VALLI DI LANZO. Le Valli di Lanzo sono indietro sulla Banda UltraLarga. Di tutti i suoi Comuni, solo alcune parti di Lanzo, Fiano e Cafasse e Vallo si sono visti portare a termine il cablaggio. Questo è avvenuto perché ci sono stati dei ritardi nella diffusione della tecnologia. Il 1 marzo il problema, esteso a tutto il Piemonte, è stato discusso in Regione.
A che punto è il Piemonte rispetto al piano strategico Bul (banda ultra larga) e alla digitalizzazione dei territori con particolare attenzione a quelli più interni e disagiati? Questo il tema al centro della richiesta di informativa che il consigliere Pd Alberto Avetta ha rivolto all’assessore all’Innovazione Matteo Marnati, nella seduta odierna della seconda Commissione, presieduta dal consigliere Mauro Fava.
“La Regione su Bul, ha un doppio ruolo - ha esordito l’assessore Marnati - cofinanzia l'intervento attraverso i fondi europei e monitora l'andamento del piano. L’avanzamento progettuale e l’apertura cantieri, nonché le fasi successive di posa della fibra e relativo collaudo sono a carico di Open Fiber,la società che ha vinto la gara d’appalto lanciata dal Ministero dello Sviluppo economico attraverso Infratel. Quest’ultimo anno ha visto una grande accelerazione nei lavori: due terzi dei comuni in area bianca avranno, entro 2022, la fibra attiva. Nel dettaglio, sono 251 i comuni con collaudo certificato già pronti al collegamento, 59 i comuni che hanno ottenuto il collaudo per iscriversi, 400 cantieri chiusi in attesa di collaudo; 618 i comuni con progetto esecutivo approvato e lavori non ancora partiti. La Regione svolge inoltre funzione di monitoraggio attraverso la cabina di regia di cui fanno parte gli enti locali, la cui prossima riunione è convocata già per 15 marzo 2022. Nel corso del 2021 - ha concluso l’assessore -la Regione Piemonte ha inoltre promosso un bando rivolto agli enti locali per lamigrazione servizi pubblici ecloud, a cui per ora hanno risposto 330 comuni. Continueremo poi ad organizzare webinar per promuovere servizi e iniziative in collaborazione con Anci e Uncem”.
L'obiettivo è creare un'infrastruttura pubblica di telecomunicazioni che si serva della Banda Ultralarga. I fondi per farlo provengono dall'UE (1 miliardo di euro) ma non solo. Dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale - Agenda Digitale - arrivano circa 17,7 milioni di euro; dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, circa 45,6 milioni di euro; dal Fondo Sviluppo e Coesione, circa 26,5 milioni di euro; da fondi privati disponibili da Operatori Telecomunicazioni, circa 200 milioni di euro.
Tutto fantastico, non fosse che "siamo indietrissimo e i processi di diffusione della tecnologia andrebbero accelerati". Il virgolettato è di Daniele Marietta, sindaco di Cafasse e assessore alle telecomunicazioni dell'Unione Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone.
Il suo paese è addirittura tra i privilegiati, perché una parte, la frazione Monasterolo, è cablata in fibra. "Però a Cafasse la Telecom non ha ancora fatto i lavori nonostante avesse l’autorizzazione da gennaio 2021" lamenta Marietta. Quindi è come se nulla fosse stato fatto.
Quali lavori sarebbero necessari per introdurre la connessione veloce nelle case? "Si tratta di allacciare la fibra ottica ai vari armadi presenti sul territorio - spiega Marietta -. ma quasi nessun territorio è allacciato nella parte alta delle valli. In alcuni comuni si è bypassato il problema ricorrendo al wireless, ma non può essere una soluzione definitiva. Va effettuato il cablaggio per renderla tale".
Tutto fa pensare che questi comuni non vedranno la connessione rapida entro quest'anno come promesso dalla Regione. Rimarranno, in altri termini, "aree bianche". Le aree bianche sono unità immobiliari "a fallimento di mercato, in cui sono assenti interventi di investimento di operatori privati" si legge sul sito del Mise. Questa definizione risale al 2016.
Sono terre di nessuno, dunque, dove ai privati non conviene investire. Lo Stato aveva deciso di metterci una pezza e farci dei lavori, e il Mise aveva lanciato tre gare attraverso la sua società Infratel. Tutte e tre erano state vinte da OpenFiber, che opera ancora adesso per cablare i territori.
I lavori sono cominciati nel 2018, ma solo il 30% dei comuni che dovrebbero essere stati cablati si sono visti cominciare i lavori in casa. C'è già un bel ritardo da scontare. Anche Marco Bussone, Presidente Uncem, ha ribadito il concetto già espresso da Marietta: "L'assessore Marnati ha detto che stanno accelerando con le operazioni, ma l'accelerazione deve avvenire subito".
Oltre a finire presto i lavori, per Bussone bisogna anche saper comunicare con la popolazione: "Se viene terminato il cablagio in un paese ma nessun cittadino compra il pacchetto di fibra l'operazione è stata senza dubbio fallimentare. Lo Stato e gli operatori devono andare a dire al cittadino che si può comprare il pacchetto da venti o trenta euro al mese, se no i cittadini non lo comprano. Negli ultimi anni ci sono stati solo 21mila cittadini italiani che hanno acquistato un pacchetto di fibra".
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