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ROBASSOMERO. Robassomero Vivace risponde a Mangani sulla piscina

ROBASSOMERO. Robassomero Vivace risponde a Mangani sulla piscina

Rosalia Mangani e Renata Capello

ROBASSOMERO. Il comitato Robassomero Vivace, nelle firme di Renata Capello e Salvatore Perrone, ha risposto al nostro articolo del 15 febbraio che aveva per titolo “Abbiamo una bozza del bando della piscina”. Nel pezzo, la sindaca Rosalia Mangani spiegava che era disponibile una bozza del nuovo bando per la piscina, e riepilogava alcuni retroterra che avevano condotto la struttura alla situazione in cui versa ora. Il comitato Robassomero Vivace vi ha trovato delle presunte storture, e ha deciso di denunciarle inviando una lettera ai giornali e al Comune stesso. In prima istanza, il comitato risponde alle affermazioni della sindaca secondo cui “la River non ha lasciato la struttura in condizioni ottimali”. Scrive il comitato: “L’Amministrazione comunale ha deciso la restituzione della parte residua della cauzione senza preventivamente verificare la presenza di danni agli impianti e/o alle strutture”. Proseguono poco più avanti gli attivisti: “In tal modo viene vanificata la funzione del deposito cauzionale che è, per l’appunto, quella di garantire all’Ente concedente, entro certi limiti di importo, la possibilità di rivalsa immediata”. In seguito, il comitato obietta al virgolettato della sindaca in cui si parla di “assenza di gravi danni strutturali” nella piscina dopo tanto tempo di immobilità. Robassomero Vivace scrive che “Quando si presenta il caso di una chiusura dell’impianto che dura ormai da quasi due anni, il Sindaco [deve] citare anche i circolatori, le masse filtranti,le cinghie, le giranti, i motori delle UTA, i quadri elettrici, la caldaia e gli estesi segni di condensa e muffa citati rilevati nel corso dei sopralluoghi effettuati in contraddittorio tra le parti nel 2020”. Tutte situazioni, queste, che richiedono un intervento dell’Amministrazione. Mangani, nel nostro articolo, parlava di come l’Amministrazione fosse in contatti con dei tecnici che stabiliscano come procedere, ma non specificava i tipi di interventi già effettuati e quelli da effettuare. Infine, l’ultimo punto controverso sollevato dal comitato riguarda l’affidamento della stesura del nuovo bando a un legale, misura, questa, disposta dall’Amministrazione. Mangani dichiarava a proposito: “L’abbiamo affidato ad un legale per completezza. Ci sono nuove forme da rispettare che fanno sì che gli uffici comunali non possano stendere il bando”. Per Robassomero Vivace ci sarebbero state altre procedure più valide e meno dispendiose per compiere la stessa operazione, quali il supporto dell’Unione dei Comuni del Ciriacese e del Basso Canavese. Nel consorzio va segnalata, dicono gli attivisti, soprattutto “l’esperienza più che positiva dell’Amministrazione comunale di Cirìè (Amministratori e organico amministrativo) che, trovandosi nelle stesse nostre condizioni, ha operato con tempestività e professionalità nel dare corso alle procedure necessarie per riaprire la Piscina di Via Grande Torino già a settembre 2021”. Capello e Perrone si chiedono quando anche Robassomero potrà rivedere di nuovo la sua piscina.
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