ROBASSOMERO. La piscina comunale era stata abbandonata durante la pandemia dalla River, società che avrebbe dovuto gestirla fino al 2024. Da quel momento in poi l'Amministrazione guidata da Rosalia Mangani ha un gran da fare per rimettere in piedi l'impianto.
Nel frattempo non sono mancate le critiche. Renata Capello, assessore comunale con deleghe varie dal 1995 al 2019, aveva puntato il dito contro il presunto immobilismo della sindaca nell'occuparsi della piscina. Niente manutenzione, diceva Capello, nessun tecnico che vada lì a capire come butta.
Attraverso il suo comitato civico, "Robassomero Vivace", Capello aveva anche inviato una lettera al comune in cui chiedeva lumi sul motivo per cui la stesura del nuovo bando di riassegnazione della struttura sia stato affidato a un legale. Non bastavano gli uffici comunali?, si chiedeva.
Mangani parte da qui per rispondere: "L’abbiamo affidato a un legale per completezza. Ci sono nuove norme da rispettare che fanno sì che gli uffici comunali non possano stendere il bando. Abbiamo già la bozza, ma il problema è che per partecipare bisogna avere una serie di dati che stiamo ancora acquisendo da altri professionisti esterni. Ci vogliono delle competenze particolari per un bando altrettanto particolare, diverso da quello per la costruzione di un'opera pubblica".
Per quanto riguarda la manutenzione, "siamo in contatto con dei tecnici che ci hanno detto come operare, e abbiamo ricevuto direttive in merito alla manutenzione della piscina. L'acqua diventerà verde, certo, ma non ci saranno danni strutturali".
Probabilmente l'amministrazione delegherà alla nuova società sportiva la manutenzione dello stabile. "Va anche detto - aggiunge fuori dai denti la sindaca - che la River non ha lasciato la struttura in condizioni ottimali...".
L'ultimo punto sollevato da Capello riguardava possibili assegnazioni temporanee della piscina che non passino per la via del bando. L'ex assessore le indicava come strade percorribili, sulla scia di quanto già fatto a Borgaro di fronte alla stessa situazione.
"Ci sono pervenute richieste da associazioni sportive - risponde Mangani - ma abbiamo preferito aspettare il bando perché pensavamo che sarebbe stata la soluzione migliore". Ci vuole tempo, dunque. La pubblicazione del bando metterà tutti d'accordo. Almeno si spera.
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