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ROBASSOMERO. Renata Capello: “Che ne sarà della piscina?”

ROBASSOMERO. Renata Capello: “Che ne sarà della piscina?”

Renata Capello leader del comitato Robassomero Vivace

ROBASSOMERO. Non è la prima volta che Renata Capello, coordinatore del comitato Robassomero Vivace, solleva delle critiche sull’operato dell’attuale Giunta di Robassomero guidata da Rosalia Mangani. In questo caso, la questione che Capello pone all’attenzione della cittadinanza riguarda la gestione della palestra “Primo Nebbiolo” e della piscina a essa associata. Il complesso era stato dato in gestione nel 2004 alla Polisportiva UISP River Borgaro. “In quel momento, però, la piscina non esisteva ancora – spiega Capello-. La convenzione prevedeva dieci anni di gestione, e così nel 2014 sono state rimesse le carte in tavola e la River ha accettato di continuare a gestire lo stabile. La piscina è poi arrivata solo nel 2017”. La coordinatrice del comitato Robassomero Vivace - Italia Viva afferma poi che il primo anno di attività della piscina era andato a gonfie vele. Due anni dopo è arrivata la pandemia. Con la pandemia - spiega Capello la River ha dovuto chiudere in quanto non ha ricevuto gli introiti necessari a gestire tutto il complesso”. Ed è da questo momento che, secondo l’ex assessore, la Giunta Mangani avrebbe cominciato a commettere i primi errori. Tutte le altre amministrazioni che avevano affidato alla River la gestione delle loro piscine comunali (Ciriè, Leinì e Borgaro) si sono sedute al tavolo con l’azienda e hanno discusso sul da farsi. La nostra amministrazione non l’ha fatto”. I risultati di questo disinteresse si vedrebbero soprattutto nei mancati interventi di manutenzione ordinaria: “Gli altri comuni hanno mandato dei tecnici per manutenere lo stabile, mentre Mangani, anche qui, non ha fatto nulla” sostiene Capello. Va detto anche che mentre l’anno scorso Borgaro ha riaperto la sua piscina in estate e Ciriè e Leinì hanno pubblicato un appalto per le loro piscine, a Robassomero non è successo nulla. Solo adesso l’amministrazione sta manifestando l’intenzione di fare i lavori all’interno della struttura” conclude Capello. Effettivamente, con una delibera del 21 ottobre scorso la Giunta di Robassomero dichiarava di aver incaricato dei legali sotto corrispettivo di 6mila 566 euro con l’obiettivo di “avvalersi di un supporto legale per la stesura del bando e della relativa convenzione per l’affidamento della gestione al fine di salvaguardare nel migliore dei modi il patrimonio comunale”. A fronte di ciò, però, Capello si chiede quanta acqua dovrà passare tra la manifestazione di intenti e i fatti, dove per “fatti” si intende la riapertura della piscina a pieno regime come avveniva fino a due anni fa. A dire il vero, Robassomero Vivace aveva già inviato al Comune una lettera in cui dichiarava di non comprendere la scelta dell’amministrazione di affidare a un legale l’incarico di definire i termini del nuovo bando. Inoltre, sempre nella stessa lettera il comitato si chiedeva se non fosse ormai troppo tardi per rimediare a possibili danni sostanziali che il fermo della piscina e l’assenza di manutenzione potrebbero aver provocato. Tutte domande legittime, ma per avere un risposta bisognerà aspettare la conclusione del bando e la riapertura della piscina.
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