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FRONT. Coldiretti: "Ci opporremo con tutti i mezzi alla nuova bretella"

FRONT. Coldiretti: "Ci opporremo con tutti i mezzi alla nuova bretella"

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FRONT. Coldirettti sceglie la linea dura contro la bretella che collegherà Lombardore e Front. Secondo l'associazione degli agricoltori, il progetto di realizzazione della nuova strada andrà a danneggiare i campi ancora fertili per favorire l'industria canavesana che, dicono, è sempre più debole. Sui 25 milioni che verranno stanziati per la realizzazione della nuova bretella Front-Lombardore sono tutti entusiasti: sindaci, deputati, consiglieri regionali e industriali locali. Un quasi-plebiscito che non deve lasciar intendere che il nuovo progetto metta d'accordo tutti. Silvia Marchetto, Presidente della Coldiretti di Rivarossa, è tra le voci contrarie, così come lo è, da sempre, la sua associazione. "Non è una buona notizia per il mondo agricolo - spiega la presidente -. Ci opporremo in qualunque modo, luogo e sede affinché non venga realizzata una strada così impattante". Il tono di voce e le argomentazioni di Marchetti fanno presagire che tra gli agricoltori nessuno vuole mollare la presa. I motivi sono presto detti: "Si andrà a danneggiare in modo irrimediabile l'agricoltura a favore di un altro settore, l'industria, che sta solo vedendo chiusure e crisi. Per di più, il vantaggio che questa bretella apporterà all'industria è tutto da dimostrare..." Gli agricoltori denunciano anche la poca collaborazione delle istituzioni di fronte ai tentativi di mediazione: "Abbiamo sempre sostenuto l'idea di migliorare la viabilità esistente, e abbiamo anche proposto un'alternativa che non è stata accettata - prosegue la Presidente -. Che sia chiaro: sul progetto del 2013, per così com'è, la nostra opposizione è netta". Ma quali sono i motivi per cui la strada sarebbe gravemente impattante? "La bretella passerebbe interamente in zona agricola fertile, e dunque su terreni irrigui sui quali si fonda il nostro reddito. Gli agricoltori si vedranno smontare le proprie aziende, che, va detto, sono portate avanti anche da giovani che hanno deciso di fare questo lavoro perché credono nella terra e ci vedono un futuro". Non si può dire lo stesso per il settore industriale: "Trent'anni fa - sostiene Marchetti - l'industria canavesana lavorava a pieno regime, oggi non più. Ciononostante, io ho rispetto per le industrie che danno lavoro alla gente, al contrario degli industriali, che di rispetto, per noi, non ne hanno. Per questo noi restiamo disponibili ad ampliare e  migliorare la mobilità esistente, ma non a costruire questa nuova strada". Il presidente conclude poi tentando di evidenziare l'importanza sociale dell'agricoltura, che è il motivo principale per cui andrebbe valorizzata e non penalizzata: "L'agricoltore non lavora per sé stesso, ma per la comunità. Durante il covid questo mestiere è stato inserito nelle categorie dei lavori indispensabili, perché garantisce la sussistenza di tutta la comunità. Questo dovrebbe far riflettere".
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