Nessuno studio medico in città. La scorsa settimana avevamo scritto dell’ultimo progetto saltato.
Con una lettera, datata 19/01/2021, l’Amministrazione comunale aveva, infatti, parlato ai medici di famiglia operanti in San Benigno dell’opportunità, specie in periodo di emergenza sanitaria, di mettere a disposizione dei propri pazienti uno studio medico sul territorio, per facilitare l’accesso ambulatoriale e alle cure in generale.
Per questo il Comune aveva proposto i locali ubicati al piano terreno dell’edificio di proprietà comunale, situato nel cortile municipale, già adibiti a consultorio, approvando contestualmente la bozza di contratto con decorrenza 01/03/2021 per la durata di anni tre, rinnovabili. Nel corso del 2021, però, l’accordo non è stato perfezionato ed è definitivamente saltato.
Lo studio non ci sarà.
La notizia ha fatto un gran rumore sui social e tra i cittadini.
Al momento, infatti, i cittadini di San Benigno non hanno studi di medici di base sul territorio. Un problema a cui l’amministrazione aveva cercato di ovviare, specialmente visto il periodo delicato dal punto di vista sanitario.
“Il gruppo di minoranza - spiega il Sindaco GiorgioCulasso - si è opposto al progetto, adducendo il fatto che nell’ambito dei cespiti, quello previsto come ambulatorio, era un bene non destinabile, quindi la cosa è rimasta lì, si è bloccata. Nel frattempo, poi, abbiamo lanciato una manifestazione di interesse per far si che qualche medico potesse arrivare in città”.
L’amministrazione, poi, ha fatto tutti i passaggi burocratici necessari per rendere “agibile” l’immobile comunale.
“Noi l’abbiamo reso disponibile - prosegue il Sindaco - ma i buoi, ormai, erano già scappati, i medici interessati hanno detto che andando così le cose non sarebbero più venuti qui, sono a Volpiano. Rilanceremo una manifestazione per provare, stesso discorso anche per i pediatri. Ora il bene è disponibile, vedremo se c’è la possibilità di dare un servizio ai cittadini, com’era il mia intenzione come Sindaco”.
Infine l’accusa all’opposizione. “La minoranza ha fatto un’obiezione formalmente corretta ma sarebbe stato sufficiente - conclude il primo cittadino - dire che l’immobile era subito disponibile, senza spaventare i medici, tanto lo sarebbe diventato da lì a poco”.
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