per i beni culturali - ha detto l’assessore regionale Vittoria Poggio - ha sottoscritto con la Regione e i Comuni interessati un accordo quadro per la rivalorizzazione alla Reggia di Venaria Reale e del Parco della Mandria. Tra gli interventi previsti c’è proprio quello del ponte, che sarà curato dalla Città Metropolitana ed è stato sottoposto a valutazione di impatto ambientale. I pareri idraulico e paesaggistico sono risultati positivi e sono dunque stati approvati dalla Regione e dallo stesso Comune di Venaria. Le rilevazioni hanno confermato che il ponte attuale ha criticità anche per quanto riguarda la sicurezza idraulico quando il fiume è in piena. Il nuovo ponte terrà in considerazione questo aspetto. Ci saranno è vero alcune criticità per quanto riguarda la viabilità, così come contestato dal consigliere Grimaldi, ma si è scelto di dare priorità alla sicurezza”.
Si schiera con Grimaldi, però, il circolo di Sinistra Italiana di Venaria.
“Ringraziamo Marco Grimaldi- spiegano dalla sezione - per aver dato voce in consiglio regionale alle perplessità che da anni rivolgiamo alle varie amministrazioni comunali che si sono susseguite in questi ultimi anni. Raccogliamo con ovvia inadeguatezza e mancanza di visione futura per non dire mancanza di conoscenza del territorio localee competenza in materia,la risposta che la Regione Piemonte cerca di farfugliare con la voce dell’assessore. Sinistra Italiana di Venaria Reale con le compagne e i compagni del circolo continueranno a contrastare politicamente l’abbattimento del ponte Castellamonte con ogni mezzo, insieme a Sinistra Civica e Uniti per Cambiare. Chiediamo a tutte le forze politiche di sinistra a Venaria ,alle cittadine e cittadini di unirsi per proteggere un ponte che viene svestito dal proprio valore storico e culturale e travestito da potenziale colpevole dei disastri idrogeologici futuri solo per nascondere uno sperpero insensatodi denaro pubblico”.
E infatti, nel documento tecnico - politico presentato da Alessandro Brescia e Giancarlo Perosino (Sinitra Civica) si dettagliano tutti gli errori.
“Gli impatti più rilevanti - si legge - si riferiscono al quadro paesaggistico ed all’ecosistema fluviale. Per quanto riguarda il paesaggio occorre ricordare che il ponte Castellamonte venne ultimato nel 1878 (quasi 150 anni fa) e quindi sicuramente di interesse storico, ma ciò stranamente non viene riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali che, in sostanza, non propone osservazioni. La presenza del ponte Castellamonte rappresenta un contesto paesaggistico che fa parte della storia della Venaria Reale all’opposto la struttura del nuovo ponte (quello in progetto) comporta un impatto visivo che riteniamo assai negativo; eppure, per quanto riguarda l’autorizzazione paesaggistica, non risultano obiezioni da parte della Regione Piemonte e dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti della Città Metropolitana di Torino”.
Si è a lungo raccontato, poi, che il nuovo ponte “proteggerà” il territorio da possibili esondazioni.
“La “messa in sicurezza” del Ceronda - spiegano Brescia e Perosino - quale subordinazione rispetto a qualunque intervento nelle sue fasce fluviali è un “mito” o una “speranza illusoria”. Non è possibile impedire al fiume di esondare, di occupare le aree che idrologicamente gli appartengono. La realtà è scomoda da accettare, ma va comunque spiegata ai cittadini”.
E a chi dice che il nuovo ponte servirà a convogliare il traffico verso la Mandria i due replicano così.
“Il nuovo ponte, - si legge nel documento - secondo quanto previsto dal progetto, è ritenuto indispensabile in quanto quello storico Castellamonte è ritenuto poco sicuro sotto il profilo strutturale e inadatto per il notevole traffico verso la Mandria, l’area industriale ed i nuovi parcheggi. Bisognerebbe invece considerare una diversa politica dei trasporti orientata alla riduzione di quello privato verso la Mandria (si tratta di un parco ai margini della metropoli torinese e quindi con possibile ed auspicabile accesso con i mezzi pubblici, anche a servizio della Reggia)”.
Brescia e Perosino, quindi, chiedono di fermare il processo che porterà alla demolizione del Ponte per provare a ragionare su un progetto diverso.
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