Ècaos a Rivarossa, un paesino da poco più di 1500 anime. Tutta colpa di un post scritto su Facebook, il 25 novembre del 2021, dall’ex assessore, 32anni, JessicaBarengo.
L’invettiva è rimasta pubblica, sui social, per poco tempo, poi, su consiglio di qualcuno, o forse per un“tardivo” ripensamento, la Barengo ha deciso di “restringere” la visione del post a pochi intimi.
Nell’era dei social, però, qualunque cosa resta anche quando viene cambiata.
E così, nonostante la sparizione del post, da setttimane, ormai, quel post gira su gran parte dei telefoni degli abitanti di Rivarossa. Qualcuno, infatti, ne ha fatto uno screenshot (una foto dello schermo) e poi lo ha inviato ai suoi contatti whatsapp. E da lì una lunga catena di Sant’Antonio che qualche giorno fa è arrivata anche sui cellulari del nostro giornale.
Ebbene, di che si tratta?
Tutto parte dalla scelta del primo cittadino, EnricoVallino, di cacciare l’assessora dalla sua giunta, il 18 novembre. Barengo non aveva preso abbastanza voti per entrare in giunta alle elezioni del 2018 e, così, era stata piazzata in giunta come assessore esterno. D’altrone il suo impegno in città nella Pro Loco ne fa comuqnue una persona molto conosciuta in paese.
Tutto bene per 3 anni poi a fine 2021 il patatrac. Il sindaco decide di mandarla via con tanto di lettera (perché la Barengo non ha mai risposto al primo cittadino al telefono).
“Con la presente - scrive il Sindaco il 18 novembre - d’intesa unanime con il gruppo di maggioranza comunico la revoca con effetto immediato delle deleghe conferite con atto di nomina del 13 giugno 2018 alla assessore esterna Jessica Barengo”. Le motivazioni?
“È venuto a mancare, - prosegue il Primo Cittadino - l’imprescindibile rapporto di fiducia e di collaborazione con il Sindaco a causa delle esplicite e reiterate divergenze espresse sull’azione amministrativa e sulle modalità di gestione nell’ambito del programma di mandato. Ciò costituisce una grave limitazione alla operosità e serenità della giunta e al proficuo rapporto con il gruppo di maggioranza. Inoltre, l’auspicata valorizzazione delle risorse presenti tra i consiglieri di maggioranza, eletti dai cittadini, rappresenta un ulteriore fattore di opportunità. A nome dell’amministrazione ringrazio Jessica Barengo per il lavoro svolto sino ad oggi per la comunità di Rivarossa”. Passano 6 giorni e, siccome il Sindaco e la sua assessora non si parlano, la “cacciata dalla giunta” viene notificata alla Barengo direttamente a casa.
“La presente - si legge nel documento firmato da Vallino - ti viene consegnataper le vie formali essendo state infruttuose altre di modalità di consegna più confacenti nelle relazioni umane ove avrei potuto esprimere con franchezza e con maggiori approfondimenti le ragioni di questa scelta assaimeglo di quanto possa esprimere la presente comunicazione burocratica. Ci tengo tuttavia a sottolineare che questa scelta, epilogo inevitabile di un percorso travagliato e non ulteriormente sostenibile, rappresenta una sconfitta per tutto il gruppo di maggioranza che consapevolmente l’ha approvata unanimamente”.
La lettera arriva a casa della Barengo il 25 novembre 2021 e qui scoppia il putiferio.
L’ex assessore apre il computer e, sul suo profilo personal Facebook, scrive un post pesantissimo contro il primo cittadino che, tra le righe, viene descritto come: “Misogino, persona putrida e marcia” e aggressiva.
“Ma questo è il Sindaco che si merita Rivarossa?”, si chiede la Barengo nel post.
Tralasciando la prima parte, dove Barengo lancia accuse pesantissime, sul piano personale, al Sindaco. Nella seconda si concentra sull’azione politica di Vallino.
“Quando durante il primo lockdown - si legge nel post poi rimosso - nel 2020 vedi che il Sindaco si rintana negli uffici in Comune a fissare la sua agenda e a parlare da solo, oppure quando passa delle ore (delle ore!) a giocare com un ebete con la manopola della serratura della cassaforte del Comune ti chiedi ma è questo il Sindaco che si merita Rivarossa? Quando hai a che fare con un Sindaco che genera caos e cerca di scaricare la colpa di ogni problema sui dipendenti e accusarli di mancanze e urlando loro addosso di avere atteggiamenti... omertosi che lui stesso mette in atto...”.
L’invettiva, poi, prende di mira tutta la maggioranza.
“Quando hai a che fare - prosegue Barengo - con amministratori comunali che sono stati eletti per prendere delle decisioni riguardo ai più svariati argomenti che stanno zitti, non decidono, che di fronte a questi atteggiamenti e a questi fatti o difendono l’indifendibile o girano la testa dall’altra parte perché il Sindaco minaccia le dimissioni ogni due per tre, perché è più facile fare finta di andare tutti d’accordo... ti chiedi ma è questa l’amministrazione che si merita Rivarossa?”.
Interpellato sul tema, il primo cittadino, Enrico Vallino, commenta così: “Io alzo le mani quando devo appigliarmi da qualche parte, non ne so nulla di questo post della Barenfo. Per me le donne sono importanti. Cercherò di tutelare la mia onorabilità, se questo post è stato diffusa urbi et orbi ci sono gli estremi per agire a tutela della mia persona”.
Dal canto suo, invece, la Barengo rivendica tutto: “Queste cose sono personali non so come siano arrivate sui cellulari delle persone. Il post non è eliminato è solo nascosto. Penso che il post sia anche abbastanza chiaro, penso tutto quello che c’è scritto”.
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